Quanto costa ad una azienda assumere un dipendente con contratto part time?

L'eventuale conversione da part time a full time è sempre volontaria da parte del lavoratore e non può mai essere imposta unilateralmente dal datore di lavoro-

Quanto costa ad una azienda assumere un

Contratto part time, quanto costa a un'azienda?

Nel caso di un impegno giornaliero di 4 ore al giorno ovvero di 20 ore a settimana, esattamente la metà di quanto previsto da un contratto full time completo, se la retribuzione lorda annua stanziata dal datore di lavoro è di 10.000 euro, il dipendente finirà per percepire circa 650 euro al mese.

Assumere un dipendente in più è una decisione importante, che non può essere presa alla leggera senza aver prima considerato le implicazioni finanziarie. Tuttavia, il costo dell'assunzione non si limita agli stipendi e agli oneri sociali.

Altri costi vengono aggiunti quando non sempre erano previsti e la scelta tra un full time o un part time orizzontale o verticale può fare la differenza. Il contratto a tempo parziale è permette di svolgere un lavoro per un numero di ore al giorno, una settimana, un mese o un anno inferiore rispetto al dipendente che ha scelto il tempo pieno. In altre parole, un lavoratore a tempo parziale lavora meno ore di un lavoratore a tempo pieno. Approfondiamo in questo articolo:

  • Contratto part time, quanto costa a un'azienda

  • Esempi di lavoro part time orizzontale e verticale

  • Calcolo ed esempio stipendi netti e lordi part time in base alle ore fatte

Contratto part time, quanto costa a un'azienda

Il contratto di lavoro a tempo parziale deve essere messo per iscritto, indicando il numero di ore ordinarie di lavoro giornaliero, settimanale o mensile per anno e la sua distribuzione. Per part-time orizzontale si intende quello in cui la prestazione di servizi viene svolta ogni giorno lavorativo, ma in una giornata non ordinaria, mentre per part time verticale si intende quello in cui la prestazione di servizi viene svolta parte del giorni lavorativi e altri no, indipendentemente dal fatto che occupino un giorno intero o parziale. Può anche esserci una combinazione delle due formule precedenti.

In tutti i casi, il dipendente lavora lo stesso numero di ore settimanali e riceve lo stesso stipendio alla fine di ogni mese. In linea di massima, i lavoratori avranno gli stessi diritti dei lavoratori a tempo pieno e i costi dell'assunzione da parte del datore di lavoro sono così proporzionati.

Uno degli svantaggi evidenti del contratto a tempo parziale è il contributo ai diversi benefici della previdenza sociale, che è inferiore a quello che farebbe un lavoratore a tempo pieno. Più in generale, il costo del personale può essere diviso in due categorie ovvero il costo diretto del lavoro e il costo indiretto che non è legato alla produzione.

L'eventuale conversione da part time a full time è sempre volontaria da parte del lavoratore e non può mai essere imposta unilateralmente dal datore di lavoro. Il lavoratore non può essere licenziato né subire alcun altro tipo di sanzione o effetto pregiudizievole per aver rifiutato tale conversione.

Al fine di consentire la mobilità volontaria nel lavoro a tempo parziale, il datore di lavoro deve informare i lavoratori dell'azienda dell'esistenza di posti di lavoro vacanti a tempo pieno o con una giornata lavorativa più lunga di quella svolta. Il contratto collettivo può stabilire la procedura per richiedere tale modifica del contratto.

Se un lavoratore chiede la conversione a tempo pieno, il datore di lavoro deve rispondere per iscritto al lavoratore, accogliendo o negando la richiesta e, in tal caso, motivando il rifiuto.

Esempi di lavoro part time orizzontale e verticale

Un lavoro che prevede un massimo di 40 ore settimanali, 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana o le ore che rispettano le disposizioni del contratto collettivo corrispondente è considerato a tempo pieno. Se il contratto di lavoro è a tempo pieno, non può essere modificato unilateralmente in uno a tempo parziale o viceversa. Al contrario, il lavoro part time ha un numero di ore inferiore, sia esso all'anno, al mese o alla settimana.

Quando si pensa al lavoro part time, si pensa a quello che si svolge in meno di una giornata intera tutti i giorni della settimana (lavoro part time orizzontale). È il caso, ad esempio, di una cassiera di un supermercato che lavora dal lunedì al venerdì, quattro ore al giorno. Ma è anche lavoro a tempo parziale quello in cui il lavoro viene svolto a tempo pieno o meno ma concentrato in determinati giorni lavorativi della settimana, del mese o dell'anno, contribuendo per mesi interi (lavoro a tempo parziale verticale).

È il caso, ad esempio, di un altro cassiere dello stesso supermercato che lavora otto ore al giorno venerdì e sabato e quattro ore la domenica. Il numero di giorni lavorati cambia, ma le ore lavorate totali e la retribuzione in un periodo possono essere le stesse.

Calcolo ed esempio stipendi netti e lordi part time in base alle ore fatte

Non ci sono differenze tra i vari contratti di part time. In pratica, sia che si tratti di un tempo parziale orizzontale o di un tempo parziale verticale, a fare la differenza nel costo finale a carico del datore di lavoro ovvero della cifra netta che percepita il dipendente è il numero delle ore.

Fissato questo principio di base possiamo anche andare oltre e vedere come cambia l'impegno economico dell'azienda. Facciamo l'esempio di un impegno giornaliero di 4 ore al giorno ovvero di 20 ore a settimana, esattamente la metà di quanto previsto da un contratto full time completo. Se la retribuzione lorda annua stanziata dal datore di lavoro è di 10.000 euro, il dipendente finirà per percepire circa 650 euro al mese.

Dal reddito imponibile di 10.000 euro occorre infatti sottrarre i contributi previdenziali di circa il 9% e dunque di 900 euro. Quindi occorre calcolare l'imposta lorda che è la somma di Irpef e addizionali ovvero 9.100 (la differenza tra retribuzione lorda e contributi previdenziali) per 23% ovvero 2.093, a cui aggiungere le addizionali.

Quest'ultime sono variabili, ma in media incidono per 200 euro. A questo punto possiamo calcolare lo stipendio netto mensile part time come ala differenza tra imposta netta e detrazioni, il cui risultato è di circa 650 euro circa.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il