Quanto costa aprire partita iva 2019

Quali sono i costi previsti per l’apertura di una Partita Iva e quando sono richiesti: chi paga, quanto e cosa e regimi fiscali

Quanto costa aprire partita iva 2019

Quanto costa aprire una Partita Iva 2019?

Aprire una Partita Iva per Attività Economiche senza obbligo di iscrizione in Camera di Commercio è del tutto gratuito e l’apertura si può effettuare presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate mentre per l’apertura di una Partita Iva per Attività Economiche che hanno obbligo di iscrizione in Camera di Commercio non si può effettuare presso l’Agenzia delle Entrate ma si deve effettuare tramite apposita procedura ComUnica, che ha un costo di circa 300 euro.

 

Quanto costa aprire una partita Iva 2019? Quali sono i versamenti obbligatori da versare e per quali tipologie aprire la partita Iva è completamente gratuito? Si tratta di domande che si pongono spesso tutti coloro che aprono un’attività o avviano una professione in proprio. Cerchiamo di spiegare quali sono i costi previsti per aprire una Partita Iva 2019 e quali sono le tipologie di Partita Iva che si possono aprire gratuitamente.

Quanto costa aprire una Partita Iva 2019 e come si fa

La Partita Iva si deve obbligatoriamente aprire quando si decide di avviare un’attività in proprio, che sia libera professione, che sia attività commerciale. In realtà, aprire una partita Iva è di per sé gratuito. Ciò che comporta dei costi è la scelta del regime fiscale in cui rientrare, e quindi le tasse da pagare; è la spesa del commercialista; sono i contributi previdenziali, a Inps o a Casse private professionali.

L’apertura di una Partita Iva per attività Economiche senza obbligo di iscrizione in Camera di Commercio è gratuita e si può effettuare presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate tramite il modello AA9/12.

Per le Attività Economiche che hanno obbligo di iscrizione in Camera di Commercio non è prevista la possibilità di aprire una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate ma si deve effettuare tramite apposita procedura ComUnica.

La procedura deve essere eseguita obbligatoriamente da un commercialista o un ente abilitato e ComUnica cinvia contemporaneamente ad Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, Inps e Inail la nuova posizione fiscale. Per la procedura ComUnica è previsto un costo tra i 250 e i 300 euro circa. Inoltre, per tutte le Attività Economiche iscritte in Camera di Commercio è previsto il pagamento ogni anno del Diritto Camerale annuale.

Per l’apertura della Partita Iva bisogna:

  • comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio della propria attività con apposita dichiarazione entro 30 giorni dal primo giorno di attività o usare la procedura ComUnica;
  • compilare il modello AA9/7 per lavoratori autonomi e ditte individuali;
  • compilare il modello AA7/7 per le società;
  • scegliendo il codice ATECO che si riferisce all’attività specifica;
  • scegliendo il tipo di regime contabile tra, regime forfettario o regime contabile ordinariao.
  • I modelli AA9/7 e AA7/7 si possono scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate e quando vengono compilati si possono presentare alle Entrate:
  • o recandosi presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate con apposito documento di riconoscimento;
  • o inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno, con in allegato fotocopia del documento di riconoscimento;
  • o inviando il modello online tramite apposito software, sempre disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Una volta aperta, la partita Iva è identificata da 11 numeri, i primi 7 indicano il contribuente, i 3 seguenti indicano il Codice dell’Ufficio delle Entrate, e l’ultimo carattere è di controllo.

Aprire Partita Iva con regime forfettario

Per aprire una partita Iva in regime forfettario i costi previsti sono per:

  • spese per commercialista per apertura, iscrizione al registro delle imprese e all’Inps di circa 150 euro;
  • spese di gestione e parcella del commercialista di circa 300 euro annui;
  • contributi Inps, il cui importo minimo è di 250 euro mensili ma varia in base ai guadagni dell’attività;
  • tasse, per chi è in regime forfettario è del 5% sull’importo complessivo dei guadagni fino a 30mila euro per i primi cinque anni e del 15% dopo.

Aprire Partita Iva in regime ordinario

Imprese e professionisti che non possono optare per il regime forfettario o dei minimi e decidono di aprire una Partita Iva in regime ordinario devono:

  • presentare il modello di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, che è gratuita;
  • iscriversi alla Gestione Separata Inps o alla Cassa previdenziale privata di un Ordine Professionale, che è gratuita;
  • spesa per commercialista, che per pratica di apertura della partita Iva e tenuta della contabilità prevede un costo medio che oscilla tra i mille e i 1.200 euro annui;
  • pagare l’Iva al 22%;
  • sono soggetti a ritenuta d’acconto e Irpef in base agli scaglioni di reddito previsti;
  • tenere libri Iva, registri contabili previsti dal codice civile e altri registri previsti da disposizioni di legge;
  • hanno l’obbligo della dichiarazione Iva trimestrale e annuale;
  • pagano in misura piena addizionali locali, comunali e regionali, e l’Irap.

Aprire Partita Iva per blogger e fashion blogger: quanto costa

Diventare oggi un fashion blogger sembra essere l’aspirazione di tanti ma soprattutto di tante. Anche per la gestione di questa attività che ormai spopola e in moltissimi casi permette di guadagnare e anche non poco, è necessario aprire una Partita Iva che in questo caso non è gratuita ma prevede il pagamento dell’iscrizione obbligatoria alla Camera di Commercio di circa 90 euro.

Per aprire una partita Iva per l’attività di fashion blogger bisogna riportare indicare nel modello AA9/12 necessario per l’apertura della partita Iva il Codice ATECO dell’attività, cioè 73.11.02 che indica ‘conduzione di campagne di marketing e altri servizi’, scegliendo come regime fiscale il regime forfettario per guadagni entro i 30mila euro annui e che prevede un’aliquota d’imposta pari al 5% del reddito imponibile nei primi cinque anni di attività e del 15% negli anni successivi.

Aprendo una partita Iva come fashion blogger e iscrivendosi alla Camera di Commercio, come libero professionista bisogna versare i contributi previdenziali alla Gestione Inps commercianti, che prevede il versamento di contributi minimali fissi e contributiche variano in base al redditolordo che si dichiara.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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