Quanto costa assumere un dipendente con contratto a tempo indeterminato in media nel 2021

Lo stipendio su cui calcolare i contributi non tiene conto di alcuni importi, come le erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali o territoriali.

Quanto costa assumere un dipendente con

Contratto a tempo indeterminato, quanto costa assumere un dipendente?

A incidere sul costo dell'assunzione di un dipendente con contratto a tempo determinato nel 2021 sono numerosi voci, tra cui la Retribuzione annua lorda (Ral), i contributi previdenziali, il Trattamento di fine rapporto, la tredicesima e la quattordicesima, ed eventuali particolarità.

Sentiamo spesso parlare di costo del lavoro e dell'impegno economico richiesto alle aziende per assumere un dipendente. Ma in realtà, quanto costa assumere un dipendente con contratto a tempo indeterminato nel 2021? Quali sono le voci di spesa che incidono sulla somma finale da pagare?

Accanto alla retribuzione netta ci sono anche i contributi previdenziali, le imposte e l'importo da accantonare per il Trattamento di fine rapporto, la cosiddetta liquidazione. Di conseguenza il costo finale aumenta progressivamente. Cerchiamo allora di vederci chiaro:

  • Contratto a tempo indeterminato, quanto costa assumere un dipendente
  • Come si calcola lo stipendio in un contratti a tempo indeterminato 2021

Contratto indeterminato, quanto costa assumere un dipendente

A incidere sul costo dell'assunzione di un dipendente con contratto a tempo determinato nel 2021 sono numerosi voci, tra cui la Retribuzione annua lorda (Ral), i contributi previdenziali, il Trattamento di fine rapporto, la tredicesima e la quattordicesima, ed eventuali particolarità, come i rimborsi per trasferte.

Il Ral varia in base alla tipologia di contratto (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) e all'inquadramento economico per il singolo lavoratore.

I contributi previdenziali vanno generalmente versati all'Inps, ma le categorie dei professionisti hanno casse tutte loro.

Il Trattamento di fine rapporto (Tfr) è una somma che tutti i mesi viene accantonata dal datore di lavoro e che viene corrisposta al dipendente al termine del rapporto di lavoro.

Tredicesima e quattordicesima sono le mensilità aggiuntive: la prima è versata con la busta paga di dicembre, la seconda (ma non è sempre riconosciuta) con quella di luglio.

Lo stipendio su cui calcolare i contributi non tiene conto di alcuni importi, come le erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali o territoriali, i proventi derivanti da polizze assicurative, le somme poste a carico di gestioni assistenziali e previdenziali obbligatorie per legge, le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto di lavoro al fine di incentivare l'esodo dei lavoratori.

Stessa cosa per i compensi erogati per conto terzi, le somme e le provvidenze erogate da casse, fondi e gestioni della previdenza e assistenza complementare e quelle erogate dalle Casse edili per ferie, gratifica natalizia e riposi annui, i proventi e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento danni e le somme corrisposte a titolo di trattamento di fine rapporto.

La retribuzione può così essere diretta se è legata alla prestazione del lavoratore, indiretta se è indipendente dall'attività, differita se è erogata in circostanze specifiche, come le mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) o Tfr.

Come si calcola lo stipendio in un contratti a tempo indeterminato 2021

In che modo si calcola lo stipendio di un dipendente con contratto a tempo indeterminato? Non c'è infatti un solo modo permesso della normativa 2021 in vigore.

Si può fare in natura, tenendo ad esempio conto delle spese di vitto e alloggio oppure della concessione di una serie di benefici e servizi a condizioni agevolate.

Si può calcolare anche a cottimo se lo stipendio è determinato in funzione del risultato della prestazione lavorativa. Il datore di lavoro non può retribuire con questa formula gli apprendisti e affidare a intermediari lavori da eseguirsi da prestatori assunti e retribuiti da tali intermediari.

Il terzo modo per pagare la retribuzione è il più comune ed è a tempo se l'ammontare è determinato in funzione della durata della prestazione lavorativa.

Infine c'è lo stipendio a compartecipazione se lo stipendio è determinato in parte in funzione degli utili dell'impresa, tramite provvigioni sul valore di uno o più affari conclusi promossi dal lavoratore e la partecipazione agli utili o ai prodotti dell'azienda.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il