Quanto costa fare dimissioni online o farsi seguire da Caf, Patronati e Agenzie. Prezzi medi 2022

Il lavoratore che non intende presentare in autonomia le dimissioni, può rivolgersi ai soggetti abilitati. Ma quali sono i costi da sostenere?

Quanto costa fare dimissioni online o fa

Dimissioni online: quanto costa farle?

La comunicazione di dimissioni online è gratuita. Affidandosi a un patronato a una agenzia, che non richiedono alcuna iscrizione, le tariffe si aggirano tra 30 e 50 euro.

Le dimissioni volontarie dei lavoratori devono oggi essere effettuate in modalità esclusivamente telematiche, tramite una procedura online. Rispetto al passato, la procedura non può essere derogata da altre modalità di comunicazione così da contrastare la pratica delle dimissioni in bianco.

In termini concreti, i lavoratori dipendenti possono comunicare le proprie dimissioni personalmente o attraverso soggetti abilitati tra Caf, patronati e agenzie. Approfondiamo gli aspetti relativi alle tariffe e dunque:

  • Dimissioni online: quanto costa farle da soli o con soggetti abilitati

  • Responsabilità Caf, Patronati e Agenzie nel caso di dimissioni online

Dimissioni online: quanto costa farle da soli o con soggetti abilitati

La comunicazione di dimissioni online è gratuita. Come lascia intendere la stessa denominazione, devono essere trasmesse solo telematicamente nel caso di risoluzione del proprio rapporto di lavoro. E se il lavoratore decidesse di farsi affiancare da una struttura esterna come un Caf?

L'operazione in sé continua naturalmente a essere priva di costi, ma al lavoratore è richiesta l'iscrizione al sindacato o il pagamento del servizio. I costi vanno in genere tra 100 e 140 euro. Affidandosi a un patronato a una agenzia, che non richiedono alcuna iscrizione, le tariffe si abbattono tra 30 e 50 euro.

Più specificatamente, il lavoratore che non intenda presentare in autonomia le dimissioni, può rivolgersi ai soggetti abilitati, indipendentemente dal luogo di residenza o di svolgimento dell'attività lavorativa.

Quelli individuati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sono patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali e commissioni di certificazione. Queste ultime possono essere istituite presso gli enti bilaterali costituiti nell'ambito territoriale di riferimento; le Direzioni provinciali del lavoro e le province; le università pubbliche e private; i Consigli provinciali degli Ordini dei Consulenti del Lavoro.

Da segnalare che nelle Commissioni di certificazione costituite presso le Direzione territoriale del lavoro e i Consigli provinciali degli Ordini dei Consulenti del Lavoro, la procedura può essere esercitata da un componente della Commissione.

Da segnalare che nella procedura telematica delle dimissioni online è prevista un'area dedicata alla revoca. Il lavoratore può farlo entro 7 giorni dalla data di trasmissione del modulo. La revoca viene inviata al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente.

Responsabilità Caf, Patronati e Agenzie nel caso di dimissioni online

I soggetti abilitati sono responsabili dell'accertamento dell'identità del lavoratore che richiede la trasmissione del modello telematico. Devono adottare le misure idonee all'accertamento dell'identità del lavoratore che si reca nelle loro sedi per accedere alla procedura telematica.

L'accertamento dell'identità del lavoratore è di esclusiva competenza dei soggetti abilitati a pena di nullità della procedura con inefficacia delle dimissioni. Non è ammessa l'identificazione del lavoratore da parte di altri soggetti che si avvalgono di convenzioni e o strumenti messi a disposizione dai soggetti abilitati.

Nel caso di evento grave che impedisce la prosecuzione del rapporto, il lavoratore può recedere dal contratto per giusta causa, senza preavviso. Alcuni casi di dimissioni per giusta causa sono la mancata regolarizzazione della posizione contributiva del lavoratore; il comportamento offensivo o ingiurioso del datore di lavoro; il mancato o ritardato pagamento della retribuzione; la pretesa del datore di lavoro di prestazioni illecite; il mancato pagamento ripetuto di voci retributive; il mancato versamento contributivo.

Anche le dimissioni per giusta causa devono essere comunicate telematicamente. Nella compilazione il lavoratore può inserire Dimissioni per giusta causa come Tipologia di comunicazione. Se sono comunicate con modalità telematiche quando non era possibile indicare la specifica tipologia, sono comunque efficaci. La giusta causa va comunque comprovata dagli uffici competenti secondo le modalità vigenti.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il