Quanto costa farsi riconoscere 1-3 anni per pensione in cui non si è lavorato

Vediamo i calcoli ed esempi concreti sui modi e costi molto variabili per fari riconoscere e recuperare da 1 a 3 anni per la pensione in cui non è lavorato secondo leggi attualmente in vigore nel 2022

Quanto costa farsi riconoscere 1-3 anni

Quanto costa recuperare 1-3 anni per la pensione in cui non si è lavorato?

Il costo del recupero da uno a tre anni di contributi in cui non è lavoratore può essere molto variabile, dunque, in base a diversi fattori e può essere relativamente basso per un solo anno di contributi da recuperare ma anche più alto per tre anni da recuperare. Nel caso in cui il costo per recuperare da 1 a 3 anni di contributi ai fini pensionistici sia più alto di quanto previsto o comunque alto è possibile, invece che pagare in un’unica soluzione l’onere calcolato, rateizzare il pagamento con rate di importo non inferiore a 30 euro e senza applicazione di alcun interesse.
 

Quanto costa recuperare 1-3 anni per la pensione in cui non si è lavorato? Ci sono periodi nel corso della vita che possono risultare non coperti da contributi e quindi penalizzare ai fini pensionistici a meno che non si decida di recuperare i contributi non versati.

Tale operazione è possibile tramite il cosiddetto riscatto dei contributi ai fini della pensione e utili sia per il raggiungimento del diritto alla pensione finale e sia al calcolo del trattamento pensionistico finale. Secondo le leggi in vigore, i periodi che risultano scoperti da contribuzione e che si possono recuperare sono periodi di laurea, disoccupazione o lavoro all’estero, maternità, periodi di aspettativa non retribuita, servizio civile, lavoro part time e intervalli di lavori stagionali, temporanei e discontinui e periodi di lavoro per contributi omessi e prescritti. Vediamo di seguito quali sono i costi previsti per recuperare 1-3 anni per la pensione in cui non si è lavorato.

  • Recuperare da 1 a 3 anni di contributi se non si è lavoratore chi e come può farlo
  • Costi per recuperare 1-3 anni di contributi se non si è lavorato e calcoli

Recuperare da 1 a 3 anni di contributi se non si è lavoratore chi e come può farlo

Secondo quanto previsto dalle leggi 2022 in vigore, possono recuperare da 1 a 3 anni di contributi per la pensione gli iscritti all'Assicurazione Generale Obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, e gli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla Gestione Separata Inps.

Precisiamo che non tutti i periodi in cui non si è lavoratori si possono recuperare ai fini pensionistici. Solo, infatti, alcuni dei periodi in cui non è svolta attività lavorativa possono essere recuperati perché secondo le leggi 2022 i periodi in cui non si lavora sono generalmente coperti da contributi figurativi accreditati ai soggetti che, disoccupati, percepiscono l'indennità Naspi per la disoccupazione. 

La possibilità di presentare domanda per il recupero di contributi ai fini pensionistici per i periodi durante i quali non si è lavorato, come spiegato dallo stesso Inps, vale solo per coloro che hanno periodi di disoccupazione tra un rapporto di lavoro a tempo determinato o stagionale e il rapporto lavorativo successivo, rappresentando, dunque, una tutela per coloro che prestano attività saltuaria o discontinua.

Il periodo in cui non si è lavoratore, da recuperare ai fini contributi per la pensione finale, non deve essere coperto da alcun tipo di contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto, non solo presso il Fondo cui è diretta la domanda stessa, ma in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria. In ogni caso, per recuperare da uno a tre anni di contributi per la pensione in cui non si è lavoratore bisogna presentare apposita domanda o dal diretto interessato o dal suo superstite o da suo parente e affine entro il secondo grado. 

Costi per recuperare 1-3 anni di contributi se non si è lavorato e calcoli

Per sapere quanto costa recuperare da uno a tre anni di contributi se non si è lavorato bisogna effettuare calcoli specifici con:

  • sistema della riserva matematica retributiva, per periodi fino al 31 dicembre 1995 o fino al 31 dicembre 2011 per chi ha 18 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995, e in questo caso il calcolo del costo di riscatto dei contributi si basa sulla differenza tra la pensione annua al momento della domanda compresi i periodi da riscattare e la pensione annua senza i periodi da riscattare, risultato moltiplicato poi per il coefficiente di riserva matematica, differente in base alla categoria di lavoratore che richiede il riscatto;
  • sistema della riserva matematica contributiva, per chi ha 18 anni di contributi versati prima del 12 luglio 1997;
  • sistema contributivo o percentuale, per i periodi dal primo gennaio 1996 o dal primo gennaio 2012 per chi ha 18 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995, prendendo come riferimento la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi e moltiplicando la retribuzione per gli anni da recuperare e per l’aliquota contributiva del 33%, che è quella valida per l’Inps Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Il costo del recupero da uno a tre anni di contributi in cui non si è lavorato per la pensione può essere molto variabile, dunque, in base a diversi fattori, soprattutto relativi a tipo di rapporto di lavoro per cui al termine bisogna recuperare i mancati contributi e relativa retribuzione, e può essere relativamente basso per un solo anno di contributi da recuperare ma anche più alto per tre anni da recuperare. 

Nel caso in cui il costo per recuperare da 1 a 3 anni di contributi ai fini pensionistici sia più alto di quanto previsto o comunque alto è possibile, invece che pagare in un’unica soluzione l’onere calcolato, rateizzare il pagamento con rate di importo non inferiore a 30 euro e senza applicazione di alcun interesse.

Inoltre, il costo per il recupero da uno a tre anni di contributi per la pensione è sempre detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50%, divisa in cinque quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento e in quelli successivi.
 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il