Quanto costa ricevere un bonifico dalla Gran Bretagna dopo la Brexit ufficiale

Dal punto di vista normativo, dal primo gennaio 2021, le banche e altri tipi di prestatori di servizi di pagamento sono chiamati a fornire informazioni aggiuntive.

Quanto costa ricevere un bonifico dalla

Bonifico dalla Gran Bretagna, quanto costa?

Il costo supplementare è di 2 euro per ogni operazione, a cui aggiungere l'1.5% del valore trasferito.

Si tratta di una delle conseguenze dirette della Brexit ovvero dell'uscita formale della Gran Bretagna dall'Unione europea. Al di là delle grandi questioni politiche-economiche, l'abbandono del Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) comporta una serie di cambiamenti anche nella vita di tutti i giorni per gli italiani che hanno un rapporto diretto con l'Oltremanica.

Pensiamo ad esempio al trasferimento di denaro attraverso un bonifico ovvero il metodo di pagamento più usato. Cosa cambia? Quali sono i costi da mettere in conto dopo la Brexit? Approfondiamo la questione:

  • Bonifico dalla Gran Bretagna, quanto costa
  • Brexit, conseguenze su servizi di pagamento

Bonifico dalla Gran Bretagna, quanto costa

In base alle normative dell'Unione europea, le banche possono operare in diversi territori grazie a un passaporto bancario. In questo modo diventa più semplice ed economico per offrire prodotti e servizi ai clienti in altre parti d'Europa. Senza passaporto, le banche devono richiedere una licenza per lavorare in ogni diversa giurisdizione.

Diventano allora chiare le sfide per il settore bancario nel post-Brexit sono state discusse a lungo e lo sono ancora adesso che la separazione è ufficiale. Alcune banche hanno scelto di smettere di servire i clienti con sede nell'Unione europea, Italia inclusa, ma con alcuni istituti di credito che hanno già annunciato piani di ritiro.

Senza un modo semplice per gestire il denaro oltre confine, significa una maggiore complessità e commissioni quando si ricevono bonifici, pagamenti di reddito e pensione. Alcune banche stanno hanno già scritto ai propri clienti per informarli delle modifiche ai servizi disponibili.

Il Regno Unito ha mantenuto la sua partecipazione all'Area unica dei pagamenti in euro. Significa che in correntisti possono continuare a inviare o pagare in euro elettronicamente.

Tuttavia il tempo impiegato per elaborare eventuali pagamenti e trasferimenti in euro potrebbe aumentare così come i costi da affrontare. Se è necessario effettuare un pagamento entro una scadenza fissa, può essere una buona idea lasciare un po' di tempo in più prima di attendere la ricezione del pagamento.

Portafogli in mano, il costo supplementare è di 2 euro per ogni operazione, a cui aggiungere l'1.5% del valore trasferito.

Brexit, conseguenze su servizi di pagamento

Il Regno Unito ha lasciato l'Unione europea il 31 gennaio 2020. Il periodo di attuazione è iniziato immediatamente dopo e si è concluso il 31 dicembre 2020. In questi mesi la Gran Bretagna ha negoziato le sue future relazioni con l'Unione europea, durante i quali il diritto comunitario ha continuato a trovare applicazione nel Regno Unito.

Le attuali relazioni con l'Unione europea sono state il risultato di un lungo negoziato che ha coinvolto tutti i comporti, inclusi pagamenti e commercio.

Dal punto di vista normativo, dal primo gennaio 2021 le banche e altri tipi di prestatori di servizi di pagamento sono chiamati a fornire informazioni aggiuntive quando effettuano pagamenti tra il Regno Unito e i Paesi dell'Unione europea. Includono il nome del pagatore e del beneficiario e l'indirizzo del pagatore. Se queste informazioni non sono presenti, è possibile che le transazioni non vadano a buon fine.

L'attuale struttura di protezione Financial Services Compensation Scheme continua a essere valida dopo il 31 dicembre 2020. Tuttavia, la protezione per i depositi è legata a diversi fattori, incluso il luogo in cui l'impresa è autorizzata e in quale giurisdizione detiene i depositi.

Facciamo infine presente che per le operazioni in entrata occorre adesso avere a che fare con le frontiere ovvero con l'obbligo per gli operatori dei Paesi dell'Unione europea di predisporre una dichiarazione di importazione con pagamento dei relativi diritti di confine.

Per qualche analista si tratta di un passo indietro nelle relazioni tra le parti, per altri di un ritorno agli storici distaccati rapporti con la Gran Bretagna, gelosa della proprie prerogative.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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