Quanto costa un contratto a chiamata mediamente per una azienda nel 2021

Il datore di lavoro è legittimato a richiedere l'esecuzione della prestazione di lavoro, nel rispetto del preavviso e delle norme sul contratto a chiamata. Ma quanto costa?

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Contratto a chiamata, quanto cosa a un'azienda?

Sono due le due forme di contratto a chiamata. La prima si basa sul vincolo della risposta alla chiamata che il lavoratore riceve dall'azienda. La seconda non lo prevede. Nel primo caso viene corrisposta una indennità di disponibilità, nel secondo un compenso sulla base delle giornate di lavoro.

C'è anche il contratto a chiamata tra i rapporti di lavoro ammessi dal nostro ordinamento. Nella sua semplicità presenta caratteristiche molto particolari ovvero un protocollo di regolamentazione a cui il datore di lavoro non può sottrarsi. In buona sostanza si basa sulla disponibilità di un lavoratore a svolgere un compito assegnato dietro chiamata del datore. Caratteristica di fondo è quindi la sua saltuarietà ovvero la sua discontinuità.

Anche la durata è estremamente mutevole, considerando che può essere settimanale, mensile o annuale. Non solo, ma sono le due forme possibili. La prima si basa sul vincolo della risposta alla chiamata che il lavoratore riceve dall'azienda. La seconda non lo prevede. Nel primo caso viene corrisposta una indennità di disponibilità, nel secondo un compenso sulla base delle giornate di lavoro. Ma vediamo meglio l'aspetto dei costi, centrale per le aziende:

  • Contratto a chiamata, quanto costa a un'azienda
  • Come è organizzato un contratto a chiamata

Contratto a chiamata, quanto costa a un'azienda

Tra le ragioni della diffusione del contratto a chiamata c'è l'ampia flessibilità ovvero il vasto campo di applicazione. Può essere stipulato da ogni lavoratore e da ogni azienda, a parte quelle in difetto sulla valutazione dei rischi ai sensi della legge sulla sicurezza nei posti di lavoro e dalla pubblica amministrazione.

Non può essere attivato solo per sostituire i lavoratori in sciopero e nelle aziende che nei 6 mesi precedenti hanno proceduto con licenziamenti collettivi o quelle in cui è stata attivata la procedura di cassa integrazione.

Dal punto di vista strettamente economico, per le aziende non si registrano apprezzabili differenze economiche nella retribuzione dei lavoratori rispetto a quanto è chiamata a corrispondere a un dipendente con contratto subordinato. Tuttavia, come abbiamo fatto notare, può attivare questa formula con un altissimo grado di flessibilità nei tempi e nei modi. Di conseguenza si alleggerisce dei costi fissi del personale.

Come è organizzato un contratto a chiamata

Il datore di lavoro è legittimato a richiedere l'esecuzione della prestazione di lavoro, nel rispetto del preavviso. Secondo lo schema base del contratto a chiamata, in relazione alla prestazione di lavoro eseguita il lavoratore ha diritto al trattamento economico e normativo fissato dalla contrattazione collettiva per la categoria e il livello di inquadramento dovuto in base all'attività effettivamente prestata, riproporzionato in ragione delta durata della prestazione eseguita.

Il pagamento della retribuzione al lavoratore, per l'attività di lavoro prestata, avverrà con i tempi e secondo le modalità ordinariamente previste per la generalità dei lavoratori dipendenti. Dopodiché per tutto il periodo durante il quale il lavoratore resta disponibile a rispondere alla chiamata del datore di lavoro non è titolare di alcun diritto riconosciuto ai lavoratori subordinati, né matura alcun trattamento economico e normativo.

Per i periodi duranti i quali garantisce la disponibilità al datore, il lavoratore ha diritto all'indennità mensile di disponibilità, divisibile in quote orarie ed erogata secondo le norme e in luogo o in concorso alla retribuzione dovuta per la prestazione eseguita. Ecco quindi che in caso di malattia e di ogni altro evento che renda temporaneamente impossibile rispondere alla chiamata, il lavoratore è tenuto a informare tempestivamente il datore di lavoro, specificando la durata dell'impedimento.

Durante tale periodo di indisponibilità il lavoratore non matura il diritto all'indennità. Ove il lavoratore non provveda a tale informazione perde il diritto all'indennità per un periodo di 15 giorni o come pattuito nel contratto. Il rifiuto ingiustificato del lavoratore di rispondere alla chiamata comporta la risoluzione immediata del contratto intermittente, la restituzione della quota di indennità di disponibilità riferita al periodo successivo all'ingiustificato rifiuto, il risarcimento del danno al datore di lavoro, da parte dei lavoratore.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il