Quanto guadagna un laureato in Italia in media nel 2020-2021 secondo nuova ricerca di quest'anno

Circa 28mila euro annui lordi, molto meno dei colleghi europei: ecco quanto guadagnano i laureati in Italia mediamente

Quanto guadagna un laureato in Italia in

Quanto guadagna un laureato in Italia in media nel 2020-2021?

Secondo quanto emerso dai dati di una nuova ricerca di quest’anno condotta dalla società di consulenza Mercer, un laureato in Italia in media nel 2020-2021 guadagna sui 28mila euro annui lordi, meno dei colleghi europei. Basti, infatti, pensare che un collega francese guadagna in media 35mila euro annui lordi, cifre che schizzano se si rapporta la stessa condizione con i laureati tedeschi, che arrivano a guadagnare 50mila euro all’anno, e ancor più con i colleghi svizzeri che arrivano a guadagnare fino a 79mila euro all’anno. 
 

Quanto guadagna un laureato in Italia in media nel 2020-2021? Guadagnare in Italia con la laurea non è sempre scontato e automatico, molto poi dipende dai settori di specializzazione. Stando, infatti, a quanto riportano i dati recenti, i laureati in Italia guadagnano, in media, molto meno dei loro colleghi europei, e a prescindere da settore e ambito in cui il titolo è stato conseguito. 

Anche, infatti, i laureati che guadagnano di più in Italia, hanno comunque un guadagno inferiore rispetto a quello percepito dai colleghi europei specializzati negli stessi settori e operanti negli stessi ambiti.

  • Quanto guadagna un laureato in Italia in media nel 2020-2021
  • Come cambia guadagno laureati in Italia in base a settori

Quanto guadagna un laureato in Italia in media nel 2020-2021

Secondo quanto emerso dai dati di una nuova ricerca di quest’anno condotta dalla società di consulenza Mercer, un laureato in Italia in media nel 2020-2021 guadagna sui 28mila euro annui lordi, meno dei colleghi europei.

Basti, infatti, pensare che un collega francese guadagna in media 35mila euro annui lordi e uno inglese circa 32mila, cifre che schizzano se si rapporta la stessa condizione con i laureati tedeschi, che arrivano a guadagnare 50mila euro all’anno, e ancor più con i colleghi svizzeri che arrivano a guadagnare fino a 79mila euro all’anno. 

Chi si laurea ha l’aspettativa di guadagnare tanto quanto meriterebbe all’indomani di un percorso di studi magari anche molto impegnativo, ma in Italia nella quasi totalità dei casi così non è, primo per mancanza di meritocrazia nel nostro Paese, secondo per una condizione generale di crisi economica che non permette a quasi nessun lavoratore di avere lo stipendio che vorrebbe o che meriterebbe.

Tuttavia, conseguire la laurea non è certo inutile e, come sottolineato dall’ultimo rapporto della Corte dei Conti sul sistema d’istruzione italiano, la laurea comunque risulta titolo vantaggioso in termini di livelli di retribuzione, nella maggior parte dei Paesi dell’Ocse e in Italia, nel 2016, i 25-64enni laureati con un reddito da lavoro a tempo pieno guadagnavano il 37% in più, rispetto ai lavoratori a tempo pieno con un’istruzione secondaria superiore.

Il vero problema è che i laureati in Italia sono poco valorizzati in termini di retribuzione e, a causa di una crisi economica che non accenna a lasciare il Paese e che, anzi, è diventata ancor più critica per la pandemia da Covid-19, sempre più neolaureati decidono di lasciare l’Italia, il fenomeno dei cervelli in fuga, in cerca di occasioni migliori, come si suol dire. Occasioni che, però, spesso fuori si verificano e ‘accadono’ mentre in Italia no. E così si perdono risorse, cervelli su cui investire per una crescita e competitività maggiore del Paese, e d’altro canto ci sono giovani che pur di realizzare le proprie ambizioni, di riconoscersi per ciò che hanno studiato e che meritano devono allontanarsi da casa, famiglia, Paese, abitudini e cultura. 

Come cambia guadagno laureati in Italia in base a settori

Il guadagno dei laureati in Italia cambia, poi, a seconda del settore di specializzazione, del tipo di laure e lavoro successivo. Stando a quanto evidenziato dalla Corte dei Conti, mancano i laureati in discipline Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), oggi molto richieste e si tratta di un dato che incide negativamente sul tasso di occupazione. Si cercano informatici e non si trovano. 

D’altro canto, ci sono molti laureati in maniere umanistiche che, però, ad oggi, non hanno particolari e molti sbocchi lavorativi, come se il titolo di studi che si deve conseguire dovesse adattarsi ai tempi. In Italia, i settori in cui i giovani laureati guadagnano di più sono nell’ordine i seguenti:

  • banche e servizi finanziari;
  • farmaceutica;
  • biotecnologia;
  • ingegneria e architettura;
  • informatica e servizi tecnologici;
  • economia e commercio.
     

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il