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Quanto guadagno al netto delle tasse aggiornate 2024 se affitto casa tra i 500-700 euro

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Qual è il guadagno reale e netto che si può ottenere dall'affitto di una casa nel 2024: i calcoli e i chiarimenti
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
Quanto guadagno al netto delle tasse aggiornate 2024 se affitto casa tra i 500-7

Quanto guadagno al netto delle tasse se affitto una casa tra i 500-700 euro nel 2022?

Cambia nettamente il guadagno al netto delle tasse per chi affitta casa tra 500 e 700 euro, considerando che dall’importo del canone mensile di affitto che si percepisce bisogna sottrarre le tasse da pagare che sono molto variabili a seconda della condizione economica e lavorativa del proprietario. Gli affitti tra 500 e 700 euro al mese non sono tutto guadagno reale ma per effetto del pagamento delle tasse si riducono di qualche centinaia di euro.  
 

Qual è il guadagno al netto delle tasse se si affitta una casa tra i 500-700 euro nel 2024? Decidere di affittare una casa significa per il proprietario ricevere un guadagno derivante dal canone di locazione mensile ma è bene sapere che sull'importo annuo percepito si devono pagare le tasse.

Gli affitti rientrano nella categoria di redditi soggetti, infatti, a tassazione. Vediamo di seguito quanto si guadagna realmente affittando una casa.

  • Quanto si guadagna realmente affittando una casa tra 500 e 700 euro al mese nel 2024
  • Qual è il guadagno netto che si ottiene dall'affitto di casa tra i 500-700 euro al mese con la cedolare secca

Quanto si guadagna realmente affittando una casa tra 500 e 700 euro al mese nel 2024

Per capire di quanto può essere il guadagno netto per chi affitta una casa tra 500 e 700 euro mese nel 2024 è innanzitutto necessario conoscere le tasse che si devono pagare sulla casa che si affitta.

Le imposte devono essere, infatti, essere sottratte dall’importo complessivo del canone di locazione che si percepisce e sono, in particolare, le seguenti:

  • Imu, che si paga sul possesso di seconde case in due rate annue, una di acconto a giugno e una di saldo a dicembre;
  • Irpef da calcolare sul reddito complessivo percepito;
  • addizionali comunali e regionali, che variano in base alla aliquota deliberata del Comune o dalla Regione in cui il contribuente ha il domicilio fiscale.

Alle tasse da pagare su possesso immobile e reddito derivante dall’affitto di casa, bisogna aggiungere i pagamenti dovuti per la registrazione del contratto di affitto, che però si pagano solo una volta e che comprendono:

  • imposta di registro, pari al 2% del canone annuo, moltiplicato per le annualità previste;
  • imposta di bollo, pari, per ogni copia da registrare, a 16 euro ogni 4 facciate scritte del contratto e, comunque, ogni 100 righe. 

Per fare un esempio concreto di quanto si può avere di guadagno al netto delle tasse per chi affitta casa tra 500 e 700 euro al mese nel 2024, prendendo il caso di un immobile locato a 500 al mese, per 6mila euro all'anno (500 per 12 mensilità), l'Irpef da pagare risulta di 1.389 euro (23% di 6mila).

Nonostante il reddito sia inferiore agli 8.500 euro, soglia della no tax area attualmente in vigore, quello da locazione non vi rientra, per cui bisogna sempre pagare le dovute tasse anche se entro tale importo. 

Si deve poi pagare l'Imu annuale, il cui importo dipende dalla rendita catastale della casa e dall'aliquota applicata dal Comune in cui la stessa si trova.

Ipotizzando, un importo annuo di 300 euro, il guadagno netto derivante dall'affitto si attesta sui 4.320 euro.

Se l'importo mensile del canone di affitto è di 700 euro, per un totale annuo di 8.400 euro, l'Irpef da pagare risulta di 1.932 euro, per cui il guadagno netto risulta di 6.468 euro. 

Calcolando il costo di un Imu annua di 400 euro, si scende sui 6.068 euro. 
 
Qual è il guadagno netto che si ottiene dall'affitto di casa tra i 500-700 euro al mese con la cedolare secca

In alternativa al regime di tassazione Irpef ordinaria, si può optare per la cedolare secca da applicare agli affitti di casa.

Questo regime fiscale prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva di Irpef e delle relative addizionali comunali e regionali secondo le seguenti aliquote:

  • 21% per i contratti di affitto a canone libero (4+4);
  • 10% per i contratti a canone concordato (3+2) stipulati in specifici comuni di Milano, Roma, Torino, Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Venezia, comuni confinanti con gli stessi e gli altri Comuni capoluogo di provincia. 

Precisiamo che il regime della cedolare secca non permette di fruire di deduzioni e detrazioni fiscali in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi. 

Prendendo lo stesso caso del proprietario che affitta a 500 euro al mese la casa, per un reddito annuo di locazione di 6mila euro, l'imposta da pagare con la cedolare secca sarebbe di 1.260 euro con aliquota al 21% al posto di 1.389 euro di Irpef ordinaria con aliquota al 23%.