Quanto deve guadagnare partita iva per avere come stipendio 900-1600 euro con riforma tasse

Ecco i calcoli (con esempi concreti) da fare per chi punta ad avere come una retribuzione netta tra 900 e 1.600 euro per chi la ha la partita iva dopo riforma fiscale del 2022

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Partita Iva: quanto guadagnare con stipendio tra 900-1600 euro?

Per guadagnare tra 900 e 1.600 euro, una partita Iva deve fattura tra circa 1.200 e circa 3.000 euro.

Attenzione ai calcoli perché quando si ha a che fare con la gestione della partita Iva è importante non perdere di vista i numeri. Anche e soprattutto alla luce della riforma delle tasse che ha investito in pieno anche chi esercita un'attività da autonomo e dunque non da dipendente. Per aprire la partita Iva occorre innanzitutto presentare all'Agenzia delle entrate il modello AA9/7 entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Oltre al codice Ateco, va indicato il tipo di partita Iva tra ordinaria o forfettaria.

Per l'attribuzione della partita Iva non ci sono costi da sostenere e impedimenti. La gestione della contabilità si basa sul principio di cassa e non su quello della competenza. Costi e ricavi sono considerati solo nell'esercizio in cui sono pagati e quindi non conta la data di emissione delle fatture. Ma se c'è un aspetto da considerare è proprio il guadagno reale sulla base della nuova riforma delle tasse. Approfondiamo allora:

  • Partita Iva: quanto guadagnare con stipendio tra 900-1600 euro

  • Cosa è cambiato con la riforma delle tasse per le partite Iva

Partita Iva: quanto guadagnare con stipendio tra 900-1600 euro

La nuova riforma delle tasse ha coinvolto le partite Iva prevede 4 scaglioni di redditi e la strada seguita dall'esecutivo è stata quella della semplificazione rispetto all'impianto fiscale in vigore fino a pochi mesi fa.

Entrando più nello specifico, il primo nuovo scaglione dei redditi con la riforma delle tasse, fino a 15.000 euro, comporta l'applicazione del 23% di aliquota Irpef 2022. Il secondo, da 15.001 fino a 28.000 euro, l'aliquota del 25%. Il terzo, da 28.000 fino a 50.000 euro, del 35%. Il quarto, da 50.000 euro in poi del 43%. Ebbene, rispetto a questo schema: di conseguenza

  • per avere un stipendio netto di circa 900 euro, una partita Iva deve guadagnare circa 1.226 euro

  • per avere un stipendio netto di circa 1.000 euro, una partita Iva deve guadagnare circa 1.512 euro

  • per avere un stipendio netto di circa 1.100 euro, una partita Iva deve guadagnare circa 1.743 euro

  • per avere un stipendio netto di circa 1.200 euro, una partita Iva deve guadagnare circa 1.998 euro

  • per avere un stipendio netto di circa 1.300 euro, una partita Iva deve guadagnare circa 2.227 euro

  • per avere un stipendio netto di circa 1.400 euro, una partita Iva deve guadagnare circa 2.455 euro

  • per avere un stipendio netto di circa 1.500 euro, una partita Iva deve guadagnare circa 2.682 euro

  • per avere un stipendio netto di circa 1.600 euro, una partita Iva deve guadagnare circa 2.980 euro

Cosa è cambiato con la riforma delle tasse per le partite Iva

Vale la pena sottolineare anche un'altra novità che, sebbene non direttamente legata alla riforma delle tasse, viaggia di pari passo con il ripensamento delle regole generali. Qualunque sia il regime scelto tra ordinario e forfettario, la partita Iva non può prescindere dalla fatturazione elettronica, diventata ormai obbligatoria per tutti.

In termini pratici, deve contenere tutti gli elementi per l'esatta individuazione del professionista o lavoratore autonomo e del committente, ma allo stesso tempo devono essere chiari anche la prestazione effettuate e i tempi a cui si riferisce.

Cosa è allora cambiato con la riforma delle tasse per le partite Iva?

  • Con reddito imponibile da parte del professionista o del lavoratore con partita Iva in regime ordinario fino a 15.000 euro è prevista l'applicazione del 23% di aliquota, 23% del reddito (imposta dovuta sui redditi intermedi)

  • Con reddito imponibile da parte del professionista o del lavoratore con partita Iva in regime ordinario da 15.001 fino a 28.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 27% (aliquota), 3.450 + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro (imposta dovuta sui redditi intermedi)

  • Con reddito imponibile da parte del professionista o del lavoratore con partita Iva in regime ordinario da 28.001 fino a 55.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 38% (aliquota), 6.960 + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro (imposta dovuta sui redditi intermedi)

  • Con reddito imponibile da parte del professionista o del lavoratore con partita Iva in regime ordinario da 55.001 fino a 75.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 41% (aliquota), 17.220 + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro (imposta dovuta sui redditi intermedi)

  • Con reddito imponibile da parte del professionista o del lavoratore con partita Iva in regime ordinario oltre 75.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 43% (aliquota), 25.420 + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro (imposta dovuta sui redditi intermedi)





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il