Quanto si deve guadagnare con partita iva per avere come uno stipendio di 1100-1500 netti al mese

Per comprendere qual è il ricavo netto da una fattura, è indispensabile conoscere le voci di spesa. Ecco cosa bisogna fare.

Quanto si deve guadagnare con partita iv

Stipendio di 1100-1500 netti al mese, quanto si deve guadagnare?

Tenendo conto che un professionista iscritto alla gestione separata dell'Inps deve applicare un'aliquota pari al 25,72% sull'ammontare di reddito prodotto durante lo svolgimento dell'attività, per avere come uno stipendio tra 1.100 e 1.500 netti al mese, una partita Iva deve guadagnare tra circa 2.000 e 2.900 euro al mese.

Nel calcolo del guadagno reale di una partita Iva è indispensabile la distinzione tra il lordo e il netto. Anzi, proprio nel caso di un lavoratore autonomo o di un professionista è un passaggio fondamentale da non perdere di vista in quanto il pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali, da aggiungere ai costi accessori, come quelli relativi alla gestione della fatturazione elettronica o al commercialista.

A differenza di quanto accade con il lavoro dipendente, la cifra che viene ricevuta non è mai netta. Di conseguenza è fondamentale sapere effettuare tutti i calcoli del caso nel passaggio dal lordo al netto. Ed è quanto vogliamo fare adesso, approfondendo quanto si deve guadagnare con partita Iva per avere come uno stipendio di 1100-1500 netti al mese:

  • Stipendio di 1100-1500 netti al mese, quanto si deve guadagnare

  • Coefficienti di redditività e partita Iva con regime di favore

Stipendio di 1100-1500 netti al mese, quanto si deve guadagnare

Per comprendere come funziona il passaggio dal lordo al netto e dunque sapere qual è il ricavo netto da una fattura, è indispensabile conoscere le voci di spesa. A iniziare dalla più importante ovvero le tasse da pagare.

Il sistema italiano è organizzato in scaglioni in reddito progressivo. In pratica, maggiore è il guadagno è più alta è la tassazione a cui si va incontro. Lo schema è il seguente:

  • 23% (aliquota applicata in sede di dichiarazione con modello Redditi Persone Fisiche), 23% del reddito (imposta dovuta dal lavoratore autonomo o professionista con partita Iva sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco) nel caso di reddito imponibile fino a 15.000 euro

  • 27% (aliquota applicata in sede di dichiarazione con modello Redditi Persone Fisiche), 3.450 euro + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro (imposta dovuta dal lavoratore autonomo o professionista con partita Iva sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco) nel caso di reddito imponibile da 15.001 fino a 28.000 euro (reddito imponibile del contribuente con partita Iva a regime ordinario)

  • 38% (aliquota applicata in sede di dichiarazione con modello Redditi Persone Fisiche), 6.960 euro + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro (imposta dovuta dal lavoratore autonomo o professionista con partita Iva sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco) nel caso di reddito imponibile da 28.001 fino a 55.000 euro (reddito imponibile del contribuente con partita Iva a regime ordinario)

  • 41% (aliquota applicata in sede di dichiarazione con modello Redditi Persone Fisiche), 17.220 euro + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro (imposta dovuta dal lavoratore autonomo o professionista con partita Iva sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco) nel caso di reddito imponibile da 55.001 fino a 75.000 euro

  • 43% (aliquota applicata in sede di dichiarazione con modello Redditi Persone Fisiche), 25.420 euro + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro (imposta dovuta dal lavoratore autonomo o professionista con partita Iva sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco) nel caso di reddito imponibile oltre 75.000 euro

Tenendo conto che un professionista iscritto alla gestione separata dell'Inps deve applicare un'aliquota pari al 25,72% sull'ammontare di reddito prodotto durante lo svolgimento dell'attività, per avere come uno stipendio tra 1.100 e 1.500 netti al mese, una partita Iva deve guadagnare tra circa 2.000 e 2.900 euro al mese.

Coefficienti di redditività e partita Iva con regime di favore

Un caso a parte è rappresentato dalle partita Iva con regime forfettario. Solo in questo caso Il reddito viene calcolato in maniera forfettaria utilizzano i coefficienti di redditività suddivisi per tipologia di attività.

Sul reddito così determinato si applica un’imposta sostituiva del 5% ovvero del 15%, al posto delle ordinarie aliquote Irpef progressive, purché il redditi conseguiti siano inferiori al tetto di 65.000 euro.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il