Quanto si deve guadagnare con partita iva per avere come uno stipendio di 1400 netti al mese

Ecco i criteri per la determinazione del reddito per la partita Iva e il calcolo di stipendi e guadagni netti e lordi.

Quanto si deve guadagnare con partita iv

Guadagno 1400 netti al mese con partita Iva, quanto si deve guadagnare?

Tenendo conto delle aliquote fiscali e previdenziali, per avere come uno stipendio di 1.400 netti al mese, una partita Iva deve guadagnare circa 2.400 euro.

Dai numeri non si scappa perché sono quelli fondamentali per effettuare le scelte di business e di lavoro. Succede anche nel caso delle partite Iva, di cui ci domandiamo quanto si deve guadagnare per avere come uno stipendio di 1.400 netti al mese.

La questione non è per nulla scontata o secondaria perché, a differenza di quanto accade nel caso dei lavoratori dipendenti, autonomi e professionisti devono sobbarcarsi tutte le spese. A iniziare da quelle fiscali ovvero quelle relative alle imposte che, nel caso delle partite Iva, segue un regime progressivo e a scaglioni. Senza dimenticare il versamento dei contributi previdenziali, oltre a tutte le spese extra, come ad esempio quelle legate al commercialista per la tenuta della contabilità. Esaminiamo allora:

  • Guadagno 1400 netti al mese con partita Iva, quanto si deve guadagnare

  • Criteri determinazione del reddito per la partita Iva nel 2021

Guadagno 1400 netti al mese con partita Iva, quanto si deve guadagnare

Per capire quanto una partita Iva deve guadagnare per ottenere 1.400 euro netti al mese occorre necessariamente allargare il punto di osservazione. Il calcolo delle tasse da pagare tiene infatti conto del fatturato annuale con l'applicazione delle aliquote seguenti:

  • 23% (aliquota), 23% del reddito (imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni) nel caso di reddito imponibile fino a 15.000 euro

  • 27% (aliquota), 3.450 euro + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro (imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni) nel caso di reddito imponibile da 15.001 fino a 28.000 euro (reddito imponibile)

  • 38% (aliquota), 6.960 euro + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro (imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni) nel caso di reddito imponibile da 28.001 fino a 55.000 euro (reddito imponibile)

  • 41% (aliquota), 17.220 euro + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro (imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni) nel caso di reddito imponibile da 55.001 fino a 75.000 euro

  • 43% (aliquota), 25.420 euro + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro (imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni) nel caso di reddito imponibile oltre 75.000 euro

Sulla base di questo schema e ricordando che un professionista iscritto alla gestione separata dell'Inps deve applicare un'aliquota pari al 25,72% sull'ammontare di reddito prodotto durante lo svolgimento dell'attività, per avere come uno stipendio di 1.400 netti al mese, una partita Iva deve guadagnare circa 2.400 euro.

Criteri determinazione del reddito per la partita Iva nel 2021

Abbiamo esaminato i criteri per la determinazione del reddito per la partita Iva nel 2021 con il regime ordinario, ma c'è un'altra opzione che professionisti e autonomi possono tenere in considerazione. Il regime forfettario si caratterizza per il fatto che il reddito si determina mediante il criterio di cassa sia per le imprese che per i professionisti.

Il reddito viene calcolato in maniera forfettaria applicando dei coefficienti di redditività suddivisi per tipologia di attività. Sul reddito così determinato si applica un’imposta sostituiva del 5% ovvero del 15%, al posto delle ordinarie aliquote Irpef progressive, purché il redditi conseguiti siano inferiori al tetto di 65.000 euro.

Dal reddito determinato si deducono i contributi previdenziali - Inps artigiani e commercianti, contributi alla gestione separata, Casse di previdenza professionali - compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori familiari fiscalmente a carico ovvero non a carico, se il titolare di una impresa familiare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi.

Possono aderire al forfettario i contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni se nell'anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro; se hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, per lavoro dipendente e per collaborazioni.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il