Quanto si paga di tasse se si lavora in pensione da dipendente o con partita iva

Cumulo tra reddito da pensione e reddito da lavoro: chi può farlo e quante tasse si pagano. Chiarimenti

Quanto si paga di tasse se si lavora in

Quanto si paga di tasse se si lavora in pensione da dipendente o con partita iva?

Chi è in pensione ma continua a lavorare, sia da lavoratore dipendente, sia da lavoratore autonomo con parti Iva, paga tasse alte perché la somma di reddito di lavoro e reddito di pensione, determina il pagamento di imposte maggiori e una riduzione dell’importo di pensione non per penalizzazioni perché si continua a lavorare ma per una maggiore tassazione applicata, perché più è alto il reddito dichiarato e più sono alte le tasse da pagare. 
 

Se vado in pensione ma continuo a lavorare quante tasse devo pagare? La legge italiana permette a coloro che raggiungono la pensione di continuare a lavorare. Chi matura, infatti, i requisiti per andare in pensione non è detto che debba obbligatoriamente smettere di lavorare, ovviamente dipende dal tipo di impiego, così come una volta in pensione, una persona può decidere di lavorare nuovamente sia come lavoratore dipendente sia come lavoratore autonomo con partita Iva. Vediamo allora quante tasse si devono pagare se una volta in pensione si continua a lavorare. 

  • Pagare tasse in pensione se si lavora chi può farlo
  • Quanto si paga di tasse se si lavora in pensione da dipendente o con partita iva

Pagare tasse in pensione se si lavora chi può farlo

 

Lavorando e percependo al contempo la pensione, la persona interessata deve pagare le tasse su reddito da pensione e reddito da lavoro. 

Precisiamo, però, che possono lavorare e cumulare reddito da lavoro e reddito da pensione solo coloro che vanno in pensione di vecchiaia e anticipata, mentre tale possibilità non vale per chi va in pensione con quota 100 o per i precoci, categorie di persone che non possono lavorare in pensione fino a quando non raggiungono 67 anni di età o il requisito contributivo previsto per la pensione anticipata.

Quanto si paga di tasse se si lavora in pensione da dipendente o con partita Iva

Chi lavora in pensione e cumula reddito da pensione e reddito da lavoro, che sia lavoratore dipendente o che sia lavoratore autonomo con partita Iva, deve fare la dichiarazione dei redditi, ma le trattenute e le tasse vengono applicate già sia sul reddito da lavoro se dipendente sia sul reddito da pensione. 

La dichiarazione dei redditi serve per calcolare, oltre le trattenute da lavoro dipendente, come contributi previdenziali trattenuti ed alcune somme non imponibili, come l’indennità di trasferta, e le imposte già trattenute in busta paga e le trattenute nel cedolino di pensione, le tasse da pagare risultato del cumulo dei due redditi, in base alle diverse percentuali previste per il pagamento dell’Irpef in base agli scaglioni di reddito in cui si rientra. 

L’Irpef si calcola sul reddito imponibile determinato dalla somma di reddito da pensione e reddito da lavoro e le percentuali da pagare in base agli scaglioni di reddito sono le seguenti:

  • del 23% per redditi fino a 15mila euro;
  • del 27% per redditi tra 15.001 e 28mila euro;
  • del 38% per redditi tra 28.001 e 55mila euro;
  • del 41% per redditi tra 55.001 e 75 mila euro;
  • del 43% per redditi dai 75.001 euro in su.    

L’aliquota Irpef viene calcolata sulla somma di tutti i redditi del pensionato lavoratore e al risultato del calcolo dell’imposta bisogna sottrarre le detrazioni spettanti, sia per reddito di lavoro dipendente, sia per lavoro autonomo o di pensione, sia per figli e familiari a carico. 

Precisiamo che il pensionato deve scegliere se usufruire delle detrazioni per reddito da lavoro dipendente o reddito da pensione per gli stessi periodi perché non si può usufruire contemporaneamente di entrambe le tipologie di detrazioni.  

Per il pagamento dell’Irpef netta dovuta dal pensionato che lavora bisogna, dunque, sommare reddito di lavoro e reddito di pensione, operazione che determina il pagamento di imposte comunque maggiori e una riduzione dell’importo di pensione non per penalizzazioni perché si continua a lavorare ma per una maggiore tassazione applicata, perché più è alto il reddito dichiarato (e in tal caso risultato del cumulo tra reddito da pensione e da lavoro), più sono alte le tasse da pagare. 

Un pensionato che lavora con partita Iva, stando ad alcune stime, paga un'alta percentuale di tasse rispetto al guadagno, a meno che non si rientri nel regime forfettario per cui la tassazione si riduce notevolmente.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il