Quanto si paga un amministratore di condominio, costi medi 2019

Quali sono i costi per un amministratore di condominio per compenso di mansioni per unitÓ immobiliari: i requisiti richiesti

Quanto si paga un amministratore di condominio, costi medi 2019

Quanto si paga un amministratore di condominio?

Il costo previsto per un amministratore di condominio dipende dal numero delle unità immobiliari e dalle mansioni effettivamente svolte ma secondo recenti dati non scende quasi mai sotto i 1500 euro anche per i condomini più piccoli.

 

L’amministratore di condominio è la figura necessaria per la gestione del condominio, sia da un punto di vista fiscale, sia economica, sia di rapporti tra condomini stessi e per diventare amministratore di condominio bisogna soddisfare determinati requisiti. Ma quanto si paga un amministratore di condominio?

Chi nomina l’amministratore di condominio?

L’amministratore di condominio viene nominato dall'assemblea condominiale che ha il compito di decidere:

  • la nomina;
  • il compenso;
  • eventuale rinnovo dell’incarico o revoca.

Se non viene nominato dall’assemblea condominiale o non si raggiunge una maggioranza su nessun candidato, l’amministratore di condominio può essere nominato anche dal tribunale ordinario.

Quanto si paga amministratore di condominio: costi medi 2019

Ma quanto percepisce un amministratore di condominio? Il compenso per un amministratore di condominio si calcola in base al numero delle unità immobiliari, prevedendo solitamente un costo maggiore per unità abitative e uffici e costi minori per box auto, cantine e posti macchina. Il compenso viene deciso di anno in anno all’eventuale rinnovo dell'incarico.

Stando a quanto previsto dal Codice Civile, l’amministratore di condominio deve specificare il compenso per il suo lavoro al momento della nomina e a ogni suo rinnovo e l’inadempimento di tale obbligo può comportare anche la nullità della stessa nomina.
    
Stando ai recenti dati diffusi, i costi medi 2019 per un amministratore di condominio dipendono:

  • dall’orario di lavoro per ogni unità immobiliare che è di circa 2,5 ore/anno;
  • dal costo medio a persona operativa di uno studio, che è di circa 50-60 euro ora più una quota percentuale di utili aziendali, rimborsi spese e oneri di legge;
  • dal costo medio annuale di amministrazione di un’unità immobiliare, che non può essere inferiore a 150-180 euro, più rimborsi spese e oneri di legge.

Generalmente Il costo medio per un amministratore di condominio oscilla tra i 50 e gli 80 euro all'anno per unità abitativa a cui aggiungere l'iva e non scende quasi mai sotto i 1500 euro anche per i condomini più piccoli.

Inoltre, eventuali lavori straordinari che comportano un aumento di lavoro per l'amministratore di condominio e suoi eventuali collaboratori, oltre a compiiti e mansioni ordinarie, possono prevedere un onorario aggiuntivo al compenso già deciso per lo stesso amministratore.

Per fare un esempio di costo dell’amministratore di condominio, prendendo il caso di un amministratore di condominio che ha accettato un compenso mensile di 8 euro a unità immobiliari, per dieci e quindi il compenso mensile è pari ad 80 euro per un totale di 960 euro all’anno. Che deve essere ripartito tra tutti i condomini secondo i millesimi di proprietà.

Quali sono i requisiti per diventare amministratore di condominio?

Per diventare amministratori di condominio bisogna soddisfare particolari requisiti che sono:

  • avere più di 18 anni di età;
  • godere dei diritti civili;
  • aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • aver frequentato un corso di formazione iniziale per diventare amministratore di condominio;
  • svolgere ogni anno attività di formazione periodica in amministrazione condominiale;
  • non essere interdetto o inabilitato;
  • non essere mai stato condannato per delitti nei confronti della pubblica amministrazione, della giustizia, la fede pubblica;   
  • non essere sottoposto a misure di prevenzione divenute definitive, ad eccezione di una eventuale riabilitazione;
  • non essere annotato nell’elenco dei protesti cambiari;
  • avere i requisiti di onorabilità e professionalità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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