Quanto si perde per la pensione anticipata nel 2021? Calcolo importi ed esempi con varie tipologie uscita prima

Andare in pensione prima con quota 100, opzione donna, ape social contratto di espansione, ecc: quali riduzioni implica su pensione finale

Quanto si perde per la pensione anticipa

Quanto si perde per la pensione anticipata nel 2021?

Chi decide di andare in pensione anticipata con le varie tipologie di uscita prima attualmente possibili, come quota 100, opzione donna, ape social, contratto di espansione nella maggior parte rischia riduzioni sull’importo di pensione finale derivanti essenzialmente da un minor numero di contributi versati ma si tratta, comunque, di riduzioni non certe e sicure quanto dipendenti da caso a caso. 
 

Sono diverse le forme pensionistiche che permettono di andare in pensione anticipata nel 2021, da opzione a quota 100 e non solo. Da alcuni calcoli e stime effettuate, l’uscita prima con alcune tipologie di pensioni anticipate potrebbero implicare riduzioni dell’importo pensionistico finale. Ma è bene precisare che non è sempre così e tutto dipende da caso a caso. Vediamo allora quanto si perde la pensione anticipata 2021 con le varie tipologie di uscita prima?

  • Quanto si perde per pensione anticipata nel 2021 con opzione donna
  • In pensione anticipata nel 2021 con quota 100 quanto si perde
  • Ape social 2021 quanto si perde se si esce prima
  • Contratto di espansione per andare in pensione anticipata nel 2021 quanto si perde

Quanto si perde per pensione anticipata nel 2021 con opzione donna

Tra le forme pensionistiche ancora in vigore di uscita prima c'è l’opzione donna, sistema che ancora per quest’anno, a meno di ulteriori proroghe, permette alle lavoratrici dipendenti, sia pubbliche sia private, e autonome di andare in pensione a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici dipendenti a fronte dei 67 anni di età richiesti per andare in pensione di vecchiaia, e con 35 anni di contributi maturati al 31 dicembre 2020.

Le lavoratrici che decidono di andare in pensione anticipa con opzione donna 2021 devono calcolare l’importo del trattamento finale che percepiranno esclusivamente con metodo contributivo. Ciò significa che l’importo della pensione finale si basa solo sui contributi effettivamente versati dalla lavoratrice nel corso della sua vita professionale.
I contributi validi ai fini pensionistici con opzione donna sono:

  • contributi obbligatori;
  • contributi figurativi; 
  • contributi volontari;
  • contributi da riscatto;
  • contributi da ricongiunzione. 

Secondo alcuni calcoli, chi decide di andare in pensione con opzione donna 2021 potrebbe perdere in media fino al 25-30% di quanto percepirebbe andando in pensione di vecchiaia a 67 anni di età e con 20 anni di contributi. 

Ma non è sempre detto che sia così. Se, per esempio, una donna che decide di andare in pensione prima con opzione donna nata il 5 marzo del 1959, che ha iniziato a lavorare il 5 giugno 1979 e che al 2018 aveva una retribuzione lorda annua di 60mila euro, andando in pensione di vecchiaia nel 2021 percepirebbe una pensione di 46.200mila euro risultato del calcolo misto della pensione, mentre andando in pensione con opzione donna avrebbe una pensione di 29.210 euro all'anno, per una decurtazione totale del ben il 37%.  

In pensione anticipata nel 2021 con quota 100 quanto si perde

Anche per chi decide di andare in pensione con quota 100 il consiglio è quello di farsi fare simulazioni di calcolo dall’Inps o dal Caf per capire se l’uscita anticipata con questa forma pensionistica può essere conveniente o meno. 

La quota 100, ancora fino al 31 dicembre permette di andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi, ma dal primo gennaio 2022 la misura non sarà più in vigore essendo terminata la sua sperimentazione. Secondo alcuni calcoli, anche andare in pensione con quota 100 potrebbe implicare perdite sulla pensione finale ma non è una regola universale. Molto dipende, infatti, dalla retribuzione che si percepisce, dall’entità dei contributi accumulati, ecc. 

Soprattutto i contributi accumulati sono l’elemento che penalizza chi vuole andare in pensione prima con quota 100. Considerando, infatti, che la quota 100 anticipa il momento dell’uscita di ben cinque anni rispetto ai 67 richiesti per la pensione di vecchiaia, è chiaro decidere di uscire prima con quota 100 implica 5 anni in meno di contributi e considerando che il calcolo della pensione finale si basa sul versamento dei contributi effettivamente versati dal lavoratore nel corso della sua vita lavorativa, meno contributi versati si traducono in un importo di pensione minore.

In generale, secondo alcuni calcoli, andando in pensione anticipata nel 2021 con quota 100 potrebbe portare ad una perdita sulla pensione finale tra il 9% e il 28% circa. Chi percepisce, per esempio, una retribuzione lorda annua di 50mila euro, se decide di andare in pensione con la quota 100 percepirebbe un trattamento mensile di 2.070, il 23,3% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe andando in pensione di vecchiaia a 67 anni, cioè 2.700 euro.

Ape social 2021 quanto si perde se si esce prima

Passando all'Ape social, altro sistema che permette di uscire prima a 63 anni di età e con almeno 30 anni di contributi, ma valido solo per alcune categorie di persone svantaggiate come disoccupati, invalidi e lavoratori gravosi e usuranti, prevede per 12 mensilità l'erogazione di una cifra al massimo di 1.500 euro al mese da calcolare in base alle diverse condizioni del richiedente e relativi requisiti. 

Il beneficio di 1.500 euro lordi mensili non è rivalutabile e non può essere soggetto a integrazione al trattamento minimo previdenziale, che nel 2021 si attesta a 6.702,54 euro annui, quindi in tal senso implica una perdita rispetto a chi percepisce un ‘normale’ pensionistico che viene rivalutato e integrato al minimo.

Contratto di espansione per andare in pensione anticipata nel 2021 quanto si perde

Anche andare in pensione prima con il contratto di espansione implica perdite sulla pensione finale. Secondo alcune simulazioni, infatti, l’uscita prima con il contratto d'espansione prevede una riduzione del netto di pensione che si percepisce in media del 16% per le fasce di reddito compreso tra i 30 e i 50mila euro. 

E per ogni anno di ulteriore anticipo è prevista una riduzione dell’importo finale mensile di 50 euro, con una penalizzazione rispetto alla retribuzione netta che arriva al -27% per coloro a cui mancano 5 anni alla pensione finale. Per chi ha una retribuzione annua lorda di 30mila euro (1.650 euro di retribuzione netta mensile), andando in pensione anticipata con il contratto di espansione perderebbe mediamente circa 120 euro mensili.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il