Quanto si prende di pensione con uno stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti nel 2022

Come sapere quanto si prenderà di pensione avendo uno stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti: regole di calcolo, casi e chiarimenti

Quanto si prende di pensione con uno sti

Quanto si prende di pensione con uno stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti nel 2022?

Chi prende uno stipendio netto di 2000-2.2200 euro al mese può prendere di pensione finale tra i 1800 e i 2000 mila euro al mese.  In generale, potremmo dire che chi oggi percepisce uno stipendio medio tra i 1000-2200 euro al mese prende, in generale, di pensione finale un importo tra circa 800 e 2.000 euro al mese, mai tratta di un importo che può decisamente variare in base a diversi elementi, come spiegato.
 

Quanto si prende di pensione con uno stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti nel 2022? Le leggi in vigore sul calcolo della pensione finale sono chiare e precise e seguono regole diverse, tra sistema retributivo, sistema contributivo, sistema misto. 

L’importo della pensione finale dipende, però, non solo dal sistema di calcolo da usare in base ai versamenti contributivi di ogni soggetto ma anche da diversi altri elementi come rivalutazione automatica delle pensioni, coefficienti di trasformazione, tasso di sostituzione. Vediamo allora quanto si prende di pensione con uno stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti.

  • Come calcolare pensione con stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti nel 2022
  • Calcolo quanto si prende di pensione con stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti ed esempi

Come calcolare pensione con stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti nel 2022

Per calcolare quanto si prende di pensione con stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti nel 2022 bisogna il calcolo della pensione deve essere effettuato con sistema retributivo, per chi ha versato contributi prima del 31 dicembre 1995 e basato sugli stipendi degli ultimi cinque anni di lavoro; con sistema contributivo, considerando solo ed esclusivamente i contributi effettivamente versati nel corso della propria vita lavorativa, o con sistema misto, cioè con una combinazione di retributivo e contributivo.

Bisogna poi considerare i diversi elementi che concorrono a calcolare l’importo di finale di pensione, a partire da montante contributivo, e cioè i contributi accumulati dai lavoratori nel corso della vita lavorativa, a coefficienti di trasformazione della pensione, valori percentuali stabiliti dalla legge che, al momento della domanda del pensionato e in base ad età e contributi versati, permettono di calcolare l’importo annuo lordo della pensione finale, a rivalutazione della pensione.

Precisiamo che i coefficienti di trasformazione valgono solo per le pensioni o le quote di pensione determinate con il sistema contributivo, mentre per il calcolo della pensione con sistema misto o con sistema retributivo per i lavoratori in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995 che calcolano la pensione con sistema contributivo, i coefficienti di trasformazione valgono solo per le anzianità maturate dopo il primo gennaio 2012 (se in possesso di almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995) o al primo gennaio 1996; e valgono per la pensione con opzione donna.

I coefficienti di trasformazione della pensione da applicare sono i seguenti:

  • 4,186% per chi va in pensione a 57 anni;
  • 4,289% per chi va in pensione a 58 anni;
  • 4,399% per chi va in pensione a 59 anni;
  • 4,515% per chi va in pensione a 60 anni;
  • 4,639% per chi va in pensione a 61 anni;
  • 4,770% per chi va in pensione a 62 anni;
  • 4,910% per chi va in pensione a 63 anni;
  • 5,083% per chi va in pensione a 64 anni;
  • 5,220% per chi va in pensione a 65 anni;
  • 5,391% per chi va in pensione a 66 anni;
  • 5,575% per chi va in pensione a 67 anni.
  • 5,722% per chi va in pensione a 68 anni;
  • 5,985% per chi va in pensione a 69 anni;
  • 6,15% per chi va in pensione a 70 anni;
  • 6,466% per chi va in pensione a 71 anni.

Bisogna poi ulteriormente considerare anche il tasso di sostituzione, cioè il rapporto in termini percentuali tra l’importo del primo rateo pensionistico e l’ultimo stipendio percepito prima del pensionamento, che permette dunque di stimare di quanto cambierà il reddito tra stipendio e pensione, e anche i tassi di sostituzione non sono uguali per tutti ma cambiano in base a diversi fattori come: 

  • età; 
  • tipologia di lavoro svolto, se lavoro dipendente o autonomo;
  • anni di contributi e periodi in cui sono stati versati i contributi; 
  • carriera lavorativa fatta;
  • andamento del Pil;
  • inflazione.

Infine, bisogna applicare all’importo di pensione ottenuto la rivalutazione pensione, che adegua gli assegni pensionistici al costo della vita in base all’indice del prezzo al consumo Istat generalmente aumentando l’importo della pensione finale.

Calcolo quanto si prende di pensione con stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti ed esempi

Per fare un esempio di calcolo quanto si prende di pensione con stipendio medio tra i 1000-2200 euro netti, se prendiamo il caso di un lavoratore dipendente che va in pensione di vecchiaia a 67 anni e prende uno stipendio di appena mille euro al mese netti dovrebbe prendere di pensione, secondo i passaggi da seguire come spiegato, circa 800 euro al mese.

Se lo stipendio netto percepito è di 1.400 euro, l’importo di pensione finale che si prenderà sarà di circa 1.200-1.300 euro al mese.

Prendendo, invece, il caso di un lavoratore dipendente che va in pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni di età e con almeno 20 anni di contributi, e che percepisce uno stipendio netto al mese di 1.800 per 12 mensilità, per un importo annuo di 21.600 euro, calcolando la pensione esclusivamente con sistema contributivo, prende di pensione circa 18mila euro annui per 1.500 euro circa al mese.

Chi prende uno stipendio netto di 2000-2.2200 euro al mese può prendere di pensione finale tra i 1800 e i 2000 mila euro al mese.  In generale, potremmo dire che chi oggi percepisce uno stipendio medio tra i 1000-2200 euro al mese prende, in generale, di pensione finale un importo tra circa 800 e 2.000 euro al mese, mai tratta di un importo che può decisamente variare in base a diversi elementi, come spiegato.

Altro fattore che incide sull’importo di pensione che si prenderà è la forma pensionistica con cui si decide di uscire. I calcoli riportati come esempio si riferiscono, infatti, a lavoratori con stipendi netti tra 1000-2200 euro al mese che vanno in pensione di vecchiaia ordinaria, ma c’è chi va in pensione anticipata, con quota 100 ancora, per cui risultano tagli sull’assegno finale in virtù dei minori contributi da considerare ai fini del calcolo della pensione finale, o con opzione donna, e anche in tal caso sono previste riduzioni della pensione finale che si prende. 

Se, per esempio, una donna lavoratrice sceglie di andare in pensione prima con opzione donna 2022, uscendo a 58 anni di età e con almeno 35 anni di contributi maturati al 31 dicembre 2021, calcolando la pensione finale con sistema contributivo, se prende uno stipendio di circa 1.600 euro, andando in pensione di vecchiaia ordinaria prenderebbe circa 1.400 euro mentre andando in pensione con opzione donna potrebbe subire una riduzione del 20% sull’assegno finale e avere un assegno finale di circa 1.120 euro.
 


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il