Quanto si prenderà di pensione con uno stipendio medio di 1000-1500 euro al mese per leggi attuali

Un assegno tra 900 e mille euro: ecco quanto si prende con uno stipendio medio. Cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti

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Quanto si prenderà di pensione con uno stipendio medio di 1000-1500 euro al mese?

Stando a quanto previsto dalle leggi attuali, chi oggi percepisce uno stipendio medio di 1.000-1.500 euro al mese prenderà di pensione, in generale, un assegno di circa 900-mille euro. Si tratta di un importo determinato da una serie di fattori ed elementi fissi da considerare per il calcolo delle pensioni finale che può variare di poco ma che comunque si mantiene in linea con lo stipendio percepito. 
 

Quanto si può prendere di pensione percependo uno stipendio medio di 1.000-1.500 euro al mese? Stando a quanto previsto dalle leggi attuali 2021, il calcolo della pensione finale, a prescindere dallo stipendio che si percepisce, segue regole diverse, tra sistema retributivo, sistema contributivo, sistema misto. 

Insieme a questi metodi differenti di calcolo della pensione finale bisogna poi considerare i diversi elementi che contribuiscono a calcolare l’importo del trattamento pensionistico nei vari casi, come coefficienti di trasformazione delle pensioni, tasso di sostituzione, rivalutazioni, ecc. Vediamo allora quanto può essere l’importo della pensione finale per chi prende uno stipendio medio.

  • Stipendio medio 1.000-1.500 euro al mese quanto si ottiene di pensione 
  • Calcolo ed esempio importo pensione con stipendio medio 

Stipendio medio 1.000-1.500 euro al mese quanto si ottiene di pensione 

Per sapere quanto si può avere di pensione con uno stipendio medio di 1.000-1.500 euro al mese sono diversi i passaggi di calcolo da fare. Innanzitutto, bisogna capire se l’importo della pensione sarà calcolato con sistema retributivo, basato cioè sugli stipendi degli ultimi cinque anni di lavoro, e quindi i più alti di fine carriera, o con sistema contributivo, vale a dire considerando solo ed esclusivamente i contributi effettivamente versati nel corso della propria vita lavorativa, sistema decisamente meno vantaggioso del precedete retributivo, o con sistema misto, cioè con una combinazione di retributivo e contributivo.

Una volta effettuato tale calcolo, bisogna poi considerare ulteriori fattori che concorrono al risultato dell’importo di finale di pensione, a partire da montante contributivo, vale a dire i contributi accumulati dai lavoratori nel corso degli anni di lavoro, e dai coefficienti di trasformazione della pensione, valori percentuali stabiliti dalla legge che, al momento della domanda del pensionato e in base ad età e contributi versati, permettono di calcolare l’importo annuo lordo della pensione finale. 

I coefficienti di trasformazione valgono solo per le pensioni o le quote di pensione determinate con il sistema contributivo, mentre per il calcolo della pensione con sistema misto o con sistema retributivo per i lavoratori in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995 che calcolano la pensione con sistema contributivo, i coefficienti di trasformazione valgono solo per le anzianità maturate dopo il primo gennaio 2012 (se in possesso di almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995) o al primo gennaio 1996; e per le donne che decidono di andare in pensione prima con l’opzione donna.

La pensione si calcola moltiplicando la somma del montante contributivo per il relativo coefficiente di trasformazione in termini percentuali fissati. In particolare, per chi deve calcolare la pensione nel 2021, i coefficienti di trasformazione sono i seguenti:

  • 4,186% per chi va in pensione a 57 anni;
  • 4,289% per chi va in pensione a 58 anni;
  • 4,399% per chi va in pensione a 59 anni;
  • 4,515% per chi va in pensione a 60 anni;
  • 4,639% per chi va in pensione a 61 anni;
  • 4,770% per chi va in pensione a 62 anni;
  • 4,910% per chi va in pensione a 63 anni;
  • 5,083% per chi va in pensione a 64 anni;
  • 5,220% per chi va in pensione a 65 anni;
  • 5,391% per chi va in pensione a 66 anni;
  • 5,575% per chi va in pensione a 67 anni.
  • 5,722% per chi va in pensione a 68 anni;
  • 5,985% per chi va in pensione a 69 anni;
  • 6,15% per chi va in pensione a 70 anni;
  • 6,466% per chi va in pensione a 71 anni.

C’è poi da considerare il tasso di sostituzione, cioè il rapporto in termini percentuali tra l’importo del primo rateo pensionistico e l’ultimo stipendio percepito prima del pensionamento, che permette dunque di stimare di quanto cambierà il reddito tra stipendio e pensione. 

Precisiamo che, come previsto dalle leggi attuali, non tutti i tassi di sostituzione sono uguali. Ci sono, infatti, i tassi di sostituzione lordi, come rapporto tra prima rata di pensione al lordo delle tasse e ultima retribuzione al lordo di contributi e tasse, e i tassi di sostituzione netti, che indicano pensione e stipendio al netto del prelievo contributivo e fiscale. 

Inoltre, i tassi di sostituzione cambiano a seconda di diversi elementi come: età, tipologia di lavoro svolto, se lavoro dipendente o autonomo, anni di contributi e periodi in cui sono stati versati i contributi, andamento del Pil, inflazione, andamento della carriera lavorativa, ecc.  

Generalmente, per un lavoratore dipendente, il tasso di sostituzione riferito alla pensione di vecchiaia è di circa il 70% e quasi l’80% per chi inizia ora a lavorare e avrà una carriera continua, mentre per un lavoratore autonomo, il tasso di sostituzione è tra 60% e 70% dell’ultimo reddito da lavoro.

E poi per conoscere l’importo della propria pensione bisogna sempre considerare la rivalutazione pensione, elemento che contribuisce sempre al cambiare dell’importo di pensione, perché la rivalutazione della pensione adegua gli importi mensili al costo della vita in base all’indice del prezzo al consumo stimato dall’Istat, cosa che cambia ogni anno, provocando oscillazioni, seppur relativamente minime, dell’importo di pensione.

Calcolo ed esempio importo pensione con stipendio medio 

Per fare un esempio di calcolo di pensione per chi percepisce uno stipendio medio di mille euro al mese, considerando un un tasso di sostituzione pari al 70% il futuro pensionato percepirà 700 euro di pensione, mentre con un tasso di sostituzione al 60%, la pensione finale che prenderà sarà pari a 600 euro. 

Per chi percepisce, invece, uno stipendio di 1.500 euro al mese, se si considera un tasso di sostituzione al 70% si prenderà di pensione un importo di 1.050 euro, mentre con un tasso del 60% la pensione sarà di 900 euro al mese.

Bisogna, poi, considerare che tali importi potrebbero subire dei tagli (ma non è detto) se si decide di andare in pensione con una delle forme pensionistiche oggi in vigore per anticipare l’uscita, come quota 100 o opzione donna che, secondo le stime, potrebbero prevede ulteriori riduzioni dei trattamenti pensionistici finali. 


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il