Quanto versare su un fondo pensione se ho 40 anni per integrare al meglio. Calcolo ed esempi

Un fondo pensione permette di modificare il piano con una riduzione progressiva del rischio con il trascorrere degli anni.

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Fondo pensione, quanto versare se ho 40 anni?

Possiamo immaginare di versare tra l'8 e il 10% delle proprie entrate a un fondo pensione, per poi aumentare la cifra in parallelo alla crescita del reddito. Provando a fare un esempio concreto, nel caso di versamento medio di 350 euro al mese a un tasso del 5% per 20 anni, il capitale accumulato sarebbe di circa 250.000 euro.

Il fondo pensione è finalizzato all'erogazione di una pensione complementare. Vigilato dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione, opera spesso in regime di contribuzione definita. In pratica l'importo della pensione complementare è determinato dai contributi versati e dai rendimenti della gestione.

L'aspetto a cui prestare attenzione è l'oscillazione dei rendimenti e l'andamento passato - sia esso di segno positivo o negativo - non è sempre indicativo di quello futuro. I risultati vanno valutati in un'ottica di lungo periodo.

In questo caso è bene considerare una gestione improntata a criteri di sana amministrazione delle risorse, tenuto conto della diversificazione degli investimenti, la massimizzazione dei rendimenti netti in condizioni di rischio diversificato. Cerchiamo quindi capire:

  • Fondo pensione, quanto versare se ho 40 anni

  • Calcolo ed esempi fondo pensione per integrare

Fondo pensione, quanto versare se ho 40 anni

Un fondo pensione permette ai lavoratori con 40 anni di attività di migliorare in prospettiva la propria posizione previdenziale. La scelta su quanto versare è personale ed è legata a una serie di variabili, come il livello di reddito, l'assegno di pensione atteso, la propria carriera professionale ovvero il livello di contribuzione maturato.

Il focus è sul Progetto esemplificativo standardizzato ovvero la stima della pensione integrativa da ricevere al momento del pensionamento calcolata secondo alcune ipotesi relative all'ammontare dei contributi versati, alla durata della partecipazione alla forma pensionistica e ai rendimenti.

In linea di massima è possibile immaginare di versare tra l'8 e il 10% delle proprie entrate a un fondo pensione, per poi aumentare la cifra in parallelo alla crescita del reddito. Provando a fare un esempio concreto, nel caso di versamento medio di 350 euro al mese a un tasso del 5% per 20 anni, il capitale accumulato sarebbe di circa 250.000 euro.

Quando si sceglie un fondo pensione, le possibilità di investimento sono differenti. Ci sono quelle azionarie che investono solo o principalmente in azioni e quelle obbligazionarie che investono solo o principalmente in obbligazioni. Poi ci sono quelle bilanciate che in linea di massima investono in azioni e in obbligazioni nella stessa percentuale, e quelle garantite che offrono una garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capitale versato al verificarsi di determinati eventi.

Scegliere di aderire a un fondo pensione a 40 anni è una strada che consente di ottenere una serie di benefici di carattere economico. Con il fondo pensione integrativo, il lavoratore ha la possibilità di accedere al pensionamento anticipato tramite la Rendita integrativa temporanea anticipata.

Allo stesso tempo permette di modificare il piano con una riduzione progressiva del rischio con il trascorrere degli anni. Via libera anche alla destinazione del Trattamento di fine rapporto maturato per fruire di una tassazione agevolata rispetto al riscatto a fine vita lavorativa. Il tutto senza dimenticare la deducibilità fiscale fino alla soglia di 5.164 euro.

Calcolo ed esempi fondo pensione per integrare

Possiamo fare un esempio anche in relazione alla tassazione applicata ai fondi pensione di categoria. Nel caso di un lavoratore dipendente che non aderisce alla previdenza complementare e nell'ipotesi in cui il suo reddito annuo lordo sia di 30.000 euro, la tassazione sulla base delle aliquote Irpef è pari a 7.720 euro. Un secondo lavoratore dipendente con lo stesso reddito annuo lordo che aderisce a una forma pensionistica complementare versando un contributo pari al 4% del reddito e ovvero 1.200 euro.

Quindi deduce l'importo del suo versamento dal reddito imponibile pari a 28.800 euro. La tassazione sulla base delle aliquote Irpef è pari a 7.264 euro. In definitiva, aderendo alla previdenza complementare ha beneficiato in quell'anno di una riduzione del carico fiscale di 456 euro.

In tutti i casi, il suggerimento è leggere con attenzione la Nota informativa in cui sono spiegate le principali caratteristiche della forma pensionistica complementare e le condizioni di partecipazione. Concetti come la modalità di contribuzione, le proposte di investimento, i costi e i rendimenti ottenuti negli anni passati vanno infatti letti con estrema attenzione.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il