Quota 100, finestre 2020 per dipendenti privati e statali. Come funzionano e tempi

I tempi delle finestre per andare in pensione con quota 100 per dipendenti privati e statali: differenze, cosa cambia e regole

Quota 100, finestre 2020 per dipendenti

Quali sono i tempi delle finestre per la pensione con quota 100?

I tempi delle finestre mobili per andare in pensione con quota 100 sono differenti e sono due, una di tre mesi per i dipendenti privati e una di sei mesi per i dipendenti statali, per cui lavoratori privati e pubblici che maturano i requisiti di pensione con quota 100 nello stesso momento vanno in pensione effettiva in tempi differenti.

Quali sono i tempi delle finestre per la pensione con quota 100 di dipendenti privati e statali? Innanzitutto chiariamo cosa sono le finestre mobili per la pensione: si tratta di un intervallo di tempo tra la maturazione dei requisiti richiesti per andare in pensione e il collocamento a riposo effettivo con conseguente percepimento del trattamento mensile. Ciò significa che se si raggiungono i requisiti di pensione per quota 100 oggi, per esempio, non si va in pensione e non si percepisce quanto spetta di assegno finale da domani.

Bisogna aspettare. E’ bene precisar che le finestre mobili sono previste per quasi tutte le forme di uscita pensionistica. Non valgono, però, per la pensione di vecchiaia. Come funzionano le finestre per la pensione con quota 100?

  • Finestre Quota 100: come funzionano e tempi per dipendenti privati e pubblici
  • Finestre quota 100: si deve continuare a lavorare


Finestre Quota 100: come funzionano e tempi per dipendenti privati e pubblici

La quota 100 valida anche per il 2020 permette di andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi e una volta maturati i requisiti richiesti per l’uscita definitiva bisogna attendere il tempo delle cosiddette finestre mobili.

Per la pensione con quota 100 2020 sono due le finestre mobili previste, una di tre mesi per i lavoratori dipendenti privati e una di sei mesi per i lavoratori dipendenti statali. Dunque, lavoratori privati e pubblici che maturano i requisiti di quota 100 nello stesso momento vanno in realtà in pensione effettiva in tempi differenti.

Riportiamo i seguenti esempi:

  • i lavoratori privati iscritti al Fondi dipendenti, artigiani, commercianti, gestioni sostitutive o gestione separata che decidono di andare in pensione con quota 100 devono calcolare una finestra di tre mesi e la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra. Per esempio se maturano i requisiti richiesti il 20 gennaio potranno effettivamente uscire il primo maggio;
  • i lavoratori privati iscritti a Ipost, FS ed Ex Inpdap che decidono di andare in pensione con quota 100 devono calcolare una finestra di tre mesi;
  • i lavoratori pubblici che decidono di andare in pensione con quota 100 devono calcolare una finestra di sei mesi e la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra e, per esempio, se maturano i requisiti richiesti il 20 gennaio potranno effettivamente uscire il primo agosto.

Finestre quota 100: si deve continuare a lavorare

Durante il periodo delle finestre, che separa la maturazione della pensione e l’effettiva uscita, bisognerebbe lavorare ma non si tratta di una regola obbligatoria.

Una volta maturati i requisiti per andare in pensione con quota 100 si può anche smettere di lavorare e attendere, senza alcuna occupazione, i tre mesi o i sei mesi di finestra, a seconda che si tratti di un lavoratore privato o pubblico, per iniziare a percepire la pensione.

Tuttavia, per trascorrere un periodo di mesi senza far nulla bisogna avere di che vivere, perché si tratta di un periodo di tempo in cui non si percepisce né la pensione, pur avendola raggiunta ma come detto bisogna aspettare la finestra, né lo stipendio, perché intanto si raggiunge la fine del servizio.

Molti pensionandi, in generale, decidono di continuare a lavorare nel periodo delle finestre, perché non percepire stipendio e pensione per mesi potrebbe creare non poche difficoltà, mentre continuando a lavorare, si continua a guadagnare senza rimanere senza entrate per mesi. Duante il periodo delle finestre mobili, dunque, si può decidere se continuare a lavorare o no.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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