Rateizzare cartelle esattoriali, nuove regole e procedura 2021. Ecco come fare

Rateizzazione cartelle esattoriali a parte, sono anche altri i provvedimenti che trovano spazio nel medesimo decreto. Tutti loro sono in qualche modo collegati.

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Quali sono le nuove regole 2021 per rateizzare le cartelle esattoriali?

Introdotta la possibilità di rateizzazione debiti fiscali e contributivi entro il 31 dicembre 2021. Con la presentazione della richiesta di dilazione scatta pure la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza. Innalzato a 100.000 euro il limite per i controlli dello stato di difficoltà economica.

Troppo incerta la situazione attuale ovvero troppa lunga la crisi economica-sanitaria per non spingere il governo a implementare nuove misure per i contribuenti. Ed esattamente per chi si trova alle prese con cartelle esattoriali da smaltire.

Il nuovissimo provvedimento va proprio in questa direzione ed è inserito all'interno del più ampio decreto Ristori 4. La strada scelta dall'esecutivo è stata quella di allargare le maglie il più possibile e infatti sono due i dettagli normativi che balzano subito all'occhio. In prima battuta la possibilità di presentare la richiesta di rateizzazione delle cartelle esattoriali per tutto il 2021.

Dopodiché l'opzione di accesso anche per i decaduti prima dell'8 marzo. E poi, altro aspetto da sottolineare, il via libera anche per i contribuenti decaduti al 2019 dalle prime due rottamazioni. Analizziamo quindi le novità nel dettaglio e più precisamente:

  • Nuove regole 2021 per rateizzare le cartelle esattoriali
  • Altri provvedimenti nello stesso decreto validi per il 2021

Nuove regole 2021 per rateizzare le cartelle esattoriali

Numeri alla mano sono oltre 12 milioni i contribuenti in debito con il fisco ovvero con cartelle esattoriali e che hanno aderito al saldo e stralcio e alla rottamazione ter. Per tutti loro la buona notizia arriva dalla proroga di circa tre mesi inserita nel nuovo decreto Ristori.

Sulla base di quanto approvato, le rate dovute e già sospese dai decreti entrati in vigore prima del lungo periodo di emergenza economica-sanitaria e che secondo il decreto Rilancio si sarebbero dovute versare entro il 10 dicembre slittano tutte al primo marzo 2021.

Si tratta di quattro appuntamenti per la rottamazione ter - 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre, sempre per il 2020 - e due rate del saldo e stralcio - 31 marzo e 31 luglio, sempre nel 2020 - così come precedentemente fissato.

Con le nuove norme viene data la possibilità di presentare richiesta fino al 31 dicembre 2021 per aderire alla rateizzazione delle cartelle esattoriali e, come anticipato, sono ammessi pure i contribuenti decaduti dalle prime due rottamazioni.

Se i dettagli fanno la differenza, chi presenta domanda per debiti inferiori alla soglia di 100.000 euro non deve allegare documenti sul stato di difficoltà economica.

Altri provvedimenti nello stesso decreto validi per il 2021

Non solo l'introduzione di una nuova possibilità per risalire sulla rateizzazione dei debiti fiscali e contributivi, ma con la presentazione della richiesta di dilazione scatta anche la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive.

Per le rateizzazioni richieste entro la fine del 2021, viene quindi alzata a 100.000 euro la soglia per i controlli dello stato di difficoltà economica.

Rateizzazione cartelle esattoriali a parte, sono anche altri i provvedimenti che trovano spazio nel medesimo decreto. Tutti loro sono in qualche modo collegati. Sul fronte fiscale il secondo acconto Irpef, Ires e Irap slitta dal 30 novembre al 10 dicembre per tutti i soggetti che svolgono attività d'impresa, arte o professione.

La proroga si allunga al 30 aprile per le imprese con un fatturato fino a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del volume d’affari nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Rinvi anche alle imprese in zona rossa alla data del 26 novembre e ai ristoratori in area arancione, a prescindere dal volume di fatturato e dal suo andamento.

Ecco quindi che slittano al 16 marzo 2021 i contributi, le ritenute e l’Iva del mese di dicembre dovuti da imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019.

La sospensione si applica inoltre a tutte le attività economiche chiuse a seguito delle restrizioni applicate nelle aree rosse, per i ristoranti in zone arancioni e rosse, per tour operator, agenzie di viaggio e alberghi sempre nelle zone rosse.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il