Redditometro 2017: come funzionano i controlli fiscali

Valutazione e congruenza di spese effettuate e reddito percepito: come funzionano i controlli del redditometro e chi interessano

Redditometro 2017: come funzionano i controlli fiscali

Cos'è il redditometro?

Il redditometro è lo strumento di controllo che permette al Fisco di stimare il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese che ha effettuato, per poi chiedergliene conto e rappresenta, stando alle ultime notizie, uni dei sistemi più efficaci per combattere l'evasione fiscale, fenomeno sempre dilagante nel nostro Paese ma che ormai da tempo si sta cercando di arginare.

 

Il redditometro rappresenta uno dei migliori strumenti di controlli fiscale volti a combattere l’evasione fiscale. Grazie al redditometro, il Fisco riesce a stimare il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese effettuate da lui stesso, grazie ad una serie di indici fissati a priori, e può procedere ad una convocazione dello stesso contribuente nel caso in cui emergano discordanze e per chiedergli di giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato. La determinazione sintetica del reddito attraverso il redditometro si basa su un calcolo che considera alcuni indicatori di capacità contributiva.

Redditometro: come funziona

Il redditometro prende in considerazione tutte le spese a conoscenza del fisco che vengono moltiplicate per dei coefficienti legati alla ‘classe’ attribuita al contribuente, sulla base di tre caratteristiche:

  1. composizione familiare (single, coppie con e senza figli, monoparentali);
  2. età;
  3. area geografica.

La moltiplicazione delle spese per i coefficienti porta alla determinazione del reddito presunto. Dopo averlo determinato, l'Agenzia delle Entrate invita il contribuente a comparire di persona (o per mezzo di rappresentanti), per giustificare lo scostamento tra spese e reddito, fornendo dati e notizie rilevanti ai fini dell'accertamento. Il contribuente ha la possibilità di verificare la congruenza tra spese sostenute e reddito dichiarato tramite Redditest, un software messo a punto dall'Agenzia delle Entrate. Nel momento in cui le Entrate inviano l’avviso di accertamento chiedono il pagamento entro il termine di presentazione del ricorso, gli importi indicati, oppure il 50% delle maggiori imposte accertate.

Dopo 30 giorni dal termine utile per il pagamento, la riscossione delle somme richieste viene affidata agli agenti della riscossione senza notifica della cartella di pagamento, riscossione coattiva, che può essere messa in atto entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso di accertamento. Infine, l'agente della riscossione è tenuto ad attivare l'espropriazione forzata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo.

Redditometro: come funzionano i controlli fiscali

Le spese che finiscono nel mirino dei controlli fiscali del redditometro sono quelle relative ad:

  1. abitazioni;
  2. automobili;
  3. assicurazioni;
  4. attività ricreative;
  5. istruzione;
  6. investimenti;
  7. spese importanti di vario genere, come donazioni, gioielli e preziosi.

I controlli del redditometro toccano:

  1. ditte individuali e persone fisiche;
  2. lavoratori dipendenti;
  3. pensionati;
  4. ordini professionali;
  5. artigiani.

Sono, invece, esclusi dai controlli effettuati attraverso il redditometro le imprese, che non subiranno controlli diretti.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il