Regime forfettario novità 2019 con nuovi importi e limiti

Cosa cambia per il regime forfettario 2019, quali sono i nuovi limiti di reddito stabiliti e come calcolare tassazione

Regime forfettario novità 2019 con nuovi importi e limiti

La Legge di Stabilità 2016 ha definitivamente sostituito il regime dei minimi con il regime forfettario per le persone fisiche liberi professionisti e che svolgono o iniziano un'attività d'impresa, a condizione di soddisfare determinati requisiti. Dal prossimo 2019 per il nuovo regime forfettario saranno previsti cambiamenti in virtù dell’introduzione della Flat tax approvata dal nuovo governo Lega-M5S. Non cambierà l’impostazione della struttura dell’attuale regime forfettario ma sono in arrivo delle modifiche. Vediamo insieme cosa cambierà.

Regime forfettario novità importi e limiti

Per aderire al regime forfettario, i titolari di Partita Iva, fino a al 2018 devono mantenere guadagni entro i 50mila euro. Dal 2019 con l’entrata in vigore della flat tax cambia il limite di reddito, salendo da 50 a 65mila euro. Fino a tale soglia di importo, si potrà godere dell’aliquota di pagamento delle tasse al 15%, che sale, dal 2020, al 20% per chi ha guadagni tra i 65mila e i 100mila euro. Cambiano anche i limiti per quanto riguarda l’accesso di determinate categorie di persone: se, infatti, il regime forfettario vale solo per liberi professionisti e lavoratori autonomi, con l’avvio della flat tax la platea si allargherà a comprendere anche Snc, Sas e Srl, purchè mantengano sempre ricavi entro i 65.000 euro.

Non cambierà, invece, nulla per coloro che non rientrano nei limiti di redditi appena riportati e che anche il prossimo anno continueranno a pagare l'Irpef secondo i tradizionali scaglioni di appartenenza definiti in base al proprio reddito.

Regime forfettario 2019

Le regole di calcolo per la tassazione con il regime forfettario 2019 e le relative novità che comporterà la flat tax prevedono anche il dover considerare, come del resto già accade, il coefficiente di redditività definito per ogni categorie di impiego.

Per ogni categoria professionale è, infatti, previsto un coefficiente di redditività, che varia a seconda della tipologia di attività professionale che si svolge e che, per esempio, per il commercio al dettaglio e all'ingrosso, per i servizi di alloggio e ristorazione, per industrie alimentari e di bevande, è del 40%; per il commercio ambulante non alimentare è del 54%; per le attività professionali scientifiche, tecniche e sanitarie di istruzione, servizi finanziari e assicurativi è del 78%; per le altre attività economiche è del 67%; per gli intermediari del commercio è del 62% e per il settore costruzioni e attività immobiliari è dell'86%.

In base a questi coefficienti, che potrebbero anche essere suscettibili di modifiche, considerando l'aliquota del 15%, prendendo il caso di un professionista che abbia ricavi per 20mila euro, il 15% dovrà essere applicato su 15.600 euro, per effetto del calcolo 20mila moltiplicato per 78%, e i restanti 4.400 euro saranno tassati.

Aderendo al regime forfettario 2019, inoltre, non si è soggetti all'Iva e relativi adempimenti, non si è soggetti a ritenuta di acconto, non si è soggetti agli studi di settore, non si è obbligati a tenere i registri Iva. L'unica regola che deve rispettare chi aderisce al regime forfettario 2019 è quella di numerare progressivamente le fatture e conservarle, come del resto sempre si fa.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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