Regime forfettario e dei minimi partite iva. Cosa vale nel 2019 e come si può fare passaggio

Come e quando passare da regime dei minimi a regime forfettario e attesa per ulteriori novità flat tax dal prossimo 2019

Regime forfettario e dei minimi partite iva. Cosa vale nel 2019 e come si può fare passaggio

Il regime fiscale dei minimi è stato sostituito dal regime forfettario e le ultime notizie riportano chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate sui requisiti necessari per il passaggio dai minimi al forfettario. Chi ha intenzione di aprire una partita Iva nel 2019 dovrà ben conoscere le nuove regole ad essa relativa e i relativi regimi fiscali in vigore per cercare di fare la scelta giusta che comporterà la tassazione da versare, chi, invece, ha una partita Iva già aperta da tempo è bene sappia che il passaggio dal vecchio regime dei minimi all’attuale regime forfettario può avvenire sempre, senza alcun vincolo. Vediamo insieme come fare e novità previste per il prossimo anno.

Regime forfettario e regime dei minimi: cosa fare

Stando a quanto riportato dall'Agenzia delle Entrate, i contribuenti che rientravano nel regime dei minimi possono passare al regime forfettario se soddisfano i requisiti richiesti, anche avvalendosi dell’aliquota al 5% valida per i primi cinque anni di attività, che scendono a tre se l'avvio dell'attività è avvenuto nel 2015. Per rientrare nel regime forfettario, che prevede un'aliquota di tassazione al 15%, bisogna avere redditi entro i 50mila euro. Requisito che, però, dal prossimo anno è destinato a cambiare. L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che si può applicare il forfettario per il 2018, perchè non è previsto un vincolo di permanenza nel regime fiscale di vantaggio per chi vi aderiva già prima.

Chi, infatti, ha scelto di rimanere nel regime dei minimi negli anni successivi all’entrata in vigore del regime forfettario, attenendo la naturale scadenza del regime secondo quanto previsto e in base ad attività e guadagni, non era soggetti al vincolo di permanenza che solitamente sussiste nel caso di opzione per un regime d’imposta diverso da quello naturale.

E’, dunque, possibile passare dal regime dei minimi al regime forfettario, se non per naturale scadenza del primo, che è stato sostituito dal forfettario, per richiesta del contribuente, che per farlo dovrà rivolgersi chiaramente al proprio commercialista, che dal prossimo 2019 sarà soggetto ad ulteriori cambiamenti derivanti dall’avvio della Flat tax al 15%.

Regime forfettario: regole 2019

Nel 2019, dunque, si potrà rientrare solo nel regime forfettario, non in quello dei minimi che è stato del tutto sostituito, e con novità che deriveranno dall’entrata in vigore della Flat tax. Il regime forfettario 2019, infatti, non varrà più solo per coloro che hanno redditi fino a 50mila euro ma la Flat tax al 15% alza i limiti dei guadagni fino a 65mila euro. Per guadagni compresi tra i 65mila e i 100mila euro varrà l’aliquota unica al 20%, che però dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2020. Inoltre, la Flat tax 2019 vale per liberi professionisti e autonomi ma anche per Srl, Snc, Sas con ricavi entro i 65mila euro.

Tutti gli altri fuori dai limiti di reddito appena riportati pagheranno le tasse in base agli scaglioni Irpef che prevedono, in particolare: un’aliquota al 23% per chi ha redditi fino a 15mila euro; aliquota al 27% per chi ha redditi tra i 15.001 euro e 28mila euro; aliquota al 38% per chi ha redditi tra i 28.001 euro e i 55mila euro; aliquota al 41% per chi ha redditi tra 55.001 euro e i 75mila euro; aliquota al 43% per chi ha redditi oltre i 75mila euro. Chi ha redditi inferiori a 8.174mila euro rientra nella no tax area.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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