Regole e certificazioni necessarie per attivare servizio di home delivery secondo leggi 2021

Puntare su un servizio di home delivery significa aumentare le entrate. Soprattutto se il ristorante ha un numero limitato di posti, questa è un'occasione da cogliere al volo.

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Home delivery, quali sono le regole da rispettare?

Per effettuare l'home delivery nel 2021 è indispensabile il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Significa indossare mascherina e guanti, evitare l'ingresso nei locali dove è prevista la consegna, comunicare con un solo cliente nel luogo di consegna e mantenere la distanza di almeno un metro, evitare di manipolare denaro, lavare accuratamente le mani, equipaggiarsi con sistemi di protezione.

Cresce il business dell'home delivery, spinto anche dalle norme sul distanziamento dalle persone che hanno tenuto all'erta i cittadini di tutto il mondo, Italia compresa. Al di là della fase emergenziale, ci sono anche la comodità, la velocità e la praticità del servizio ad averne decretato il successo.

Tuttavia prima che un ristoratore, un gestore di bar o qualunque altro esercente si affidi a questo strumento, deve ottenere le certificazioni necessarie e rispettare le regole in materia. Un motivo per implementare i servizi di consegna nel contesto dell'home delivery è la possibilità tenere il passo con le tendenze del settore della ristorazione anche nel 2021.

Il modo in cui i clienti ordinano cibo da asporto è cambiato radicalmente. In passato, la loro unica opzione era quella di effettuare un ordine tramite telefonata. Oggi i clienti possono accedere facilmente a centinaia di ristoranti online in tempo reale ed effettuare ordini di consegna per i loro piatti preferiti.

Ordinare online è conveniente per i consumatori e riduce al minimo i rischi che i ristoranti ricevano ordini errati via telefono. Offrendo la consegna online si ottiene la soddisfazione del cliente. Vediamo meglio:

  • Home delivery, quali certificazioni sono necessarie
  • Regole e opportunità Home delivery nel 2021

Home delivery, quali sono le regole da rispettare

Oltre alla comodità che offre l'ordinazione online, i clienti amano ricevere cibo a casa con l'home delivery. Offre tranquillità a tutti coloro che potrebbero non sentirsi al sicuro cenando nei ristoranti a causa della pandemia.

Il ventaglio delle scelte è piuttosto ampio perché non sono coinvolti sono ristoranti e bar, ma anche pasticcerie e gelaterie, pizzerie e supermercati, oltre a tutti i punti vendita di generi alimentari. Dal punto di vista amministrativo, la procedura da seguire è piuttosto semplificata poiché non occorre la Scia ovvero la Segnalazione certificata di inizio attività con tanto di risparmio di tempo, spese e risorse. In tutti i casi è però indispensabile il rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Significa indossare mascherina e guanti, evitare l'ingresso nei locali dove è prevista la consegna, comunicare con un solo cliente nel luogo di consegna e mantenere la distanza di almeno un metro, evitare, fin quanto è possibile, di manipolare denaro, lavare accuratamente le mani, equipaggiarsi con sistemi di protezione tra guanti e mascherine.

L'attività di consegna può essere effettuata nella fascia oraria dalle 7 alle 22. Per ridurre le incombenze e cercare di raggiungere il maggior numero di clienti riducendo le spese di promozione, una delle soluzioni più comunemente seguite è quella di affidarsi a un'app per dispositivi mobile che offrono questo servizio.

Regole e opportunità Home delivery nel 2021

Puntare su un servizio di home delivery significa per il ristoratore o comunque per chi si occupa di vendita di cibo e di prodotti alimentare di aumentare le entrate. Soprattutto se il ristorante ha un numero limitato di posti, questa è un'occasione da cogliere al volo. Ma solo a patto di aver fatto i conti. Ci sono sempre spese associate all'implementazione dei servizi di consegna.

Possono includere l'acquisto di contenitori per alimenti, l'assunzione di autisti, la produzione di menu speciali per le consegne e l'acquisto di veicoli per le consegne. Inoltre l'iscrizione ai servizi specifici di app possono comportare costi di iscrizione e commissioni.

Chi non ha un flusso di cassa disponibile per sostenere questi costi potrebbe valuta la possibilità di richiedere un prestito. E poi ci sono dettagli operativi da mettere in conto: con ordini aggiuntivi da completare per l'home delivery per la consegna di cibo, il personale potrebbe avere difficoltà a tenere il passo con l'aumento della domanda.

Affidarsi a un'app di terze parti per la consegna in outsourcing toglie parte del controllo. Ad esempio sulla qualità dei pasti all'arrivo e sui tempi di consegna. Si rischia che i clienti associno errori o contrattempi al ristorante anziché al servizio di consegna.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il