Rendimento fondi pensioni, ecco quanto hanno guadagnato o perso negli ultimi 12 mesi

Alcuni hanno avuto ottimi rendimenti, altri meno. Ecco come sono andati i fondi pensioni negli ultimi 12 mesi

Autore: Chiara Compagnucci
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Quanto hanno guadagnano i fondi pensioni nel 2021?

Nonostante il periodi di incertezza, i fondi pensioni hanno avuto un rendimento in crescita del 3,1%.

Sono i dati che confermano il successo dei fondi pensioni in Italia. L'ultima rilevazione risale alla fine dello scorso anno e mette in luce come le posizioni attive siano 9,745 milioni ovvero in crescita del 4,3% rispetto alla fine dello scorso anno.

Nell'elenco rientrano anche coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme per un totale degli iscritti pari a circa 8,8 milioni. Nuovi e interessanti spunti di discussione arrivano dalla nuova relazione della Covip sul rendimento reale dei fondi pensioni nel 2022. Vediamo meglio:

  • Quanto hanno guadagnano i fondi pensioni nel 2021

  • Rendimento fondi pensioni e fattori decisivi

Quanto hanno guadagnano i fondi pensioni nel 2021

Come è stato fatto notare dalla Covip, nei 12 mesi dello scorso anno i risultati delle forme complementari sono stati in media positivi. Ma soprattutto più elevati per le linee di investimento caratterizzate da una maggiore esposizione azionaria.

Entrando ancora nei dettagli dei numeri del report della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i rendimenti si sono attestati, rispettivamente, al 4,9 e al 6,4% per fondi negoziali e fondi aperti.

Nei Piani individuali pensionistici di ramo III essi sono stati invece pari all'11,1%. Per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dalle cedole incassate sui titoli detenuti - rileva ancora la Covip - il risultato è stato pari all'1,3%.

Su orizzonti più propri del risparmio previdenziale i rendimenti nei dieci anni da inizio 2012 a fine 2021, quello medio annuo composto è stato pari al 4,1% per i fondi negoziali, al 4,6 per i fondi aperti, al 5 per i Piani individuali pensionistici di ramo III e al 2,2% per le gestioni di ramo I.

In relazione al funzionamento di questo strumento, una volta maturati i requisiti per la pensione obbligatoria, l’iscritto che ha partecipato alla previdenza complementare per almeno cinque anni, può trasformare la sua posizione individuale in una rendita calcolata in base all'età e al capitale accumulato.

Il pagamento della rendita è effettuato dall'impresa di assicurazione che ha istituito il Piano individuale pensionistico. L'iscritto che abbia maturato il diritto alla prestazione pensionistica può anche trasferire la propria posizione individuale presso un'altra forma pensionistica complementare se le condizioni di erogazione della rendita praticate da quest'ultima sono più favorevoli. Al momento del pensionamento l’aderente sceglie il tipo di rendita che intende percepire, tra quelle previste dal Piano individuale pensionistico.

Rendimento fondi pensioni e fattori decisivi

Provando a entrare ancora di più nei dettagli del report, le risorse destinate alle prestazioni dei fondi pensione sono state a fine dicembre 2021 pari a 212,6 miliardi di euro, circa 14,7 miliardi in più rispetto alla fine del 2020. Nei fondi negoziali- rileva la Covid -, l'attivo netto è di 65,3 miliardi di euro, l'8,2% in più. Nelle forme di mercato, ammonta a 29 miliardi nei fondi aperti e a 44,1 miliardi nei Piani individuali pensionistici nuovi aumentando rispettivamente del 14,2 e del 13%.

Nel corso del 2021 i contributi incassati da fondi negoziali, fondi aperti e Piani individuali pensionistici nuovi sono stati pari a 13,3 miliardi di euro, in crescita di circa 890 milioni di euro rispetto al 2020. L'aumento si riscontra in tutte le forme pensionistiche, con variazioni tendenziali che vanno dal 5,4% dei fondi negoziali, al 6,9 dei Piani individuali pensionistici fino al 12,3% dei fondi aperti.

Da una rilevazione all'altra, i fondi negoziali registrano un incremento di 196.000 posizioni per un totale di 3,457 milioni. Oltre quattro quinti della crescita, fa notare la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, si è avuta nei fondi per i quali sono attive le adesioni contrattuali, che per i nuovi assunti di diversi settori hanno luogo sulla base dei contratti nazionali di riferimento, anche in corrispondenza di un flusso contributivo modesto.

Nelle forme pensionistiche di mercato, si rilevano 108.000 posizioni in più nei fondi aperti e 103.000 posizioni in più nei Piani individuali pensionistici nuovi.