Reperibilità medico di base, cosa fare se non risponde o non si ha dove ci si trova

Ecco come fare a gestire la mancata disponibilità del medico di base a una chiamata. Sono tre le soluzioni a disposizione del paziente.

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Se il medico di base non risponde, cosa fare?

Le alternative al medico di base sono il suo sostituto, il Servizio di continuità assistenziale e il Pronto soccorso.

Soprattutto in alcuni periodi dell'anno o anche per via di situazioni particolari come quella che stiamo attraversando in questo momento, può accadere che la reperibilità dei medici non è impeccabili. I motivi possono essere numerosi, ad esempio per via del numero elevato di visite o anche perché il medico non si trova in sede.

Senza dimenticare che può anche capitare che luogo in cui ci si trova, in via temporanea o definitiva, il medico di base non ha lo studio oppure non riceve. Considerato che non si ha bisogno del medico finché non si presenta una reale necessità, ci si domanda come fare a gestire questa situazione.

Cosa bisogna fare? A chi rivolgersi nel caso in cui si ha bisogno di un certificato di malattia o di una ricetta per comprare uno o più farmaci? Approfondiamo la questione:

  • Se il medico di base non risponde, cosa fare

  • Un'altra opzione se il medico di base non è reperibile

Se il medico di base non risponde, cosa fare

Prima di capire cosa fare nel caso in cui il medico di base non risponde è bene chiarire un aspetto di fondo. Secondo le disposizioni in vigore, il camice bianco è tenuto a garantire la reperibilità per 5 giorni a settimana e in una fascia oraria ben precisa.

In buona sostanza non può essere sempre a disposizione delle esigenze dei pazienti. Ebbene, nel caso in cui non c'è la possibilità di entrare in contatto con il medico di base, la prima soluzione è rivolgersi al suo vice.

Si tratta infatti di una prassi consolidata e diffusa secondo cui i pazienti possono fare riferimento al sostituto nel caso di assenza del titolare. La seconda strada percorribile per affrontare l'emergenza medica è contattare il Servizio di continuità assistenziale, quello che fino a poco tempo fa si chiamava guardia medica.

Ed è verosimile che proprio questa sia la soluzione che un paziente si trova a scegliere nel caso di non reperibilità del medico di base. Caratteristica del Servizio di continuità assistenziale è la garanzia della prestazione in qualunque giorno dell'anno, festivi compresi, e in qualunque fascia oraria.

Dal punto di vista operativo, il medico del Servizio di continuità assistenziale conserva la facoltà di proporre il ricovero in ospedale, rilasciare certificati di malattia in casi di stretta necessità e per un periodo massimo di 3 giorni, prescrivere farmaci per terapie non differibili o necessari alla prosecuzione della terapia la cui interruzione potrebbe aggravare le condizioni del paziente, effettuare visite domiciliari non differibili.

Allo stesso modo con cui abbiamo approfondito cosa può fare il medico del Servizio di continuità assistenziale, è certamente utile chiarire anche quali prestazioni non può eseguire. Si tratta della prescrizione di esami diagnostico-strumentali o di visite specialistiche, dei certificati di malattia a lavoratori non turnisti, delle trascrizioni non differibili su ricettario del Servizio sanitario nazionale di prescrizione di altri medici, dei certificati per rientro scolastico, delle prestazioni infermieristiche non correlate alla visita medica, dei certificati per attività sportiva, delle ripetizioni di ricette in terapie croniche, dei punti di sutura.

Un'altra opzione se il medico di base non è reperibile

C'è quindi una terza alternativa al sostituto del medico di base e al Servizio di continuità assistenziale. Si tratta del Pronto soccorso, a cui rivolgersi nei casi di emergenza o urgenza. Anche in questo caso garantisce assistenza sanitaria per tutti i cittadini, 24 ore su 24, anche nei festivi e prefestivi, ma l'ingresso si base sulle fasce di priorità ovvero sulla gravità della situazione.

Non conta insomma l'ora dell'arrivo e né è ovviamente possibile effettuare alcuna prenotazione del servizio di Pronto soccorso. Vale infine la pena fare presente che in alcune città è presente un servizio di Continuità assistenziale pediatrica accanto a quello per gli adulti. Non si tratta di una regola e non è affatto detto che sia possibile accedere a questa opzione, ma è comunque un servizio a cui fare eventualmente riferimento.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il