Residenza badante e domicilio 2019-2020, leggi in vigore cosa prevedono

Quali sono le leggi previste per residenza e domicilio bandati soprattutto conviventi e quando sussite obbligo per il datore di lavoro: i casi

Residenza badante e domicilio 2019-2020, leggi in vigore cosa prevedono

Residenza e domicilio della bandante sono obbligatori presso il datore di lavoro?

Il datore di lavoro non ha l'obbligo di dare residenza nella sua casa alla bandante, anche se convivente, a meno che non sia la stessa badante a richiederla o a meno che la badante non abbia altra residenza in Italia.

 

Quali sono le leggi 2019-2020 per residenza e domicilio della badante assunta? Solitamente la questione residenza e domicilio vale per le badanti conviventi che vengono assunte per prestare assistenza presso la famiglia in maniera continuativa. La legge stabilisce che chiunque dia ospitalità a titolo gratuito presso la propria abitazione a un cittadino italiano, comunitario o extracomunitario, deve comunicare la cessione di fabbricato utilizzando il modulo ufficiale. La comunicazione deve esser effettuata, entro 48 ore dalla messa a disposizione dell’alloggio.

Sono però diverse le domande che si pongono sulla questione residenza della badante. Vediamo dunque quali sono le leggi 2019-2020 in vigore per residenza badante e domicilio.

  • Residenza badante quando non sussiste l’obbligo per datore di lavoro
  • Quando residenza e domicilio della badante sono obbligatori dal datore di lavoro
  • Cosa succede nei casi di badanti con residenza all’estero

Residenza badante quando non sussiste l’obbligo per datore di lavoro

Quando si parla di badanti conviventi per esempio si pensa automaticamente che vivendo nella casa della famiglia che l’ha assunta, la badante debba avere residenza nella stessa casa. In realtà, stando alle leggi 2019-2020 in vigore, pur essendo prerogativa della badante anche convivente assunte la convivenza per una assistenza funzionale alle richieste, la badante non deve necessariamente far parte della famiglia e non sussiste l’obbligo di residenza dal datore di lavoro per poter stipulare un contratto di badante convivente.

Secondo quanto previsto dalla legge, la badante pur essendo convivente con la famiglia presso la quale presta assistenza può mantenere un’altra residenza purchè italiana e un altro domicilio pur figurando nel rapporto di lavoro domestico come convivente. Molto più semplicemente ciò significa che la badante convivente pur convivendo con la famiglia presso cui lavora può avere residenza e domicilio differenti.

Nel caso di residenza differente, per la badante convivente vi è la possibilità di fissare il domicilio presso l’abitazione in cui lavora in modo da ricevere eventuali comunicazioni personali direttamente nel posto dove vive.

Quando residenza e domicilio della badante sono obbligatori dal datore di lavoro

L’unica circostanza in cui sussiste l’obbligo per il datore di lavoro di dare residenza e domicilio alla badante assunta è quella di richiesta di residenza presso l’abitazione cui presta lavoro da parte della badante stessa e secondo le leggi in vigore attualmente se il datore non concede la residenza alla badante è soggetto a sanzioni salate.

E’, tuttavia, bene chiarire che l’obbligo per il datore di lavoro di dare la residenza alla badante vale a condizione che:

  • sia la badante a chiedere esplicitamente la residenza nella casa dove lavora;
  • la casa dove la badante lavora sia l’effettiva dimora abituale.

Per quanto riguarda il datore di lavoro, pur dando la residenza alla badante, quest’ultima non entra nel suo stato di famiglia ma risulta solo domiciliata presso l’abitazione dove presta assistenza familiare.

Altro caso in cui il datore di lavoro deve dare obbligatoriamente la residenza in casa sua alla badante è quello in cui la badante non abbia altra residenza in Italia, per cui le servono residenza e domicilio nel nostro Paese.

Cosa succede nei casi di badanti con residenza all’estero

Un altro caso da considerare quando si parla di residenza e domicilio delle badanti assunte è quello in cui la badante abbia la residenza all’estero. In questo casi, infatti, si verificano due situazioni:

  • se la badante ha la residenza in un altro Stato dell’Unione Europea, si può fare l’assunzione avendo solo un domicilio in un comune italiano ma solo per i primi 3 mesi, dopodichè è necessaria l’iscrizione all’anagrafe e la richiesta di residenza in Italia;
  • se la badante ha la residenza in uno Stato extracomunitario, si può fare l’assunzione avendo solo un domicilio italiano ma si deve fare richiesta di nulla osta allo sportello unico per l’immigrazione. Anche questo nulla osta ha comunque una validità di soli tre mesi, dopodichè anche in questo caso bisogna fare richiesta di residenza in Italia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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