Resto al Sud 2021 tutte le attività finanziabili. Lista aggiornata

Ricordando che le domande vanno presentate solo online attraverso la piattaforma web di Invitalia, ci sono tre passaggi fondamentali per portare a termine l'operazione.

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Quali sono le attività finanziabili con Resto al Sud 2021?

Le 4 grandi attività che possono essere finanziate con i fondi di Resto al Sud 2021 sono le spese di gestione, come materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative, nel limite massimo 20% del programma di spesa. Quindi i programmi informatici e servizi per le tecnologie, l'informazione e la telecomunicazione. Dopodiché macchinari, impianti e attrezzature nuovi. Infine, la ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili nel limite del 30% del programma di spesa. Il tutto nell'ambito di 3 comparti: turismo; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura.

L'agevolazione Resto al Sud 2021 è estremamente specifica perché fissa limiti ben precisi. Innanzitutto riguarda esclusivamente le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Lazio, Marche, Umbria.

In seconda battuta sono previsti paletti in relazione ai requisiti, alle attività che possono essere finanziate e alle agevolazioni previste. Si tratta in ogni caso di una iniziativa che è stata rinnovata ovvero è stato rifinanziato il fondo poiché Resto al Sud è già attiva da alcuni anni.

In estrema sintesi lo Stato finanzia progetti imprenditoriali fino a 200.000 euro con le domande esaminate in base all'ordine cronologico di presentazione e naturalmente fino all'esaurimento dei fondi a disposizione. Anticipiamo quindi che gli intressati possono presentare domanda solo online con la piattaforma web di Invitalia. Approfondiamo quindi tutti i dettagli:

  • Attività finanziabili con Resto al Sud 2021
  • Resto al Sud 2021, requisiti e domanda

Attività finanziabili con Resto al Sud 2021

Le 4 grandi attività che possono essere finanziate con i fondi di Resto al Sud 2021 sono le spese di gestione, come materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative, nel limite massimo 20% del programma di spesa. Quindi i programmi informatici e servizi per le tecnologie, l'informazione e la telecomunicazione.

Dopodiché macchinari, impianti e attrezzature nuovi. Infine, la ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili nel limite del 30% del programma di spesa.

Il tutto nell'ambito di 3 comparti: turismo; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura. Semaforo rosso per le attività agricole e il commercio, tranne per la vendita dei beni prodotti direttamente dall'impresa che presenta domanda.

Dal punto di vista pratico, sono 5 gli importi a cui è possibile accedere: fino a 50.000 euro per ogni richiedente, fino a 200.000 euro per società di quattro soci, fino a 60.000 euro per le imprese in forma individuale, fino a 15.000 euro a supporto del fabbisogno di circolante per le ditte e le attività professionali in forma individuale, fino a di 40.000 euro per le società.

Resto al Sud 2021, requisiti e domanda

Sono 5 i requisiti richiesti per accedere ai fondi di Resto al Sud 2021. In prima battuta non bisogna essere titolari di altra attività di impresa in esercizio. Quindi è necessario non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento.

Dopodiché è richiesta la residenza in una regione tra Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Lazio, Marche, Umbria. Strettamente legato a questo aspetto, bisogna trasferire la residenza in una di queste regioni in caso di comunicazione di esito positivo alla richiesta. Infine, ma solo per i professionisti titolari di una partita Iva, è richiesta la mancata titolarità di partita Iva nei 12 mesi che precedono la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un'attività simile.

C'è però una importante modifica da segnalare rispetto alla normativa precedentemente in vigore e riguarda l'estensione del limite anagrafico per accedere al finanziamento di Resto al Sud 2021.

Se prima di quest'anno il richiedente non poteva avere un'età maggiore di 45 anni, adesso la soglia è stata innalzata a 55 anni, permettendo così a un maggior numero di beneficiari di presentare richiesta.

Ricordando che le domande vanno presentate solo online attraverso la piattaforma web di Invitalia, i tre passaggi fondamentali per portare a termine l'operazione sono l'attivazione di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata valido poiché tutte le comunicazioni tra Invitalia e i richiedenti dei fondi di Resto al Sud 2021 avvengono solo via Posta elettronica certificata.

Quindi la registrazione ai servizi online di Invitalia con la compilazione del form. Infine, l'attenta lettura e il download dei modelli fac-simile.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il