Ricorso multa autovelox, nuovi motivi per poterlo fare per sentenze Cassazione 2020

Il principio di base è che se il l'automobilista contesta l'affidabilità dello strumento, il giudice chiamato a pronunciarsi sul caso deve accertarne il corretto funzionamento.

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Quali sono i motivi per fare ricorso per multa autovelox?

Il principio di base è che se il l'automobilista contesta l'affidabilità dello strumento, il giudice chiamato a pronunciarsi sul caso deve accertarne il corretto funzionamento. Tra i requisiti formali per cui l'automobilista può proporre ricorso contro la multa per eccesso di velocità rilevata dall'autovelox c'è l'assenza di segnalazione con congruo anticipo del dispositivo. L'autovelox deve essere certificato e sottoposto a taratura non più di un anno precedente alla messa in funzione.

Sono soprattutto le multe per eccesso di velocità, recapitate a distanza di settimane dalla trasgressione, a rappresentare un motivo di grande malumore per gli automobilisti. La prima tentazione, sicuramente sbagliata, è di strappare la lettera contenente la notifica della multa.

La seconda è invece più ragionata ed è quella di capire se la sanzione è stata lecitamente comminata. Non tanto e non solo in riferimento ai limiti di velocità, quanto piuttosto ai requisiti formali relativi all'installazione e al funzionamento dell'autovelox.

Tanto per fare alcuni esempi la presenza dei dispositivi per la rilevazione della velocità deve essere segnalata con anticipo per consentire agli automobilisti di rallentare e il cartello deve essere ben visibile.

L'autovelox deve essere certificato e sottoposto a taratura non più di un anno precedente alla messa in funzione. Il principio di base è che se il l'automobilista contesta l'affidabilità dello strumento, il giudice chiamato a pronunciarsi sul caso deve accertarne il corretto funzionamento. Vediamo quindi tutti i dettagli ed esaminiamo

  • Autovelox, nuovi motivi per fare ricorso per Cassazione
  • Ricorso multe autovelox tra sanzioni e limiti violati

Autovelox, nuovi motivi per fare ricorso per Cassazione

Due importanti sentenze sulle multe per autovelox allargando il ventaglio delle opportunità per il conducente indisciplinato per proporre ricorso con ragionevoli possibilità di vittoria.

A norma di legge, la violazione contestata deve essere subito notificata al presunto trasgressore ovvero a chi è obbligato in solido al pagamento della sanzione. Ma non sempre è possibile poiché - soprattutto quando c'è di mezzo l'autovelox - è difficoltoso riuscire a fermare l'automobilista che sfreccia a tutta velocità.

Scatta allora la notifica a casa con l'automobilista che viene ammesso a pagare la sanzione entro 60 giorni dalla notificazione del verbale con l'importo riportato. Il presunto trasgressore può però decidere di impugnare il verbale se ritiene di aver ragione. E i giudici della Suprema Corte gli danno due carte in più da giocare.

La prima è l'assenza di indicazioni che preavvisano la presenza dell'autovelox. Devono essere visibili e piazzati con sufficiente anticipo affinché l'automobilista possa rallentare.

La seconda è quella della taratura dell'autovelox. Non basta l'indicazione nel verbale sull'omologazione e la revisione dell'autovelox poiché l'automobilista può richiedere il certificato di taratura in originale o in copia conforme.

La strada per proporre ricorso è duplice. C'è quella al prefetto del luogo dove è avvenuta l'infrazione e c'è quella al giudice di pace del luogo dell'infrazione. Al primo va presentato entro 60 giorni dal ricevimento del verbale con raccomandata andata e ritorno o di persona. Al secondo a mano o a via posta alla cancelleria entro 30 giorni dal ricevimento del verbale.

Ricorso multe autovelox tra sanzioni e limiti violati

Norme alla mano, i limiti di velocità da rispettare sono di quattro tipi e variano in base al tipo di strada percorsa. Più esattamente sono di 130 chilometri orari sulle autostrade ovvero 150 chilometri orari in caso di presenza di tre corsie, 110 chilometri orari per le strade extraurbane principali, 90 chilometri orari per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, 50 chilometri orari per le strade nei centri abitati con la possibilità di innalzarlo a 70 chilometri orari per alcune strade urbane ovvero quelle più sgombre in cui è possibile circolare un po' più liberamente. Strettamente legato a questo aspetto c'è quello dell'importo delle sanzioni da pagare.

Non c'è una cifra fissa perché viaggia di pari passo con lo sforamento dei limiti previsti, come rilevato dai tanti autovelox sparsi su strade e autrostrade in Italia.

In questo caso sono quattro le soglie da considerare ovvero sanzione tra 41 a 169 euro fino a 10 chilometri orari di eccedenza, tra 169 e 680 euro fra 10 e 40 chilometri orari, tra 532 a 2.127 euro con sospensione della patente da uno a tre mesi fra 40 e 60 chilometri orari, tra 829 e 3.316 euro con sospensione della patente da sei a dodici mesi, oltre 60 chilometri orari.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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