Rimborsi o voucher coronavirus per palestre e piscine. Cosa si può richiedere per legge

Palestre e piscine chiuse per emergenza coronavirus: cosa si può chiedere tra rimborsi e voucher. I diritti dei clienti

Rimborsi o voucher coronavirus per pales

Cosa possono chiedere per legge tra rimborsi e voucher i clienti di palestre e piscine chiuse per coronavirus?

Nonostante palestre e piscine propongano per la maggior parte voucher in modo da evitare rimborsi di soldi che probabilmente non hanno, i clienti che lo desiderano, per legge, possono richiedere il rimborso di quanto spettante in relazione al periodo di chiusura di palestre e piscine.

L’emergenza coronavirus ha portato alla chiusura di ogni attività in Italia, compresi gli impianti sportivi, piscine e palestre. Tantissimi gli italiani che da un giorno all’altro hanno dovuto smettere di praticare attività fisica e sportiva. Si stima un numero di oltre20 milioni di persone. Cosa si può richiedere tra rimborsi e voucher per palestre e piscine chiuse a causa dell’emergenza coronavirus?

  • Rimborsi o voucher per palestre e piscine chiuse per coronavirus
  • Cosa chiedere per legge tra rimborsi e voucher per palestre e piscine chiuse per coronavirus

Rimborsi o voucher per palestre e piscine chiuse per coronavirus

Palestre e piscine chiuse permettono ai clienti che hanno già pagato ingressi e abbonamenti diverse possibilità per evitare di perdere i soldi spesi. Ci sono palestre e piscine che hanno deciso di sospendere gli abbonamenti dei propri clienti, congelandoli fino alla fine dell’emergenza sanitaria in corso, dando poi la possibilità ai propri clienti di riprendere a frequentare gli impianti sportivi esattamente come previsto dal loro contratto.

Se, per esempio, l’abbonamento in palestra o piscina è stato pagato per tre mesi, avrà comunque tale durata non calcolando in essa tutto il periodo di chiusura di palestra o piscina. Altri impianti tra palestre e piscine hanno offerto e offrono ai propri clienti voucher di pari importo ad ingressi non utilizzati o abbonamenti in sospeso pari all’entità della somma restante da calcolare dal momento di chiusura della palestra o della piscina.

Tuttavia, sono anche diversi i clienti che vorrebbero il rimborso per la somma dell’abbonamento non spesa, considerando che non sano se e quando potranno tornare a frequentare regolarmente ma soprattutto in sicurezza palestre e piscine. A questo punto ci si chiede cosa prevede la legge in tal senso, è possibile chiedere rimborsi o voucher per palestre e piscine chiuse a causa dell’emergenza coronavirus?

Cosa chiedere per legge tra rimborsi e voucher per palestre e piscine chiuse per coronavirus

Nonostante palestre e piscine propongano per la maggior parte voucher in modo da evitare rimborsi di soldi che probabilmente non hanno, i clienti che lo desiderano, per legge, possono richiedere il rimborso di quanto spettante in relazione al periodo di chiusura di palestre e piscine.

In particolare, il Codice Civile stabilisce che per i contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione deve effettuare il rimborso dovuto, secondo le norme della ripetizione dell’indebito.

Il diritto al rimborso vale per del singolo titolo di ingresso a palestre e piscine, mentre per quanto riguarda gli abbonamenti, per gli abbonamenti annuali con ingresso libero, o mensile, si ha diritto al rimborso della quota dell’abbonamento non utilizzata. Stesso discorso vale per abbonamenti annuali.

Il Codacons ha anche reso disponibile sul proprio sito web il modulo di 2 euro con cui i consumatori possono chiedere ai gestori di palestre, piscine e altre attività il rimborso parziale degli abbonamenti, da calcolare in misura proporzionale al periodo in cui l’impianto è rimasto chiuso.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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