Rimborsi spese che possono avere amministratori srl. Lista aggiornata 2021

Nel caso dei compensi, se il rimborso è erogato ad amministratori dipendenti o parasubordinati, la normativa di riferimento è quella sui redditi di lavoro dipendente.

Rimborsi spese che possono avere amminis

Amministratore srl, quali sono i rimborsi spesa?

I rimborsi all'amministratore di una srl possono essere di tre tipi. Il primo sono i rimborsi documentati, come le spese di vitto, alloggio o di ristorazione. Il secondo tipo di rimborso è quello forfettario, come le indennità chilometriche e le indennità di trasferta. Il terzo tipo di rimborso è quello misto ovvero quello che prevede sia una componente documentale sia una forfettaria.

Non c'è un regolamento unico che vale in tutte le circostanze fiscali poiché la dettagliata disciplina del rimborso spese cambia in base del tipo di rapporto tra la srl e l'amministratore.

I rimborsi spesa per l'amministratore di una srl non è altro che denaro erogato a titolo di risarcimento delle spese sostenute per l'esecuzione dell'incarico assegnato.

L'esercizio dell'attività può infatti comportare la necessità o l'obbligo di trasferta ovvero di spostamento da un comune all'altro. Analizziamo quindi la normativa in vigore tra:

  • Amministratore srl, quali sono i rimborsi spesa
  • Precisazioni Agenzia entrate sui rimborsi spesa

Amministratore srl, quali sono i rimborsi spesa

Il trattamento fiscale dei rimborsi spese per l'amministratore srl varia in base a due elementi. Il primo è se la trasferta avviene nel comune dove ha sede comunque dove c'è il luogo di lavoro nella società oppure verso un altro comune. Il secondo è se l'amministratore è titolare o meno di partita Iva.

Nel caso dei compensi, se il rimborso è erogato ad amministratori dipendenti o parasubordinati, la normativa di riferimento è quella sui redditi di lavoro dipendente. All'opposto, se la relazione è disciplinata secondo le norme del lavoro autonomo, ecco che nell'ambito del rimborso spese trova spazio quanto contenuto nel Testo unico delle imposte sui redditi.

Per trasferta si intende la destinazione dell'amministratore in un luogo diverso rispetto a quello di lavoro abituale dove ha sede legale o sede operativa la società. Pensiamo ad esempio all'amministratore che va da un cliente oppure da un fornitore ma vale anche l'ipotesi in cui l'amministratore va a un evento o a un incontro.

Condizione fondamentale è che la giustificazione del viaggio sia idonea e inerente all'attività d'impresa, altrimenti le spese non sono rimborsabili.

I rimborsi all'amministratore di una srl possono essere di tre tipi. Il primo sono i rimborsi documentati, come le spese di vitto, alloggio o di ristorazione, tutte da annotare a piè di lista nella nota spese.

Il secondo tipo di rimborso è quello forfettario, come le indennità chilometriche e le indennità di trasferta. Il terzo tipo di rimborso è quello misto ovvero quello che prevede sia una componente documentale sia una forfettaria. L'amministratore è chiamato a redigere una nota spese con il giustificativo del viaggio, allegare a piè di lista le spese sostenute e indicare le spese forfettarie.

La società, dopo aver ricevuto la nota spese, provvede a bonificare e a rimborsare le spese sostenute dell'amministratore e avrà un costo aziendale deducibile. L'indennità di trasferta non si considera imponibili ai fini dei redditi ed è totalmente detassata fino a un massimo di 46,48 euro al giorno per le trasferte nazionali, 77,47 euro per le trasferte all'estero.

Oltre queste soglie, la somma concorre a formare reddito per l'amministratore. Le indennità chilometriche variano a seconda dell'auto che deve essere di proprietà dell'amministratore con le indicazioni degli importi ovvero dell'indennità per ogni chilometro percorso, reperibile sulle tabelle Aci, pubblicate a ogni inizio anno sulla Gazzetta Ufficiale.

Precisazioni Agenzia entrate sui rimborsi spesa

C'è poi una importante circolare dell'Agenzia delle entrate che ha fissato i 4 step degli adempimenti del committente e del professionista. Innanzitutto l fornitore del servizio emette fattura intestata al committente, ma riportante anche gli estremi del professionista che ha usufruito del servizio.

In seconda battuta il committente comunica al professionista l'ammontare della spesa effettivamente sostenuta e invia copia della relativa fattura, ricordando che il costo non è deducibile per il committente.

Quindi il professionista emette fattura nei confronti del committente comprendendo le spese in questione che sono assoggettate poiché nel compenso professionale, a Iva e a ritenuta di acconto, il costo dei servizi alberghiero e di ristorazione diventa tutto deducibile per il professionista.

Infine, il committente imputa a costo la prestazione, comprensiva dei rimborsi spese.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il