Rimborso o voucher per vacanze annullate per coronavirus. Tutti i casi

Cosa fare tra rimborso e voucher in caso di annullamento per vacanze annullate per coronavirus: cosa prevede la legge e incertezze

Rimborso o voucher per vacanze annullate per coronavirus. Tutti i casi

Per vacanze annullate a causa del coronavirus si ha diritto a rimborsi o voucher?

La questione rimborso o voucher per vacanze annullate a causa del coronavirus sta facendo molto discutere a causa della discrepanza legislativa tra norme europee, che prevedono il rimborso per vacanze annullate a causa di situazioni indipendenti dalla volontà del consumatore, e nuovo Decreto Cura Italia varato dal governo Conte proprio a causa dell’emergenza sanitaria in corso, che prevede la possibilità invece di voucher.

Cosa succede nel caso di vacanze prenotate e annullate a causa dell’emergenza coronavirus? La diffusione del Covid-19 che ha letteralmente bloccato l’Italia prima e l’intera Europa implicando diverse conseguenze, a partire da chi aveva prenotato viaggi, vacanze, biglietti aerei e non solo ed è costretto ad annullare tutto. Vediamo cosa fare nel caso di vacanze annullate per coronavirus.

  • Rimborso o voucher per vacanze annullate per coronavirus
  • Cosa prevede la legge per imborso o voucher per vacanze annullate per coronavirus

Rimborso o voucher per vacanze annullate per coronavirus

Le richieste dei clienti che in questi periodi chiedono il rimborso totale delle somme già spese per vacanze da annullare non va sempre d’accordo con la proposta di voucher di pari importo che invece offrono gli operatori. Se, infatti, le norme italiane messe in campo in questo momento di emergenza permettono agli operatori di prevedere voucher al posto di rimborsi di soldi, la legge europea, in realtà, prevede che nel caso di situazioni imprevedibili di grave entità, come quella scatenata dall’emergenza coronavirus, si può procedere a rimborsi totali.
 
C’è da considerare che pur potendo i clienti anche arrivare a pretendere un rimborso completo da un punto di vista giuridico, difficilmente al momento tutti avrebbero effettivamente i soldi spesi indietro perché gli operatori stanno fortemente subendo le conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso e non sempre hanno i soldi da rimborsare.

Stando, dunque, a quanto attualmente previsto, è possibile dare voucher ai clienti per vacanze annullate ma è anche possibile per i clienti richiedere il rimborso. Certamente la questione, però, è piuttosto controversa.

Cosa prevede la legge per imborso o voucher per vacanze annullate per coronavirus

In questo momento di emergenza, in caso di annullamento da parte del cliente di viaggi e vacanze, l’operator può prevedere un voucher di pari importo per il cliente stesso da usare entro un anno dall’emissione, condizione prevista anche da diverse compagnie aeree per acquisti biglietti già effettuati, o il rimborso del prezzo totale della vacanza annullata dal cliente.

Per l’emissione del voucher, però, se, come sopra detto, da una parte gli operatori optano per questa soluzione non avendo magari la disponibilità di soldi per rimborsare i clienti, dall’altro, questi ultimi, per decisione o per esigenze, potrebbe non essere in grado di fruire del voucher entro l’anno. E proprio qui entrano in ballo le norme Ue secondo cui se l’impossibilità di partire non è dipesa da scelta del consumatore ma da situazioni esterne, il consumatore può pretendere il rimborso della somma già pagata.

Lo stesso Codice del turismo prevede che nei casi di impossibilità a effettuare il viaggio a causa di emergenze sanitarie il consumatore ha diritto al rimborso totale senza penalizzazioni della spesa sostenuta. Stesse norme sono previste per le richieste di rimborso di biglietti aerei o di treni, o altro, trattandosi di una impossibilità di spostamento dovuta non ad una decisione personale del cliente ma a causa di una imprevedibile emergenza totale.

Tuttavia, il decreto Cura Italia varato dal governo Conte proprio a causa dell’emergenza coronavirus prevede una deroga alla norma comunitaria sul rimborso totale stabilendo che gli operator possano emettere un voucher entro 30 giorni dalla richiesta del consumatore. Riassumendo, dunque, per vacanze annullate il governo italiano ha previsto per gli operatori la possibilità di emettere voucher da usare entro un anno e in tutti i casi, cioè sia nei casi di vacanze annullate con pacchetti viaggio, sia nei casi di biglietti aerei e di treni, sia nei casi di prenotazioni alberghiere.

Ma i clienti che chiedono il rimborso totale della spesa già sostenuta dovrebbero poter riavere i propri soldi. Sicuramente, stando a quanto anticipato, molti consumatori potrebbero decidere di fare causa a tour operator e albergatori, soprattutto nel caso di vacanze costose, ma anche a compagnie aeree se dovessero rifiutarsi di rimborsare e proporre voucher richiamando le norme ordinarie Ue.

Tuttavia, per ogni situazione bisognerebbe poi valutare la capacità dello stesso operator o albergatore di rimborsare il cliente della sua cifra perché se i soldi mancano comunque non si potrebbe procedere realmente al rimborso dovuto.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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