Risarcimento a lavoratori in nero cosa viene riconosciuto tra importi, contributi e diritti

Il punto di partenza è l'assenza di una busta paga ovvero il pagamento in contanti, lontano dagli occhi del fisco. Si tratta di una irregolarità in relazione a tasse e contributi.

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Lavoratori in nero, quale risarcimento viene riconosciuto?

Nel caso di lavoro in nero ovvero di impiego senza contratto e senza inquadramento formale scatta il diritto al risarcimento. Non solo di tutte le somme che sarebbero spettate al lavoratore sulla base del Ccnl applicato. ma anche su tutte le altre voci accessorie e collegate. Pensiamo quindi alla tredicesima mensilità ed eventualmente alla quattordicesima. Così come al Trattamento di fine rapporto e ai contributi previdenziali.

Si parla con sempre maggiore frequenza di lavoratori in nero ovvero coloro che svolgono una prestazione lavorativa e sono privi di un contratto di lavoro ovvero di un contratto per fornire un servizio.

Come vedremo in questo articolo, il datore di lavoro va incontro a pesantissime sanzioni, proporzionate al numero delle irregolarità scoperte e alla durata della situazione di illegalità. Ma adesso vogliamo metterci nei panni dei lavoratori per sapere quali sono i diritti ovvero se e quando scatta il risarcimento e quali eventuali conseguenze ci sono per importi e contributi.

Il punto di partenza è l'assenza di una busta paga ovvero il pagamento in contanti, lontano dagli occhi del fisco. Si tratta di una irregolarità sia per le tasse non versate e sia per il mancato pagamento dei contributi. Ed eventualmente anche per truffa ai danni dello Stato nel caso di percezione dell'assegno per disoccupati. Vediamo quindi

  • Lavoratori in nero, quale risarcimento viene riconosciuto
  • Diritti, importi e contributi per i lavoratori in nero

Lavoratori in nero, quale risarcimento viene riconosciuto

Al di là delle attività criminose ci sono numerose forme di lavoro irregolare. Pensiamo ad esempio al lavoro che formalmente è regolare, ma che contiene in realtà un orario di lavoro differente, o una parte del pagamento fuori contratto (se non inferiore rispetto a quanto indicato in busta paga) o un inquadramento diverso dalle mansioni realmente esercitate.

Al di là della retribuzioni, nel caso di ricorso al lavoro in nero si configura il mancato rispetto delle norme relative ai versamenti previdenziali o assicurativi ovvero delle disposizioni contenute nei vari Contratti Collettivi nazionali di lavoro esistenti in Italia (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) in riferimento a lavoro straordinario, ferie, riposi e malattie. Ma anche rimborsi spese, indennità, tempi di spostamento.

Nel caso di lavoro in nero ovvero di impiego senza contratto e senza inquadramento formale scatta il diritto al risarcimento. Non solo di tutte le somme che sarebbero spettate al lavoratore sulla base del Ccnl applicato. ma anche su tutte le altre voci accessorie e collegate.

Pensiamo quindi alla tredicesima mensilità ed eventualmente alla quattordicesima. Così come al Trattamento di fine rapporto e ai contributi previdenziali. In buona sostanza ha diritto a percepire tutte le differenze retributive. La regola generale prevede che in caso di lavoro in nero è il datore a trovarsi in una situazione di irregolarità mentre il lavoratore ha gli stessi diritti di chi è assunto regolarmente.

Più precisamente, va incontro a una sanzione da un minimo 1.800 euro e fino a un massimo 10.800 euro per lavoro nero di non oltre 30 giorni; a una sanzione da un minimo di 3.600 euro a un massimo di 21.600 euro per lavoro in nero di non oltre 60 giorni; a una sanzione da un minimo di 7.200 euro a un massimo di 43.200 euro per lavoro in nero di oltre 60 giorni.

Diritti, importi e contributi per i lavoratori in nero

Il riconoscimento dei diritti del lavoratore in nero ovvero importi e contributi non versati non è automatico. Alla base c'è la scoperta della situazione di irregolarità da parte dell'Ispettorato del lavoro o della Guardia di finanza nell'ambito dei propri poteri, a cui segue il contraddittorio tra le parti. In ogni caso, il lavoratore in nero può preparare il terreno raccogliendo le prove necessario.

Ad esempio annotando le somme ricevute come compenso e le ore di lavoro, facendo le copie di tutti i fogli orari, firme giornaliere, piano ferie che testimoniano la presenza costanza in ufficio o in azienda.

Ricordando che è sempre preferibile fare la causa insieme a altri colleghi perché una denuncia collettiva ha un peso maggiore, meglio parlare con il datore di lavoro in compagnia di un collega in qualità di testimone.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il