Risarcimento danni se si viene traditi. Quando è possibile. Casi e condizioni

Quando è previsto che il coniuge che tradisce debba pagare il risarcimento danni al coniuge tradito: casi e regole da seguire

Risarcimento danni se si viene traditi. Quando è possibile. Casi e condizioni

Quando si viene traditi si può chiedere il risarcimento danni?

Nel momento in cui uno dei due coniugi, marito o moglie che sia, tradisce l’altro e viene scoperto, perdere diversi diritti, ottiene l’addebito della fine dell’unione coniugale e in alcuni casi deve anche pagare il risarcimento danni al coniuge tradito ma solo nei casi in cui sussistano una serie di condizioni, non sempre, dunque.

 

Quando uno dei coniugi, marito o moglie che sia, scopre il tradimento da parte dell’altro coniuge, fatto che determina la fine del matrimonio può addebitare la responsabilità della fine dell’unione coniugale al coniuge che tradisce che perde diversi diritti nei casi di separazione ma che, stando a quanto stabilito, in alcuni casi è anche tenuto al pagamento del risarcimento danni nei confronti del coniuge tradito.

Risarcimento danni morali per separazione

Tradire il coniuge, secondo la legge italiana, significa violare i doveri coniugali e se la moglie scopre il tradimento del marito o viceversa addebito e responsabilità sono a suo carico e alla moglie che tradisce non tocca percepire nemmeno l’assegno di mantenimento. Oltre all’addebito per la fine dell’unione coniugale, però, il coniuge tradito può anche chiedere un risarcimento danni ma solo se si soddisfano alcune condizione.

E’ bene innanzitutto chiarire che il tradimento non permette di per sé di chiedere un risarcimento del danno a meno che non abbia provocato una lesione alla dignità personale e del decoro, del diritto alla salute, o alla privacy del coniuge. Per esempio, il tradimento può portare ad un risarcimento danni se il coniuge tradito a causa di uno stato di depressione certificato ha perso giornate di lavoro o è stato costretto a lasciare il luogo dove prima viveva.

Il risarcimento del danno per tradimento sussiste, dunque, sono se il comportamento dello sposo fedifrago provoca danni gravi risarcibili, come disturbi psichici risentiti dal coniuge tradito che hanno leso la sfera della dignità e relazionale.

Divorzio risarcimento danni morali

Secondo la Corte Cassazione il coniuge tradito ha il diritto al risarcimento del danno, in quanto la violazione degli obblighi coniugali è idonea a integrare un vero e proprio illecito civile, oltre che morale, dei doveri derivanti dall'unione e, dunque, nei casi di tradimento il coniuge tradito che dimostri di trovarsi in particolari condizioni psico-fisiche può richiedere un risarcimento per danni morali.

Domanda di risarcimento danni nel giudizio di divorzio

La domanda di risarcimento danni nel giudizio di divorzio si può, dunque, presentare solo se il tradimento ha pregiudicato dignità e onore di uno dei due coniugi e deve essere provato.

Questa posizione è stata recentemente ribadita dalla Corte di Cassazione, che ha specificato come mentre l’assegno di mantenimento serve a sostenere il coniuge con il reddito più basso, il risarcimento del danno viene richiesto dal coniuge tradito per avere giustizia a causa del comportamento gravemente lesivo dell’ex ma per ottenerlo è necessario provare il fatto ma non solo. Lo stesso fatto deve essere particolarmente grave.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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