Risarcimento morale per incidente auto più difficile da avere dopo ultima sentenza Cassazione 2020

Le cosiddette Tabelle milanesi sono il punto di riferimenti per l'individuazione dei valori standard di liquidazione del danno biologico sulla base della gravità della lesione.

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Incidente auto, perché il risarcimento morale più difficile?

La sentenza della Corte di Cassazione interviene su un aspetto specifico ovvero mette nero su bianco che il risarcimento morale è una componente diversa dal danno biologico e va quindi verificata caso per caso senza alcun automatismo. In pratica diventa più difficile da dimostrare e dunque da ottenere. La parola chiave da non perdere di vista è proprio dimostrazione perché spetta all'automobilista coinvolto nell'incidente produrre tutte le prove del caso.

Non ci sono solo le norme in materia a regolamentare il risarcimento nel caso di incidente auto, anche nel caso in cui ci sia di mezzo il cosiddetto risarcimento morale. I tribunali intervengono spesso e volentieri sulla materia poiché capita di frequente che in seguito ai sinistri stradali le parti in causa chiedono chiarimenti ai giudici.

A fissare i punti fermi è in particolare la Corte di Cassazione con l'ultima sentenza in materia che ha rappresentato un importante precedente giudiziario che è andata in parte in una direzione opposta rispetto a disposizioni acquisite. Vediamo quindi

  • Incidente auto, risarcimento morale più difficile
  • Sentenze della Cassazione su risarcimento per incidente auto

Incidente auto, risarcimento morale più difficile

Le cosiddette Tabelle milanesi sono il punto di riferimenti per l'individuazione dei valori standard di liquidazione del danno biologico sulla base della gravità della lesione alla integrità psico-fisica e all'età del danneggiato.

Prevedono la liquidazione del danno morale in misura variabile tra un quarto e un mezzo dell'importo liquidato a titolo di danno biologico. Ma anche la personalizzazione del danno biologico con incremento fino al 30% dei valori standard in relazione alle condizioni soggettive del danneggiato.

Le Tabelle del Tribunale di Milano sono un vero e proprio schema in colonne e righe rispetto a cui occorre individuare la propria posizione per conoscere l'importo corrispondente.

L'importante sentenza della Corte di Cassazione interviene su un aspetto specifico ovvero mette nero su bianco che il risarcimento morale è una componente diversa dal danno biologico e va quindi verificata caso per caso senza alcun automatismo.

In pratica diventa più difficile da dimostrare e dunque da ottenere. La parola chiave da non perdere di vista è proprio "dimostrazione" perché spetta all'automobilista coinvolto nell'incidente produrre tutte le prove del caso.

Sentenze della Cassazione su risarcimento per incidente auto

In questo contesto, l'Osservatorio sulla Giustizia civile del Tribunale di Milano ha suggerito i criteri orientativi per la liquidazione del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale. Queste tabelle sono state indicate dalla Corte di Cassazione quale unico criterio di riferimento per la liquidazione del danno non patrimoniale. Il quadro indicato è il seguente:

  • risarcimento danno non patrimoniale a favore di ciascun genitore per la morte di un figlio da 154.350,00 euro a 308.700,00 euro
  • risarcimento danno non patrimoniale a favore del figlio per la morte di un genitore da 154.350,00 euro a 308.700,00 euro
  • risarcimento danno non patrimoniale a favore del coniuge (non separato) o del convivente sopravvissuto da 154.350,00 euro a 308.700,00 euro
  • risarcimento danno non patrimoniale a favore del fratello per la morte di un fratello da 22.340,00 euro a 134.040,00 euro
  • risarcimento danno non patrimoniale a favore del nonno per la morte di un nipote da 22.340,00 euro a 134.040,00 euro

In passato la stessa Corte di Cassazione aveva indicato le tabelle milanesi il criterio base per la liquidazione del danno alla persona.

Secondo i giudici, l’osservazione della giurisprudenza di merito mostra marcate disparità non solo nei valori liquidati a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale da lesione dell’integrità psicofisica, ma anche nel metodo utilizzato per la liquidazione.

Taluni uffici giudiziari si avvalgono - avevano messo nero su bianco - del criterio equitativo puro, altri liquidano il danno in esame con il sistema a punto, prevalentemente ricavato dalla media delle precedenti decisioni pronunciate in materia; alcuni liquidano unitariamente il danno non patrimoniale e altri distinguono più voci; taluni pongono un tetto massimo e uno minimo alla personalizzazione del risarcimento, altri non lo fanno.

Pure sul piano dei valori tabellari di punto si registrano divergenze assai accentuate, che di fatto danno luogo ad una giurisprudenza per zone, difficilmente compatibile con l’idea stessa dell’equità, nel senso che sarà appresso chiarito.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il