Rivalutazione pensioni 2017: come funziona?

Cosa si intende per rivalutazione delle pensioni, chi ne beneficia e cosa prevede la legge: regole e norme da conoscere per rivalutazione 2017

Rivalutazione pensioni 2017: come funziona?

Cosa si intende per rivalutazione delle pensioni?

La rivalutazione delle pensioni è quel sistema che permette di perequare, rivalutare, appunto, l’importo dell’assegno pensionistico finale legato all’inflazione, adeguandone il valore all’aumento del costo della vita secondo quanto indicato dall’Istat. E’, in sostanza, un aumento della pensione finale che dipende dalle indicazioni Istat e che scatta automaticamente.

 

La rivalutazione delle pensioni è sempre stato nel nostro Paese un sistema automatico che allo scattare di ogni anno prevedeva una scatto del valore dell’importo degli assegni dei pensionati, in base a quanto indicato dall’Istat. Ma con l’entrata in vigore dell’attuale riforme delle pensioni, il sistema di rivalutazione automatica delle pensioni è stato bloccato per coloro che percepivano un assegno tre volte superiore al minimo Inps, mentre le pensioni di importo inferiore sono state regolarmente adeguate all’inflazione (+ 2,7% nel 2012 e + 3% nel 2013).

Rivalutazione delle pensioni: come funziona il sistema

Dal primo gennaio 2014, la legge 147/2013, ha introdotto un sistema di rivalutazione suddiviso in cinque fasce, prorogato dalla Legge di Stabilità 2016 (208/2015) fino al prossimo 31 dicembre 2018. Il sistema della rivalutazione prevede generalmente:

  1. per le pensioni di importo fino a tre volte il trattamento minimo l’adeguamento in misura piena al 100%;
  2. per le pensioni di importo superiore e fino a 4 volte il trattamento minimo l’adeguamento al 95%;
  3. per le pensioni di importo superiore e fino a 5 volte il minimo l’adeguamento al 75%;
  4. per le pensioni di importo superiore a 5 volte il minimo l’adeguamento che scende al 50%;
  5. per le pensioni di importo superiore a 6 volte il trattamento minimo Inps l’adeguamento al 45%.

La Corte Costituzionale con la sentenza 70/2015 ha dichiarato incostituzionale il blocco della rivalutazione automatica delle pensioni previsto dalla Legge Fornero sui trattamenti superiori a 3 volte il minimo e il governo Renzi, con il decreto legge 65/2015 (poi legge 109/2015), ha stabilito una rivalutazione parziale e retroattiva solo dei trattamenti ricompresi tra 3 e 6 volte il minimo Inps lasciando sostanzialmente confermato il blocco biennale sui trattamenti superiori a 6 volte il minimo Inps.

Rivalutazione delle pensioni 2017: come funziona
 

Per l’effettiva rivalutazione del valore delle pensioni è necessario applicare il tasso di inflazione annua e nel 2017 sia il tasso di inflazione definitivo relativo allo scorso anno sia il tasso provvisorio relativo ai primi 9 mesi del 2016 è risultato pari a zero e ciò significa che gli assegni in pagamento dal primo gennaio 2017 non sono soggetti ad alcun cambiamento, il che, tradotto in termini pratici, significa che la percentuale di rivalutazione delle pensioni nel 2017 è pari allo 0% per tutte le fasce di importo pensionistico. L’indice Istat relativo all’inflazione 2016 è, dunque, risultato negativo e, pertanto, all’1 gennaio 2017 non è stato riconosciuta alcuna rivalutazione delle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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