Rivalutazione tfr: quando è prevista e come si calcola

Come si effettua la rivalutazione del Tfr e come si calcola: regole e tutto ciò che c’è da sapere per somma finale

Rivalutazione tfr: quando è prevista e come si calcola

Cos'è e come funziona il Tfr?

Il Tfr è il Trattamento di Fine Rapporto, prestazione economica che viene erogata al lavoratore nel momento in cui termina, per qualsiasi motivo, un rapporto di lavoro. La somma di Tfr spettante all’atto della cessazione del rapporto lavorativo deriva dalla somma della retribuzione annua divisa un montante che ogni anno deve essere rivalutato in base all’indice di rivalutazione stabilito in misura pari al 75% dell’inflazione più 1,5% fisso.

 

Il Tfr Trattamento di fine rapporto, liquidazione dovuta ad ogni lavoratore dipendete al momento della cessazione di un rapporto lavorativo, può essere richiesto anche in anticipo rispetto al momento della cessazione di lavoro a condizione, però, che si siano compiuti almeno 8 anni di anzianità lavorativa e non può essere superiore al 70% di quanto maturato.

Anticipo del Tfr: come richiederlo

E’ possibile richiedere il Tfr in anticipo:

  1. se si sono maturati almeno 8 anni di anzianità lavorativa;
  2. se la richiesta di anticipo è stata presentata una sola volta;
  3. giustificando eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche; o congedi per astensione facoltativa di maternità, formazione e formazione continua anche aziendale; o spese relative all’acquisto della prima casa di abitazione o ristrutturazione straordinaria della casa di proprietà.

Il lavoratore può presentare domanda di anticipo del Tfr direttamente al datore di lavoro compilando l'apposito modulo necessario.

Rivalutazione Tfr: quando è prevista e come si calcola

La somma che si riscuoterà una volta cessato il rapporto di lavoro dipende dalle quote di Tfr accantonate ogni anno da rivalutare in base ad un tasso variabile. Si tratta del coefficiente di rivalutazione della quota di Tfr che viene calcolato partendo dall’indice dei prezzi al consumo Istat per le famiglie di operai e impiegati, diffuso ogni mese dall’Istituto di statistica, escludendo i tabacchi lavorati. Stando a quanto stabilito dalla legge, infatti, il trattamento di fine rapporto, con esclusione della quota maturata nell’anno, aumenta, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso costituito dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’Istat, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.

Per la rivalutazione del Tfr, che è prevista alla fine di ogni anno calcolando l'ammontare della somma accumulata partendo dal 31 dicembre dell'anno precedente, l’aumento dell’indice Istat da considerare è quello che risulta nel mese di cessazione del rapporto di lavoro rispetto a quello di dicembre dell’anno precedente. La rivalutazione del Tfr si calcola sulla differenza in percentuale tra l’indice dei prezzi al consumo del mese di dicembre dell’anno precedente e quello del mese in cui si effettua la rivalutazione. Poi si calcola il 75% della differenza a cui si aggiunge mensilmente un tasso fisso di 0,125 (che su base annua è di 1,5%) e dalla somma tra il 75% e il tasso fissorisulta il coefficiente di rivalutazione per il calcolo del Tfr.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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