Rol, riduzione orario di lavoro. Come funzionano, regole aggiornate

Cosa sono i Rol, a chi spettano e come funzionano: tutto quello che c’è da sapere, informazioni e chiarimenti su retribuzioni

Rol, riduzione orario di lavoro. Come funzionano, regole aggiornate

Cosa sono i Rol?

 I Rol (riduzione orario di lavoro) sono permessi retribuiti che spettano ai lavoratori subordinati e disciplinati da regole precise e determinati su base annua e in base alle mansioni svolte dal lavoratore.

 

I Rol sono permessi riconosciuti ai lavoratori dipendenti subordinati per la riduzione dell’orario di lavoro che permettono di astenersi dal lavoro senza perdere la propria retribuzione e rientrano, dunque, tra i permessi retribuiti, come quelli riconosciuti per le ex festività. La riduzione dell’orario di lavoro Rol viene calcolata su base annua e in base alle mansioni svolte dal lavoratore.

Come funzionano i Rol

I Rol, riduzione orario di lavoro, sono permessi che il dipendente matura ogni mese e di cui può usufruire sempre nei casi di necessità, fermo restando la compatibilità con le esigenze lavorative o aziendali, senza perdere la retribuzione. La quantità di Rol di cui può usufruire un lavoratore ogni anno dipende dal Ccnl di riferimento e dipende anche da inquadramento e mansioni che il lavoratore svolge.

In generale, comunque, stando alle regole aggiornate, hanno diritto ai Rol i lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato o indeterminato, ma a condizione di svolgere un lavoro a tempo pieno, cioè per le classiche otto ore al giorno.

Per esempio, il Ccnl Terziario stabilisce che il dipendente ha diritto a 56 ore di permesso ogni anno nel caso di lavoratore di un’azienda con più di 15 lavoratori e a 72 ore di permesso ogni anno nel caso di lavoratore di un’azienda con più di 15 dipendenti.

Per sapere quanti a quanti Rol si ha diritto basta semplicemente consultare la propria busta paga dove è riportata proprio la voce Rol, sia nella dicitura ‘maturati’, sia nella dicitura ‘goduti’, sia nella dicitura saldo, che indica quelli restanti e disponibili per il mese successivo.

Come si usano i Rol

Stando alle regole aggiornate, è possibile usufruire dei Rol sia in maniera individuale sia collettivamente. Nel primo caso, il singolo lavoratore può usufruire dei Rol da 4 a 8 ore fino alla concorrenza di uno o più giorni lavorativi; nel caso, invece, di uso collettivo dei Rol si prevede una vera e propria riduzione per tutti i lavoratori su base giornaliera o settimanale in base a settori di lavoro e casi.

Rol, ferie e permessi: differenze

Essendo permessi retribuiti i Rol potrebbero essere facilmente confusi con i permessi retribuiti spettanti ai lavoratori previsti dai diversi Ccnl. In realtà, esistono differenze tra Rol, ferie e permessi retribuiti: differenza del diritto alle ferie, previsto dalla Costituzione e dalla legge, così come i permessi, i Rol sono un diritto di fonte contrattuale, sono cioè i contratti collettivi nazionali di lavoro che prevedono, in maniera differente, il diritto dei dipendenti di fruire dei Rol.

Se, dunque, le parti del rapporto di lavoro non applicano alcun contratto collettivo nazionale di lavoro, per il lavoratore dipendente non sarà previsto il diritto di fruire di Rol.

E’ bene, inoltre, precisare che a differenza di ferie e permessi che si possono fruire quando si vuole, accumulare e in alcuni casi possono essere monetizzati, i Rol hanno una scadenza che solitamente è prevista dopo 12 o 24 mesi dalla loro maturazione, anche se ogni Ccnl può prevedere scadenze diverse.

Trascorso il periodo indicato, il lavoratore non può più beneficiare dei Rol e in tal caso il datore di lavoro ha l’obbligo di pagare i ROL non goduti nella busta paga successiva alla scadenza e l’indennità è pari alla retribuzione ordinaria del dipendente nelle ore di Rol. Sono comprese nei Rol anche le indennità per festività non godute.

Per fare un esempio concreto, se le ore di Rol di cui il lavoratore non ha usufruito sono 10 e la retribuzione oraria del dipendente è di 12 euro, l’azienda deve versare 120 euro in busta paga al dipendente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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