Rumori condominio fastidiosi causati da bambini. Cosa fare

Quando i bambini superano i livelli di tollerabilitÓ di un rumore e provocano fastidi in condominio: cosa possono fare i condomini e cosa dice la legge

Rumori condominio fastidiosi causati da bambini. Cosa fare

Cosa fare nel caso di rumori fastidiosi in condominio provocati dai bambini?

Se i condomini avvertono rumori fastidiosi provocati dai bambini, possono prima chiedere ai genitori, ragionevolmente, di vigilare perché i figli non esagerino con comportamenti esagerati e rumorosi e, in caso di recidiva e situazioni persistenti, possono intraprendere anche vie legali. Nulla si può fare, invece, nel caso di pianto di bambini neonati.

 

Quando si vive in un condominio capita spesso di dover aver a che fare con vicini rumorosi o con rumori che fino ad un certo limite bisogna sopportare senza poter dire o far nulla, se non chiedere gentilmente ai condomini rumorosi di evitare troppi schiamazzi.

Molti problemi possono sorgere in presenza di bambini particolarmente vivaci o anche in presenza di cani che abbiano continuamente disturbando la quiete del condominio. Cosa fare nel caso di rumori fastidiosi in condominio provocati dai bambini?

  • Rumori condominio fastidiosi dei bambini: cosa si può fare
  • Cosa fare in caso di pianto del bambino in condominio
  • Rumori fastidiosi in condominio: quando i bambini superano livelli di tollerabilità

Rumori condominio fastidiosi dei bambini: cosa si può fare

Capita spesso che il rumore fastidioso in condominio sia dovuto a bambini che giocano e magari alzano il tono di voce o provocano rumori molto forti. Per poter effettivamente fare qualcosa, è necessario, come accade per ogni altro genere di rumore molesto che si percepisce in un condominio, bisogna che i rumori provocati dai bambini siano superiori alla soglia di normale tollerabilità e siano un reato di disturbo della quiete pubblica.

Nel caso in cui si tratti di rumori fastidiosi ma non particolarmente forti, nel caso in cui dovessero ripetersi in maniera costante, l’unica cosa che si può fare è chiedere ai genitori, in maniera ragionevole, di cercare di evitare che i loro figli perseverino in determinati comportamenti in condominio che possono recare disturbo.

Se poi i condomini genitori non si dimostrano particolarmente propensi all’aiuto per i condomini che hanno chiesto un po’ di silenzio e meno rumori, allora si possono intraprendere anche strade legali. Ma si tratta di casi estremi.

Fermo restando che la Corte Suprema ha sancito che tocca ai genitori controllare i figli affinchè il loro comportamento non disturbi altre persone in condominio, nel caso in cui si accerti che fastidi e rumori oltre la soglia di tollerabilità e continui, i genitori che rischiano una multa fino a 309 euro.

Rumori fastidiosi bambini in condominio: cosa fare in caso di pianto

Se per i rumori molesti e fastidiosi in condominio causati da bambini che giocano sono previste regole dalla legge, questa stessa non dice nulla per quanto riguarda il pianto del bambino che, contrariamente ai rumori provocati dai bambini volutamente e che sono evitabili, rappresenta una situazione diversa ed estrema in cui non si può intervenire con la legge.

Se, infatti, il pianto di un neonato sveglia il vicino, difficilmente un giudice può prevedere qualche tutela per il vicino, innanzitutto perché non ci sono sistemi e soluzioni per evitare che un neonato pianga, e in secondo luogo perché si tratta di un ‘fastidio’ che si risolve naturalmente con il tempo. Man mano che, infatti, il bambini cresce automaticamente il pianto neonatale dovrebbe passare.

Rumori fastidiosi in condominio: quando i bambini superano livelli di tollerabilità

La Corte di Cassazione ha chiaramente spiegato che per dimostrare che i rumori dei vicini sono particolarmente fastidiosi e superano il normale livello di tollerabilità devono essere rilevati con apposite apparecchiature o, in alternativa, essere confermati da testimoni.

I testimoni possono essere altri condomini che risiedano in appartamenti che si trovano non troppo vicini a quello da cui provengono i rumori ma che comunque li percepiscono come fastidiosi.

Gli strumenti tecnici che permettono di dimostrare che i rumori superano il livello di normale tollerabilità sono:
perizie, che si devono eseguire a proprie spese, con l’intervento delle strutture pubbliche (solitamente l’Arpa o l’Asl) che verificano con apposite apparecchiature i livelli di rumorosità con una certificazione che ha valore di atto pubblico;
accertamento tecnico preventivo che si richiede al giudice, nominando un tecnico specializzato che determini il livello dei rumori.

E’ bene, inoltre, precisare che i limiti da rispettare e quelli eccessivi che provocano i cosiddetti rumori fastidiosi non sono universali ma vengono definiti dal cosiddetto criterio comparativo, cioè in base a:

  • zona in cui si trova il condominio;
  • quanti abitanti vi sono;
  • ubicazione dell’appartamento;
  • continuità del rumore.

Si tratta di elementi essenziali da considerare per definire un rumore tollerabile o meno perché un’aspirapolvere passata in un appartamento in pieno centro città alle 9 del mattino quando c’è il caos per strada di chi corre a lavoro o a scuola non ha lo stesso effetto di un’aspirapolvere passata alle 9 del mattino in un tranquillo e silenzioso condominio della periferia di campagna, desolata e verde, dove anche il fruscio degli alberi si avverte come rumore quasi.

Per i limiti di rumorosità entro cui rimanere, generalmente si prende come punto di riferimento il rumore di fondo della zona, cioè quella serie di suoni vari che sono continui e caratteristici di una determinata zona, e si confronta il livello medio del rumore di fondo con quello del rumore rilevato nel luogo soggetto alle immissioni e si verifica se sia o meno tollerabile.

Stando a quanto stabilito dalla Cassazione, il rumore è considerato intollerabile quando emerge un aumento dell’intensità del livello medio del rumore di fondo di oltre 3 decibel, solitamente considerato il limite massimo accettabile di incremento del rumore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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