Rumori fastidiosi condominio, regole e leggi aggiornate con recenti Sentenze Cassazione

Cosa fare in caso di rumori fastidiosi continui e perseveranti nel nostro condominio: tutto quello che c’è da sapere e regole

Rumori fastidiosi condominio, regole e leggi aggiornate con recenti Sentenze Cassazione

Cosa può fare un condominio disturbato dai vicini rumorosi?

Il condomino particolarmente disturbato nella sua tranquillità dai rumori fastidiosi del condominio ha due possibilità di risolvere il problema, o rivolgersi all’assemblea condominiale lamentando i rumori continui o ricorrere alla legge.

 

Cosa fare in caso rumori fastidiosi dei vicini o di altri appartamenti e case del condominio? E’ possibile agire eventualmente contro i vicini troppo rumorosi solo nel caso in cui i rumori sono considerati molesti. Per definizione, vengono considerati molesti i rumori che ledono e disturbano fortemente la normale tranquillità di un gruppo di persone e il cui limite di tollerabilità è stabilito a discrezione dal giudice in base a caratteristiche della zona, ore, abitudini degli abitanti, ecc; i rumori che hanno una forte intensità e che disturbano la qualità della vita del condominio.

Rumori fastidiosi condominio: leggi aggiornate secondo Cassazione

Che siano musica o televisione ad altro voluto, continuo abbaiare del cane, rumore dei tacchi anche in tardi orari notturni o il trapano usato magari alle tre del pomeriggio, si tratta in ogni caso di rumori considerati molesti e che disturbano particolarmente i vicini.

Stando a quanto previsto da recenti sentenze dalla Cassazione, perché si possa procedere con sanzioni nei confronti di condomini rumorosi è necessario che i rumori prodotti arrechino effettivo ed eccessivo disturbo alla quiete e a più occupazioni, non solo, dunque, agli occupanti dell’appartamento sovrastante o sottostante la fonte del rumore, ma anche altre abitazioni. Se i rumori risultano effettivamente troppo molesti da disturbare un gruppo indeterminato di persone di un condominio, allora si può procedere con eventuali sanzioni.

Secondo le leggi aggiornate derivanti da una recente sentenza della Cassazione, il giudice può avere facoltà di imporre che i rumori fastidiosi e molesti vengano eliminati. Questo può accadere quando i rumori turbano più inquilini di un condominio e il giudice può ordinare che, insieme all’immediata rimozione della fonte di rumore, si adottino anche piccoli accorgimenti per evitare che il problema possa in seguito riproporsi.

Se, però, i rumori considerati fastidiosi turbano solo e soltanto il vicino di casa, secondo la Cassazione, non sussiste alcuna responsabilità penale perché, sempre come stabilito dalla Corte, perché vi sia reato rumori e schiamazzi devono superare il normale limite di tollerabilità e il rumore che disturba effettivamente deve essere lamentato da un numero indeterminato di persone.

Cosa può fare un condomino disturbato da rumori molesti

Considerando le situazioni appena riportate che, secondo la Cassazione, devono verificarsi perché effettivamente sussista la condizione di rumore molesto e fastidioso da contestare, al loro manifestarsi il condomino disturbato dai rumori può chiedere all’amministratore di condominio di convocare un’assemblea condominiale straordinaria per esporre il problema e cercare una soluzione.

Altra possibilità è quella di ricorrere alla legge: se, infatti, l’assemblea conferma i rumori molesti, prevede una sanzione con una delibera impugnabile entro 30 giorni dall’approvazione.

La sanzione prevede una multa fino a 200 euro, che in caso di recidiva può arrivare anche a 800 euro. Se la sanzione non si pone come soluzione del problema e i rumori molesti e fastidiosi perseverano, entrano in ballo le sanzioni previste dal codice penale che prevedono l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 309 euro.

Per arrivare a questo punto, però, deve essere provato che i rumori superano in maniera continua e costante i limiti della normale tollerabilità, che diano fastidio ad un certo numero di condomini, e avviare una procedura legale, per cui è il giudice che interviene e decide sanzioni eventuali ordina la cessazione dei rumori e l’adozione di misure necessarie perché non si verifichino più i rumori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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