Rumori molesti in condominio, cosa si può fare. Come difendersi

Cosa fare se nel proprio condominio si viene disturbati da continui rumori molesti: cosa prevede la legge e come agire

Rumori molesti in condominio, cosa si può fare. Come difendersi

Cosa fare in caso di rumori molesti nel proprio condominio?

Se si viene ripetutamente disturbati da rumori molesti in condominio, si può innanzitutto richiamare il condomino che provoca tali rumori e se non dovesse bastare rivolgersi all’assemblea condominiale e in ultima istanza alla legge

 

Perché i rumori di un condominio siano molesti e si possa fare concretamente qualcosa è necessario che gli stessi rumori fastidiosi superino limiti stabiliti e che diano fastidio non ad un condomino ma a più condomini, in modo da costituire un gruppo di persone che possono in tal modo chiedere all’amministratore di condominio di convocare un’assemblea condominiale straordinaria per discutere del problema e definire una soluzione.

Se il condomino che provoca rumori fastidiosi dopo essere stato gentilmente richiamato dal vicino di casa infastidito persevera, allora in più condomini si può chiedere all’amministrazione la convocazione dell’assemblea condominiale straordinaria e se anche dopo tale assemblea nulla dovesse cambiare, c’è la possibilità di ricorrere alla legge.

Rumori molesti condominio come difendersi

Per difendersi, dunque, dai rumori fastidiosi del condominio ci si rivolge all’amministratore che convoca eventualmente l’assemblea straordinaria e se l’assemblea conferma i rumori molesti, scatta una sanzione con una delibera impugnabile entro 30 giorni dall’approvazione. La sanzione prevede una multa fino a 200 euro, che in caso di recidiva può arrivare anche a 800 euro.

Se la sanzione non risolve il problema e i rumori molesti perseverano, entrano in ballo le sanzioni previste dal codice penale che prevedono l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 309 euro. Questa sanzioni, però, scattano solo se si prova che i rumori superano in maniera continua e costante i limiti della normale tollerabilità, infastidendo più condomini. In questi casi è il giudice che interviene con sanzioni e ordinando che i rumori cessino, adottando, se necessario, misure che evitino che i rumori molesti stessi continuino.

Rumori molesti in condominio ecco i limiti da rispettare

La Corte di Cassazione con una recente sentenza ha spiegato che per dimostrare che i rumori del vicino hanno superato il normale livello di tollerabilità devono esserci testimoni soprattutto se l’intollerabilità dei rumori non può essere verificata con apposite apparecchiature, precisando che i testimoni possono essere altri condomini che risiedano in appartamenti, però, situati non troppo vicini a quello da cui provengono i rumori ma che comunque li percepiscono come molesti e fastidiosi.

Per dimostrare che i rumori superano il livello di normale tollerabilità si possono far eseguire perizie, a proprie spese, con l’intervento delle strutture pubbliche (solitamente l’Arpa o l’Asl) che verificano con apposite apparecchiature i livelli di rumorosità con una certificazione che ha valore di atto pubblico o si può chiedere al giudice un accertamento tecnico preventivo, nominando un tecnico specializzato che determini il livello dei rumori.

I limiti da rispettare e quelli superiori che causano automaticamente rumori molesti non sono universali ma vengono definiti dal cosiddetto criterio comparativo e vale a dire in base alla zona, a quanti abitanti vi sono, ubicazione dell’appartamento, continuità del rumore.

Chi vive, infatti, in centro città dove i rumori cittadini sono spesso assordanti difficilmente sente l’aspirapolvere passata alle 9 del mattino, cosa che invece avverte chiaramente e in maniera fastidiosa chi vive fuori città magari in una zona verde, desolata e silenziosa dove anche piccoli rumori se continuativi possono diventare intollerabili.

Per i limiti di rumorosità da rispettare si prende come punto di riferimento il rumore di fondo della zona, cioè quella serie di suoni vari che sono continui e caratteristici di una determinata zona, e per valutare la tollerabilità del rumore si confronta il livello medio del rumore di fondo con quello del rumore rilevato nel luogo soggetto alle immissioni e si verifica se sia o meno tollerabile.

Il rumore, secondo i giudici, è intollerabile quando emerge un aumento dell’intensità del livello medio del rumore di fondo di oltre 3 decibel, solitamente considerato il limite massimo accettabile di incremento del rumore.

Regolamento condominiale rumori bambini

Può capitare che a volte il rumore molesto sia generato dai bambini che giocano tra loro e in questo caso, sempre accertato che i rumori provocati dai bambini siano superiori alla soglia di normale tollerabilità e siano un reato di disturbo della quiete pubblica, sono i genitori che rischiano un’ammenda fino a 309 euro o l’arresto fino a tre mesi.

La Corte Suprema ha esaminato il caso di due genitori condannati a pagare una multa perché gli schiamazzi dei loro bambini avevano disturbato un numero indeterminato di condomini e ha sancito che sono gli stessi genitori in queste situazioni ad avere l’obbligo di controllare i figli affinchè il loro comportamento non disturbi in maniera particolare e forte altre persone.

Rumori vicini di casa

I rumori dei vicini di casa possono spesso rivelarsi molesti e fastidiosi: può dare fastidio, infatti, una tv a tutto volume, o se si ascolta radio a volume sempre alto, o nel caso di tacchi che sentiamo camminare ad orari improbabili come alle 14 del pomeriggio o in tarda nottata, così come potrebbe dare fastidio un’aspirapolvere passata alle 7 del mattino di domenica o semplicemente le urla di vicini litigiosi.

In questi casi, secondo quanto stabilito dal codice civile, bisognerebbe sopportare tali rumori che sono considerati normali e tollerabili ma per difendersi da eventuali fastidi ci si può gentilmente rivolgere innanzitutto al vicino chiedendo magari di evitare volumi troppo alti o tacchi o altre abitudini che possono provocare fastidi.

Se il vicino non ‘ascolta’ il richiamo del condomino infastidito, quest’ultimo può procedere con una lettera di diffida e se nulla cambia ancora si può arrivare davanti al giudice che, nel caso di rumori troppo fastidiosi, può, insieme alla sanzione per il condomino rumoroso, prevede anche un risarcimento danni al condomino infastidito.

Rumori cani

Cosa fare nel caso in cui ad infastidire sia il continua abbaiare del cane del vicino? In questo specifico caso, la nuova riforma sul condominio (Legge 220/2012) stabilisce che non è possibile vietare in alcun modo la detenzione di animali domestici (art. 1138 c.c.) e se un cane abbaia continuamente in realtà non si può far nulla a meno che non si dimostri che il cane dia particolare fastidio a diversi condomini superando i limiti della tolleranza.

In questo caso bisogna fornire al giudice prove incontrastabili della situazione e documentare la gravità della situazione (art. 659 c.p.; art. 844 c.c.) anche ricorrendo a professionisti specializzati come i veterinari.

Orari condominiali 2019

E’ bene precisare che in ogni caso esistono orari condominiali da rispettare per la tranquillità e il silenzio dello stesso condominio. Gli orari condominiali 2019 di quiete pubblica sono quelli compresi tra le 13 e le 16 e tra le 21 e le 8 del mattino, anche in estate i tempi serali si allungano fino alle 23 e in tal caso un vicino che vuole dormire fino a tale orario non può reclamare nulla né lamentarsi.

Questi orari, tuttavia, sono molto indicativi perché poi ogni condominio stabilisce le sue regole e in tali casi gli orari possono essere differenti da condominio a condominio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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