Sanzioni disciplinari sul lavoro possibili secondo leggi 2020 e contratti nazionali

Le violazioni sono considerate causa di azione disciplinare. Anche la mancata conoscenza delle regole non è una ragione accettabile per il mancato rispetto delle disposizioni.

Sanzioni disciplinari sul lavoro possibi

Quali sono le sanzioni disciplinari sul lavoro?

Le sanzioni disciplinari sul lavoro sono, in ordine di gravità crescente, il rimprovero verbale, il rimprovero scritto, la multa, la sospensione, il trasferimento e il licenziamento.

Le disposizioni sulla condotta dei dipendenti sono estremamente importanti negli ambienti di lavoro. Le regole hanno lo scopo di promuovere il funzionamento ordinato ed efficiente delle aziende nonché di proteggere i diritti di tutti i dipendenti. Di conseguenza le violazioni devono essere considerate causa di azione disciplinare.

Anche la mancata conoscenza delle regole non è considerata una ragione accettabile per il mancato rispetto delle disposizioni. È responsabilità di ciascun dipendente conoscerle e rispettarle. Anche perché, come vedremo in questo articolo, il rischio che si corre è molto elevato.

In caso di violazione un dipendente è soggetto a sanzioni che possono arrivare fino al licenziamento incluso. Ai dipendenti è adesso vietato fare minacce o impegnarsi in attività violente che possono causare lesioni fisiche a un'altra persona.

Stessa cosa per comportamenti aggressivi, ostili o violenti, come l'intimidazione dei colleghi. Sono in genere condannati tutti gli atteggiamenti che propendono alla violenza possono includere discorsi belligeranti, discussioni o parolacce eccessive, sabotaggi delle proprietà dell'azienda, il rifiuto conclamato di seguire le politiche e le procedure adottate.

Sanzione disciplinare (se non oltre), nel caso di possesso di un'arma mentre si trova dei locali di lavoro. Vediamo quindi tutti i dettagli della normativa in vigore e quali sono i rischi reali per il dipendente tra

  • Quali sono le sanzioni disciplinari sul lavoro
  • Il lavoratore può opporsi alle sanzioni disciplinari

 

Quali sono le sanzioni disciplinari sul lavoro

Se il licenziamento è il provvedimento più drastico che il lavoratore può subire, le sanzioni disciplinari a cui può essere soggetto sono molto più numerose e variano in base alla gravità della condotta.

Senza dimenticare le particolarità contenute nel Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato tra quelli esistenti (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) ci sono alcune disposizioni generali comuni. Prevedono che le sanzioni disciplinari sul lavoro sono

  • rimprovero verbale: viene adottato nei casi più lievi e si tratta di un richiamo faccia a faccia che il datore o un suo incaricato effettua nei confronti del lavoratore
  • rimprovero scritto: definito anche censura o biasimo, nei contenuti è l'equivalente della precedente sanzioni, con la differenza che rimane traccia scritta del precedente
  • multa: è una vera e propria decurtazione dello stipendio di importo variabile, rispetto a cui i singoli Ccnl fissano i limiti che in genere sono fino ad un massimo di 4 ore
  • sospensione: al lavoratore viene negato di prestare servizio con successiva privazione della retribuzione spettante per un periodo di tempo da pochi giorni a diversi mesi
  • trasferimento: questa sanzione disciplinare è applicabile solamente nel caso di disponibilità di una seconda sede o comunque un altro reparto in cui trasferire il dipendente
  • licenziamento: è l'allontanamento definitivo del lavoratore, con o senza preavviso, che si è macchiato di una colpa grave e per cui l'azienda non ritiene che ci sia altra soluzione

 

Il lavoratore può opporsi alle sanzioni disciplinari

Laddove il lavoratore crede che il provvedimento subito sia eccessivo rispetto alla condotta ovvero pensa di non meritarlo, può opporsi. Ma lo deve fare in tempi molto rapidi. Rimprovero verbale a parte, l'azienda è obbligata a comunicare la decisione in forma scritta al dipendente.

Nel documenti deve specificare sia la sanzione disciplinare, ma soprattutto i fatti contestati. Dal momento della della ricezione, il lavoratore dispone di 5 giorni di tempo per fare sentire le proprie ragioni ovvero di essere ascoltato.

L'azienda ha l'obbligo di dare seguito alla richiesta e assumere la decisione finale in base alla ricostruzione dei fatti in meriti, ad esempio, all'eccessivo assenteismo, ai ripetuti ritardi, alla disattenzione al lavoro, alla pubblicazione di materiali non autorizzati su pareti o bacheche dell'ufficio, alla violazione di una norma di sicurezza, a qualsiasi altra infrazione alle norme generali sul lavoro o al regolamento interno dell'azienda.

 

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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