Scorie radioattive: dove sono depositate in Italia

Cosa sono le scorie radioattive, quali rischi per ambiente e salute contemplano e dove vanno a finire nel nostro Paese

Scorie radioattive: dove sono depositate in Italia

Cosa sono le scorie radioattive?

Per definizione le scorie radioattive sono un sottoinsieme delle scorie nucleari che derivano dal combustibile esausto originatosi all’ interno dei reattori nucleari durante la produzione di energia nucleare. Le scorie nucleari rappresentano un sottoinsieme dei rifiuti radioattivi, a loro volta suddivisibili in base al livello di attività in tre categorie: basso, intermedio ed alto.

 

Sono le scorie ad alto livello, che costituiscono solo il 3% del volume prodotto nelle attività umane, a contenere il 95% della radioattività, e il principale esempio di scoria altamente radioattiva è costituito dal combustibile esausto delle centrali nucleari. Ogni anno, infatti, vengono prodotte migliaia di tonnellate di scorie radioattive. Dove vanno a finire le scorie radioattive?

Scorie radioattive: dove vanno a finire

Le scorie radioattive, diversamente dai rifiuti convenzionali, sono decisamente pericolose e  mantengono questo stato per circa 300 anni, gli attinidi minori per circa 10.000, il plutonio per circa 250.000. E’ chiaro, dunque, come il dibattito sul deposito delle scorie radioattive sia fortemente sentito, considerando che si tratta di rifiuti pericolosi in qualsiasi momento e per lungo tempo. Le scorie radioattive, per evitare di comportare rischi e pesanti problemi a popolazione, flora e fauna che potrebbero concretizzarsi anche in malformazioni di persone e animali o anomalie genetiche, dovrebbero andare a finire in appositi luoghi dove i residui nucleari non dovrebbero causare mai danni, luoghi che dovrebbero essere scelti dopo appositi sopralluoghi.

Ma non sempre è così. Sono costanti, infatti, le notizie di depositi illegali di scorie radioattive e rifiuti pericolosi, il tutto a danno di ambiente e salute dei cittadini. Esisterebbe ora solo un deposito geologico atto a ricevere le scorie radioattive, si trova negli Stati Uniti e permette di raccogliere rifiuti a base di plutonio derivanti dall'industria militare. Per il resto, le scorie radioattive

Scorie radioattive: dove sono in Italia

Il 19 luglio 2011 la Commissione europea ha adottato una direttiva per la regolazione e la gestione dei rifiuti nucleari nell'Unione europea, stabilendo, come definito, che le esportazioni verso i paesi al di fuori dell'UE siano permesse solo a condizioni molto rigorose e vincolanti: quando i rifiuti vengono spediti, il paese terzo deve avere già un deposito definitivo in funzione e questo deposito per scorie altamente radioattive è internazionalmente definito come un deposito in strati geologici profondi. Attualmente, i depositi in strati geologici profondi non esistono in tutto il mondo e non esiste un deposito in costruzione al di fuori del UE. Nel nostro Paese, in particolare, le scorie radioattive adesso non vengono più depositate solo tra Saluggia, Sardegna e Scanzano, ma arrivano anche a Ispra (Varese), in un capannone.


Nel nostro Paese, in realtà, stando alle ultime notizie, ci sono oltre 90mila metri cubi di rifiuti radioattivi derivanti dalle centrali dismesse (75mila metri cubi) e dalle attività industriali, mediche e di ricerca (15mila), cui si sommano 58mila metri cubi di rifiuti provenienti da attività di bonifica di installazioni industriali contaminate accidentalmente. Teoricamente si tratta di scorie che dovrebbero andare a finire nel deposito nazionale che l'Italia è chiamata ad avere operativo entro il 2024, praticamente, però, per la realizzazione di questo deposito nazionale mancherebbe ancora tutto.

Autore: Marianna Quatraro
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