Se affitto una casa a 700 euro quanto pago di tasse

Tasse da versare per casa in affitto a 700 euro: quali sono quelle dovute per registrazione contratto e quali invece quelle sempre dovute

Se affitto una casa a 700 euro quanto pa

Quante tasse si pagano su casa in affitto a 700 euro?

Prendendo il caso di di una casa in affitto a 700 euro al mese, considerando tutte le imposte previste da pagare, sia di registrazione e imposta fi bollo, sia le successive che spettano sempre solo per il fatto di essere proprietari di una casa che non è adibita ad abitazione principale, come Imu e Tasi (in parte), è bene sapere che per i contratti 4+4 si arriva a pagare fino anche quasi l’80% dell’importo totale del canone di locazione che si percepisce, e si scende al 40-50% nei casi di affitti a canone agevolato.

Quali e quante tasse si pagano su casa in affitto? Le tasse da pagare per una casa in affitto, dal momento di stipula del relativo canone di locazione, sono imposta di registro, l’imposta di bollo, Irpef, Imu e Tasi. In particolare, la Tasi spetta in parte a proprietari e in parte ad inquilini, mentre non è previsto alcun costo da pagare per la Tari sui rifiuti, il cui pagamento per case in affitto spetta esclusivamente agli inquilini che producono, appunto, i rifiuti. Vediamo quanto si paga di tasse per una casa in affitto a 700 euro.

  • Quali sono tasse da pagare per casa in affitto a 700 euro
  • Calcolo ed esempi tasso affitto casa 700 euro

Quali sono tasse da pagare per casa in affitto a 700 euro

Avere una casa diversa dall’abitazione principale comporta dei costi, sia nel caso in cui la casa venga lasciata libera, perché comunque vi sono imposte da pagare, come l’Imu, a prescindere dal fatto che sia occupata da eventuali inquilini o meno, sia nel caso in cui si decida di affittarla. In tal caso bisogna considerare che vi sono tasse che devono essere pagate solo al momento di stipula e registrazione del contratto di affitto e tasse che, invece, devono essere regolarmente pagate dal proprietario. In generale comunque le tasse da versare, come previsto dal sistema italiane, sono diverse e anche alte in molti casi.

Se stipuliamo un contratto di affitto casa a 700 euro al mese bisogna scegliere la tipologia di forma contrattuale di affitto da fare, se a canone libero (4+4) o a canone concordato (3+2), se con cedolare secca o regime ordinario, registrare il regolare contratto all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma. Solo per affitti brevi, precisiamo, non è obbligatoria la registrazione del contratto all’Agenzia delle Entrate.

Le tasse da pagare per la registrazione del contratto di affitto sono:

  • un’imposta di registro, che per gli immobili in affitto per uso abitativo è del 2% del canone annuo moltiplicato per le annualità del contratto;
  • un’imposta di bollo che è di 16 euro ogni 4 facciate scritte del contratto da registrare e, comunque, ogni 100 righe.

Una volta fatto il contratto e pagate le relative tasse dovute, il proprietario di casa ha l’obbligo comunque di provvedere al pagamento di tasse regolari in calendario e non come:

  • imposta Imu sul possesso degli immobili che in quanto tale deve essere pagata solo ed esclusivamente dai proprietari di casa;
  • imposta Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili comunali, come manutenzione di strade o verde e illuminazione pubblica, il cui pagamento è diviso in percentuali stabiliti dai propri Comuni di residenza, tra proprietario e inquilino, per cui a differenza dell’Imu che deve essere pagata esclusivamente dal proprietario la Tasi si divide tra proprietario e inquilino;
  • tassazione Irpef, che varia in base allo scaglione di reddito in cui rientra il proprietario dell’immobile;
  • addizionali comunali e regionali, anch’esse variabili da Comune a Comune e che potrebbero determinare una tassazione diversa per la stessa casa in base al Comune in cui si trova facendo pagare ad alcuni proprietari costi relativamente bassi e ad altri costi relativamente alti;
  • spese condominiali straordinarie, per esempio per lavori di rifacimento della facciata del palazzo o di ristrutturazione di qualche impianto interno alla casa.

Chi opta per l’affitto di casa a 700 euro con il regime della cedolare secca, imposta sostitutiva che comprende in un’unica tassa Irpef, addizionale comunale e regionale, imposta di registro e imposta di bollo e si calcola sul totale dei canoni di locazione, non sono dovute nè imposta di registro né imposta di bollo.
 
Inoltre, la convenienza di decidere di affittare una casa scegliendo la cedolare secca sta nel fatto che il canone di affitto non concorre alla formazione del reddito imponibile del proprietario ai fini Irpef, diversamente di quanto accada dall’affitto i regime ordinario dove tutti i redditi derivanti da contratti di locazione di una casa di proprietà concorrono a calcolo e aumento del reddito imponibile ai fini Irpef.

Ciò che però il regime della cedolare secca prevede è che il canone di locazione che viene concordato al momento della stipula del contratto, in questo caso di 700 euro, non può essere modificato fino a scadenza del contratto. Il prezzo dell’affitto, dunque, non può essere adeguato dal proprietario alle variazioni Istat.

Calcolo ed esempi tasso affitto casa 700 euro

Se consideriamo l’esempio di una casa in affitto a 700 euro al mese, considerando tutte le imposte sopra riportate, è bene sapere che per i contratti 4+4 si arriva a pagare anche l’80% dell’importo che si percepisce, che può scendere al 40-50% nei casi di affitti a canone agevolato.

A rendere le tasse da pagare per una casa in affitto più o meno alte sono anche le tasse locali: considerando, infatti, che, per esempio, aliquote Imu e Tasi si calcolano in base ad aliquote specifiche fissate dai singoli Comuni, è possibile che per una casa di dimensioni uguali, in posizione centrale e affittata allo stesso costo di 700 euro, in Comune di Imu e Tasi si potrebbe pagare una cifra di circa 400 euro che potrebbero arrivare a 500 euro in un altro Comune.

In ogni caso, tra Imu e Tasi, imposta di bollo, generalmente quasi la metà di ciò che si percepisce dall’affitto deve essere pagato ogni anni in tasse.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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