Se dipendente ruba in azienda scatta il licenziamento automatico o no per leggi e CCNL 2021

I provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale, non possono essere applicati prima che siano trascorsi 5 giorni dalla contestazione per iscritto del fatto.

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Ruba in azienda, il licenziamento del dipendente è automatico?

Chi ruba in azienda può essere licenziamento per giusta causa del lavoratore. Si tratta infatti di un comportamento che mette in discussione la fiducia tra datore e dipendente. Tuttavia l'espulsione non è automatica perché a incidere è anche il tipo di furto.

Non c'è alcun dubbio che il furto in azienda sia un comportamento riprovevole e da condannare. Ma alcuni dubbi sono inevitabili perché un conto è sottrarre un mouse per computer, un altro è rubare una somma di denaro.

Ci domandiamo allora cosa prevedono leggi e Ccnl 2021 ovvero se per il dipendente che ruba in azienda scatta il licenziamento automatico oppure no. Non dimentichiamo infatti che il datore di lavoro dispone di un ampio spettro di sanzioni disciplinari da applicare.

Si va da quello più lieve che è il rimprovero verbale, fino ad arrivare a quello più drastico che è il licenziamento individuale per giusta causa ovvero senza preavviso di allontanamento dall'azienda. Vediamo quindi i dettagli e più esattamente esaminiamo:

  • Ruba in azienda, il licenziamento del dipendente è automatico o no
  • Tempi concessi al lavoratore per la difesa dal furto per leggi e Ccnl

Ruba in azienda, il licenziamento del dipendente è automatico o no

Chi ruba in azienda può essere licenziamento per giusta causa del lavoratore. Si tratta infatti di un comportamento che mette in discussione la fiducia tra datore e dipendente. Tuttavia l'espulsione non è automatica perché a incidere è anche il tipo di furto.

In pratica, come deciso dai giudici, la modesta entità del fatto addebitato può non essere sufficiente per giustifica il licenziamento. Questo tipo di sanzione può infatti essere considerato eccessivo e sproporzionato.

Il diritto di proporzionalità non comporta quello di vedersi progressivamente comminare tutte le sanzioni partendo da quella più lieve. In tutti i casi bisogna tenere della oggettiva connotazione del fatto, delle modalità soggettive della condotta del lavoratore, dell'elemento psicologico e della posizione del dipendente all’interno dell’organizzazione aziendale, attribuendo maggiore o minore gravità al fatto commesso dal dipendente in relazione alla posizione professionale rivestita.

Dal punto di vista organizzativo, l'imprenditore è il capo dell'azienda e da lui dipendono i suoi collaboratori. Il prestatore di lavoro subordinato è alle dipendenze ed eterodiretto. Deve osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dal datore e dai collaboratori di questo dai quali dipende.

L'inosservanza delle disposizioni può dar luogo all'applicazione di sanzioni disciplinari, secondo la gravità dell'infrazione e il furto rientra proprio in questa casistica. Il procedimento disciplinare, introdotto con lo statuto dei lavoratori, nel suo iter di sviluppo può essere assimilato al procedimento penale.

Tempi concessi al lavoratore per la difesa dal furto per leggi e Ccnl

Lo Statuto dei lavoratori prevede 5 giorni di calendario dalla ricezione della contestazione di furto. In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale, non possono essere applicati prima che siano trascorsi 5 giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.

Se la contestazione avviene mediante raccomandata, il termine per la presentazione delle giustificazioni da parte del dipendente decorre dal momento in cui quest’ultimo ha ricevuto la lettera di contestazione e non dal giorno in cui è stata inviata.

Sia che il lavoratore chieda di difendersi e di essere sentito sia che non lo faccia e resti inerte, nel termine di 5 giorni si computano anche i giorni festivi intermedi. Il dipendente può quindi essere sentito oralmente, essere sentito oralmente con l'assistenza di un rappresentante sindacale o per iscritto. Può farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.

Secondo una recente sentenza della Corrte di Cassazione, in tema di sanzioni disciplinari nell'ambito del rapporto di lavoro, il principio di tassatività degli illeciti non può essere inteso nel senso rigoroso, imposto per gli illeciti penali, dovendosi distinguere tra gli illeciti relativi alla violazione di prescrizioni strettamente attinenti all'organizzazione aziendale, per lo più ignote alla collettività e quindi conoscibili solo se espressamente previste e inserite.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il