Se vado in pensione prima quanti soldi perdo con stipendio a 1300-1700 euro nel 2022

Quando ci sono e come cambiano possibili perdite sulla pensione finale lasciando prima il lavoro: casi per chi prende stipendi tra 1.300 e 1.700 euro

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Se esco prima dal lavoro e vado in pensione con stipendio a 1300-1700 euro quanti soldi perdo nel 2022?

Se si esce prima dal lavoro con una delle forme pensionistiche che permettono di anticipare il momento della pensione, tra quota 102, opzione donna, ape social, isopensione, e si percepisce uno stipendio tra 1.300-1.700 euro, non è detto che si abbiano perdite sulla pensione finale, tutto dipende dai singoli casi e si possono calcolare perdite importanti, come nessuna riduzione dell’assegno finale. 

Se esco prima dal lavoro e vado in pensione con stipendio a 1300-1700 euro quanti soldi perdo nel 2022? Andare in pensione prima con le diverse forme pensionistiche in vigore che permettono di anticipare l’uscita dal lavoro rispetto ai normali requisiti dei 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi per andare in pensione di vecchiaia non significa dover necessariamente perdere soldi.

I casi cambiano e le relative perdite, se previste, anche in base a chi, come, quando decide di uscire prima dal lavoro. Vediamo cosa accade a chi esce prima con uno stipendio percepito tra i 1.300 e i 1.700 euro.

  • Andare in pensione prima con quota 102 quanto perde chi ha stipendio tra 1.300 e 1.700 euro
  • Perdite possibile su pensione finale per stipendi tra 1.300-1.700 euro con opzione donna 2022
  • Uscire prima da lavoro con ape social quanto si perde con stipendio tra 1.300-1.700 euro
  • Quanto si perde con stipendio tra 1.300-1.700 euro lasciando prima il lavoro con Isopensione


Andare in pensione prima con quota 102 quanto perde chi ha stipendio tra 1.300 e 1.700 euro

Stando alle stime in base a simulazioni effettuate, chi decide di uscire prima dal lavoro nel 2022 con quota 100 e ha uno stipendio tra i 1.300 e i 1.700 euro al mese, dovrebbe registrare perdite sulla pensione finale relative. Chi va in pensione con quota 102, che quest’anno sostituisce la quota 100 e permette di uscire a 64 anni di età e con 38 anni di contributi, non subisce, per legge, penalizzazioni sulla pensione finale.

Non sono cioè previste penalità per gli anni in cui si esce prima dal lavoro rispetto ai normali 67 anni richiesti, ma le perdite che si possono calcolare sull’assegno finale possono essere molto basse o alte per via dei contributi minori versati. Uscendo prima dal lavoro di tre anni rispetto ai normali requisiti richiesti con la quota 102, significa versare tre anni di contributi in meno, il che potrebbe incidere sulla pensione finale. 

Ma non è detto: se, infatti, nel corso della propria vita lavorativa si sono versati contributi alti, pur andando in pensione qualche anno prima, si può comunque avere una pensione alta.

Per fare un esempio concreto di quanto si potrebbe perdere sulla pensione finale lasciando prima il lavoro con la quota 100, prendendo il caso di un lavoratore dipendente con uno stipendio medio di circa 1.400 euro al mese, per 18.200 euro al mese per 13 mensilità, la pensione finale, calcolata secondo le regole in vigore, dovrebbe essere di circa 1200 euro al mese di pensione, che potrebbe scendere a circa 1000 euro andando in pensione con la quota 102. 

Se si percepisce uno stipendio da 1.600 euro al mese, calcolando l'assegno con sistema contributivo, andando in pensione a 67 anni si dovrebbe avere di pensione un importo tra 1.400 e 1.500 euro, che potrebbe scendere a circa 1.150 euro andando in pensione con quota 100.

Perdite possibile su pensione finale per stipendi tra 1.300-1.700 euro con opzione donna 2022

Decisamente controversa è la posizione di lavoratrici che decidono di lasciare il lavoro prima con opzione donna. Per quest’anno 2022 non cambiano requisiti e condizioni per andare in pensione prima con opzione donna, per cui l’età di uscita resta fissata a 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti, sia pubbliche che private, e a 59 anni di età per le lavoratrici autonome e con almeno 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2021.

Ai fini dei 35 anni di contributi necessari per andare in pensione con opzione donna 2022 si considerano:

  • contributi obbligatori; 
  • contributi volontari;
  • contributi da ricongiunzione;
  • contributi da riscatto.

La pensione con opzione donna si calcola esclusivamente con sistema contributivo, il che significa usare solo i contributi maturati effettivamente senza ricorrere alla quota retributiva e proprio per questo si calcolano perdite sugli assegni di opzione donna ridotti rispetto a quelli che le lavoratrici potrebbero percepire andando in pensione di vecchiaia. Ma tutto dipende dai singoli casi.

Le perdite più importanti per lavoratrici che hanno stipendi tra 1.300-1.700 euro e lasciano prima il lavoro con opziona donna riguardano le lavoratrici che hanno almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 che potrebbero avere un importo di pensione decisamente più alto di quello risultate dal calcolo solo contributivo. 

Prendendo, per esempio, il caso di una lavoratrice dipendente privata con uno stipendio da 1.700 euro, se andasse in pensione a 67 anni di età con calcolo misto, cioè sia retributivo che contributivo, percepirebbe una pensione finale in linea più o meno con lo stipendio, cioè tra i 1.600-1.700 euro. Uscendo prima con opzione donna e solo calcolo contributivo avrebbe una pensione di circa 1.270-1.360 euro perdendo tra 300 e 400 euro sull’assegno finale.

Uscire prima da lavoro con ape social quanto si perde con stipendio tra 1.300-1.700 euro 

Chi decide di lasciare prima il lavoro prima con l’Ape social vale a dire a 63 anni di età e con almeno 30 anni di contributi per disoccupati e invalidi, che diventano 36 per lavoratori usuranti, non dovrebbe prevedere alcuna perdita sulla pensione finale per chi prende uno stipendio tra 1.300-1.700 euro.

L’Ape social ancora nel 2022 permette di lasciare prima il lavoro solo a determinate categorie di persone che sono in particolare:

  • disoccupati che restano involontariamente senza lavoro, per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, con 63 anni di età e almeno 30 anni di contributi e che abbiano esaurito da almeno 3 mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  • invalidi e disabili, e loro parenti di primo grado che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, con 63 anni di età e almeno 30 anni di contributi e a cui sia riconosciuta una invalidità superiore al 74%; 
  • lavoratori usuranti con 63 anni di età e 36 anni di contributi che abbiano svolto per almeno sette anni negli ultimi 10 un lavoro gravoso.

Il motivo per cui lasciando prima il lavoro con l’Ape social non si dovrebbero subire perdite sulla pensione finale è che il beneficiario della misura ha diritto a percepire quanto calcolato come cifra mensile della pensione che spetterebbe al momento della pensione finale

Se si decide di andare in pensione prima ancora con Ape social, che rappresenta uno scivolo di accompagnamento alla pensione perché una volta maturati i normali requisiti per la pensione l’assegno di ape social si trasforma in normale assegno pensionistico, non è detto che si perde sulla pensione finale

Per legge, l’importo massimo mensile da erogare con l’ape social è di 1.500 euro fino al compimento dei 67 anni e cioè fino a quanto il pensionato non inizia a percepire la normale pensione spettante e il soggetto beneficiario dovrebbe percepire fino al raggiungimento della normale pensione quanto calcolato come cifra mensile della pensione che spetterebbe al momento della pensione finale, motivo per cui non dovrebbe perdere nulla.

Quanto si perde con stipendio tra 1.300-1.700 euro lasciando prima il lavoro con Isopensione

Altro sistema che permette di uscire prima dal lavoro quest’anno 2022 è l’Isopensione che ponendosi in realtà come scivolo di accompagnamento alla pensione finale, permette di lasciare prima il lavoro fino a 7 anni ma solo ad impiegati di aziende con almeno 15 dipendenti. Tali lavoratori, su iniziativa dell’azienda e solo a seguito di accordi sindacali, possono lasciare prima il lavoro percependo dalla stessa azienda come indennità la stessa cifra che avrebbero di pensione finale, con relativo il versamento dei contributi mancanti per la pensione e fino alla pensione di vecchiaia finale. 

Ciò significa che lasciando prima il lavoro con Isopensione, chi percepisce uno stipendio tra 1.300-1.700 euro e avrebbe di pensione normale un importo tra 1.100 e 1.500-1.600 euro, percepirebbe più o meno la stessa cifra senza, dunque, alcuna perdita. 
 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il