Se ho 40 anni di contributi posso andare in pensione?

I dati pensionistici sono in continua evoluzione, sapere di poter andare in pensione con 40 anni contributivi avvalendosi della precedente normativa, può rappresentare quel vantaggio che aggira la Legge Fornero.

Se ho 40 anni di contributi posso andare in pensione?

Cosa significa andare in pensione con 40 anni di contributi?

Fino a qualche tempo fa, erano necessari 40 anni di contributi senza alcun limite di età per poter accedere a un piano pensionistico adeguato. Successivamente è subentrata la Legge Fornero, che ha provveduto a modificare l'età pensionistica, nonchè gli anni contributi, per il 2018 la situazione è abbastanza cambiata.

La Legge Fornero, in una pioggia di lacrime, ha cambiato la vita dei cittadini. Se pur vero che sono state innalzati i livelli contributi e l'età anagrafica, restano determinate categorie di lavoratori, a cui è consentito l’accesso alla pensione con 40 anni di contributi. Infatti, è possibile richiedere un piano pensionistico avvalendosi delle vecchie disposizioni, quindi, si può ancora accedere alle disposizioni pensionistiche in vigore prima della Legge Fornero.

Se ho 40 anni di contributi posso andare in pensione?

Oggi un lavoratore può ancora andare in pensione con 40 anni di contributi regolarmente versati. Aggirare gli ostacoli posti in essere dalla Legge Fornero, che prolunga l'età pensionistica, nonché l'accesso alla pensione anticipata, è concesso per legge solo a chi possiede determinati requisiti e rientra nelle categorie di seguito riportate, come la salvaguardia pensionistica, la Totalizzazione dei contributi, ecc.

Secondo quando disposto dalla circolare dell’Inps n. 11 del 26/01/2017 rientrano nella salvaguardia pensionistica, chiamata ottava salvaguardia le seguenti categorie di lavoratori, quali:

  • lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile;
  • lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
  • lavoratori cessati dal servizio;
  • lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave.

Rammentiamo che l’ottava salvaguardia è misura legislativa contenuta nella legge n. 232 del 2016, la quale garantisce per determinati soggetti, l’estensione delle vecchie regole introdotte prima della Legge Fornero. Dando la possibilità a determinate categorie di lavoratori, di avvalersi delle vecchie disposizioni pensionistiche che consentivano l’accesso alla pensione di anzianità con i seguenti requisiti:

  • 61 anni e 7 mesi di età anagrafica, con 35 contributivi;
  • 40 anni contributivi senza alcun rilievo per l’età anagrafica.

Nello specifico, i lavoratori in mobilità possono usufruire delle vecchie disposizioni pensionistiche, usufruendo dell’accesso al diritto alla pensione rapportato a 36 mesi dopo la rispettiva scadenza relativa all’indennità di mobilità. Resta ben chiaro, che il rapporto lavorativo deve risultare cessato entro il 31 dicembre 2014. È prevista l’integrazione con il pagamento dei contributi volontari, ma sempre se rientrano nei 36 mesi dopo la scadenza dell’indennità di mobilità.

L'ottava salvaguardia prevede l’adeguamento alle vecchie disposizioni pensionistiche in base ai vari profili di tutela fino al 6 gennaio 2018, oppure, fino all'anno successivo riportandosi alla scadenza 6 gennaio 2019.

Il Decreto legislativo n. 42 del 2/02/2006 stabilisce che i dipendenti pubblici iscritti a due o più forme di previdenza obbligatoria possono richiedere la totalizzazione dei contributi. Per raggruppare i periodi assicurativi maturati nell’arco del tempo necessari per l’accesso alla pensione di vecchiaia, di anzianità ecc.

I requisiti per accedere alla totalizzazione dei contributi sono:

  • 65 anni di età, sia per donne che per uomini e 20 anni di contributi;
  • 40 anni di soli contributi senza alcun riferimento all’età anagrafica.

La richiesta per la totalizzazione dei contributi può essere inoltrata direttamente all’Inps online, utilizzando il sito dedicato dell’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il