Se ho una ditta individuale piena di debiti cosa posso fare per tutelarmi. Aiuti e soluzioni 2021

La costituzione di una ditta individuale avviene senza particolari formalità. Bastano infatti l'attribuzione del numero di partita Iva e l'iscrizione al registro delle imprese.

Se ho una ditta individuale piena di deb

Ditta individuale piena di debiti, quali sono aiuti e soluzioni?

Tra le soluzioni per una ditta individuale piena di debiti ci sono il concordato preventivo e la procedura di sovraindebitamento.

Sono anche i piccoli imprenditori a soffrire con estrema facilità nei periodo di crisi. Proprio per via delle caratteristiche di una ditta individuale, devono fare fronte alle difficoltà solo con le proprie forze economiche e quando i debiti sono tali da impedir la prosecuzione dell'attività, ecco che i problemi finiscono per diventare insormontabili. Vediamo meglio:

  • Ditta individuale piena di debiti, aiuti e soluzioni
  • Perché aprire o no una ditta individuale

Ditta individuale piena di debiti, aiuti e soluzioni

Quando si parla di una ditta individuale affogata dai debiti significa che deve fare i conti con i crediti richiesti da fornitori, banche e società finanziarie, ma anche con quelli del fisco tra contributi Inps e Iva, senza dimenticare le retribuzioni per dipendenti e collaboratori.

La situazione può diventare critica a tal punto che la sola via d'uscita è la chiusura della ditta individuale. A differenza di quanto accade con altre organizzazioni imprenditoriali, nel caso di una ditta individuale, a rispondere dei debiti il patrimonio personale del singolo imprenditore.

Significa che la ditta individuale piena di debiti può chiudere, ma i creditori, siano essi le banche il fisco, possono continuare a rivalersi sull'imprenditore. I debiti non si cancellano. Inevitabile allora domandarsi come fare a tutelarsi ovvero quali sono aiuti e soluzioni per chi non ha soldi a sufficienza per fronteggiare le incombenze economiche che nel tempo sono destinate ad aumentare per via degli interessi.

Una prima soluzione è il concordato preventivo con i creditori. Si tratta dello strumento con cui l'imprenditore può evitare la dichiarazione di fallimento attraverso un accordo destinato a portare a una soddisfazione delle ragioni creditorie, anche in via parziale.

Una seconda possibilità è la procedura di sovraindebitamento con cui la ditta individuale può trovare un accordo con il creditore davanti a un giudice e vedere ridotto il debito in base alle sue disponibilità. Da segnalare quindi l'esistenza del codice di crisi d'impresa con cui anche le ditte individuali possono accedere a nuovi strumenti per una diagnosi anticipata dello stato di difficoltà.

Perché aprire o no una ditta individuale

La costituzione di una ditta individuale avviene senza particolari formalità. Bastano infatti l'attribuzione del numero di partita Iva e l'iscrizione al registro delle imprese e presso albi, registri o elenchi richiesti per l'esercizio della specifica attività.

Le ragioni che spingono a scegliere la formula della ditta individuale sono numerose, come la rapidità delle tempistiche di costituzione poiché è sufficiente la semplice iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato della provincia in cui è la sede della ditta individuale. Allo stesso tempo questa opzione si caratterizza per le ridotte spese per la costituzione poiché una ditta individuale può essere costituita senza capitale anche se in realtà però è necessario un capitale iniziale minimo.

Ecco quindi la tenuta della contabilità aziendale estremamente semplice: minori oneri amministrativi, contabili e fiscali. Non solo, ma anche accentramento, velocità, flessibilità e rapidità decisionale dell'imprenditore, minori costi di gestione e assenza dell'obbligo di redigere il bilancio a fine anno possono fare la differenza nella scelta finale.

Di contro occorre anche prevedere una responsabilità illimitata nei confronti dei terzi creditori. Soprattutto in caso di obbligazioni sociali, l'imprenditore risponde con tutto il suo patrimonio personale dei debiti contratti e non pagati,

Dal punto di vista fiscale, in caso di utili netti cospicui, questi si traslano sui redditi complessivi del titolare il quale poi paga le tasse anche in base a quanto dichiarato come reddito di ditta individuale. Tra l'altro il nome della ditta non può essere scelto liberamente poiché il nome del titolare deve obbligatoriamente comparire. Infine segnaliamo l'apporto delle sole risorse dell'imprenditore, l'assenza di soci con cui confrontarsi e la limitata affidabilità creditizia.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il