Se non paga un prestito quando l'auto si può pignorare. Normativa e regole

Come funziona il pignoramento di un’auto, tradizionale o telematico, se un debitore non paga un prestito: cosa c’è da sapere

Se non paga un prestito quando l'auto si può pignorare. Normativa e regole

Si può pignorare l’auto per un prestito non pagato?

Sì. Quando un debitore non rispetta per lungo tempo il pagamento delle rate di rimborso di un prestito ricevuto, banche o finanziare possono rifarsi sul suo patrimonio, sia mobile, che immobile, che comprende anche le auto eventuali di proprietà.

 

Se chi ha un prestito che non paga regolarmente è stato destinatario di un decreto ingiuntivo e non ha continuato a pagare regolarizzando la propria situazione debitorie, il creditore può rifarsi anche sull’auto del debitore. Come funziona il pignoramento dell’auto per mancato pagamento di un prestito? E cosa succede se l’auto è di un disabile?

Prestito non pagato: come funziona pignoramento auto

Il pignoramento dell’auto, come di qualsiasi altro bene monile o immobile, sopravviene nel momento in cui un debitore non paga il prestito ricevuto per più rate consecutive nonostante continue intimazioni di pagamento. Non fanno eccezione i disabili: stando, infatti, a quanto previsto dalla normativa, anche i disabili possono essere soggetti a pignoramento dell’auto. Anche l’auto cointestata può essere pignorata e in tal caso, una volta venduto il bene, il comproprietario deve ricevere 50% del ricavato.

Il pignoramento non scatta subito se non si paga il prestito: il debitore viene prima contattato tramite call center per il recupero crediti, se non paga allora diventa destinatario di un decreto ingiuntivo, con cui viene intimato al debitore di pagare entro 40 giorni e se ciò non accade allora si procede con l'atto di precetto, che da al debitore ulteriori dieci giorni di tempo per saldare il pagamento dovto.Solo al termine di questa procedura si arriva all’esecuzione forzata, che dà avvio al pignoramento vero e proprio.

Il provvedimento viene recapitato direttamente al debitore dall’ufficiale giudiziario che se presso la sua abitazione individua l’auto nel cortile o nel garage del debitore, può sottoporla a pignoramento.

Una volta pignorata, l’auto viene lasciata in custodia del debitore stesso, con il divieto di uso, per poi essere portata all’Istituto Vendite Giudiziarie poco prima dell’asta. Se, però, all’asta arrivano offerte, l’auto viene restituita al debitore che deve pagare le spese all’Istituto Vendite Giudiziarie.

Pignoramento auto telematico: regole

In alternativa alla tradizionale procedura di pignoramento, per pignorare l’auto si può usare la nuova procedura telematica semplicemente tramite consultazione dell’Anagrafe tributaria che, su autorizzazione del Presidente del Tribunale, permette di conoscere redditi e patrimoni del soggetto nei confronti del quale viene eseguito il pignoramento.

Acquisiti i dati che si cercano, il creditore procede con l’atto di pignoramento dove deve indicare gli estremi richiesti dalla legge per l’iscrizione nei pubblici registri, i beni e i diritti da sottoporre a esecuzione e l’intimazione al debitore a consegnare all’istituto vendite giudiziarie (IVG) entro 10 giorni i beni pignorati insieme ai documenti relativi alla proprietà e all’uso dei medesimi, cioè atto di proprietà dell’auto e libretto di circolazione

Il creditore deve notificare l’atto al debitore che però continua a custodire l’auto obbligato a non usarla fino al momento della consegna dei beni all’IVG. Il debitore ha 10 giorni di tempo per consegnare l’auto pignorata all’IVG e se non lo farà sarò la polizia a farlo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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