Sfratto casa come funziona. Leggi 2020, regole e normative in vigore

Qual è la procedura da seguire per arrivare allo sfratto esecutivo da casa e quali sono le leggi 2020 che regolano tale provvedimento

Sfratto casa come funziona. Leggi 2020, regole e normative in vigore

Cosa prevedono le leggi 2020 per sfratto casa?

Le leggi 2020 prevedono regole, modalità e tempi di esecuzione di uno sfratto da casa per inquilini morosi. Le normative sullo sfratto casa prevedono che appena si riceve una notifica di sfratto bisogna lasciare la casa entro 6 mesi dalla convalida dello sfratto o, in casi eccezionali, entro 12 mesi, ma la procedura per arrivare allo sfratto esecutivo è piuttosto lunga.
 

 

Lo sfratto è una procedura cui i proprietari di immobili ricorrono nel momento in cui non percepiscono regolare pagamento del canone di affitto concordato in contratto in maniera regolare e costante o non lo percepiscono proprio. Si tratta di un provvedimento che per essere esecutivo comporta tempi lunghi, eppure si richiede. Vediamo come funziona la procedura di sfratto casa.

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Come funziona sfratto casa 2020

Lo sfratto casa scatta nel momento in cui l’inquilino presente con contratto di locazione non è regolare nei pagamenti dovuti e stabiliti da contratto. Tuttavia, è bene precisare che lo sfratto da casa 2020 non viene emesso subito il giorno dopo il mancato pagamento del canone di affitto da parte dell’inquilino. Perché, infatti, un proprietario possa chiedere un provvedimento di sfratto, il ritardo di pagamento da parte dell’inquilino deve superare i 20 giorni dalla data di scadenza di pagamento stabilita nel contratto.

Trascorsi i 20 giorni di ritardo, il proprietario può innanzitutto sollecitare il pagamento del canone dovuto all’inquilino e se anche dopo uno o anche due solleciti il pagamento non viene effettuato, allora può procedere con il decreto ingiuntivo di sfratto.

I tempi dello sfratto da casa sono, però, piuttosto lunghi: inutile aspettarsi di cacciare finalmente di casa subito un inquilino che non paga. I tempi perché lasci l’appartamento possono essere molto lunghi, arrivando anche ad anni. Diciamo che molto dipende dai giudici del tribunale cui ci si rivolge.

I passi da compiere per lo sfratto casa di un inquilino moroso che non paga l'affitto sono:

  • invio tramite raccomanda da parte del proprietario di una diffida all’inquilino, invitandolo a pagare i canoni e/o gli oneri accessori dovuti;
  • intraprendere le vie giudiziarie di convalida di sfratto, se l'inquilino persiste nel non pagare i canoni dovuti;
  • invio dell'atto di intimazione di sfratto per morosità e contestuale citazione per la convalida che viene recapitata all'inquilino moroso dall'ufficiale giudiziario;
  • citazione per l'inquilino in udienza davanti al giudice del Tribunale del luogo dove si trova l'immobile in locazione;
  • convalida dello sfratto da parte del giudice, con relativa data, se l'inquilino non si presenta in udienza e continua a non regolarizzare la sua morosità;
  • notifica dell'atto di precetto da parte dell'ufficiale giudiziario che intima all'inquilino di lasciare entro 10 giorni dalla notifica l’immobile.

Se dopo i 10 giorni previsti, l'inquilino non lascia casa, si richiede il cosiddetto preavviso di sfratto, che riporta giorno e ora in cui l’Ufficiale Giudiziario andrà a casa dell’inquilino moroso per chiedere di lasciare l’immobile.

La prima ‘visita’ l’ufficiale giudiziario la fa da solo ma, se nel giorno stabilito per il primo accesso l’inquilino non si fa trovare in casa o non apre all’ufficiale giudiziario, per la sua seconda ‘visita’ l’ufficiale giudiziario si presenta con avvocato del locatore, forza pubblica, fabbro e altre figure professionali necessarie per lo sfratto, per liberare la casa e ridarla al proprietario.


Leggi 2020 normative sfratto casa 2020

Le normative sullo sfratto casa 2020 prevedono che appena si riceve una notifica di sfratto bisogna lasciare la casa entro 6 mesi dalla convalida dello sfratto o, in casi eccezionali, entro 12 mesi.

La procedura di sfratto è, dunque, lunga ma non scoraggia i proprietari a riprendersi casa e in ogni caso, anche se gli inquilini sono soggetti che potremmo definire deboli. Stando a quanto previsto dalle leggi 2020, si può procedere allo sfratto da casa anche nei casi di:

Nel caso di sfratto da case popolari, esistono dei motivi specifici che permettono di avviare tale procedura e sono:
superamento del limite di reddito per la permanenza in case popolari secondo quanto fissato dalla Regione di residenza;
decadenza dai requisiti per la permanenza in case popolari;
sfratto per morosità;
perdita dei requisiti per l’accesso di cittadinanza, residenza, titolarità di diritti di proprietà su altri immobili e assenza di precedenti assegnazioni o contributi;
se si scopre che l’immobile è stato subaffittato o ceduto a terzi;
se sono stati modificati i locali o impianti della casa senza autorizzazione.

Tuttavia per la procedura di sfratto da case popolari non è diversa dalla procedura ordinaria prevista dal codice di procedura civile, che prevede avviso per l’inquilino moroso, decreto ingiuntivo, atto di precetto e sfratto vero e proprio. Stando a quanto stabilito dalla normativa, essendo diversi i presupposti che portano allo sfratto, che non dipendono solo da eventuale morosità, è diversa anche la procedura.

Non è previsto alcun trattamento particolare né alcuna deroga per un eventuale inquilino moroso che abbia uno o più figli a carico o un disabile in famiglia. Se non si paga il canone di affitto, si va comunque incontro allo sfratto esecutivo.

Tuttavia, sia per famiglie con minorenni, sia per famiglie con disabili o anziani, sono previste misure di tutela: per garantire, infatti, integrità fisica e morale dei bambini, per procedere allo sfratto, il proprietario di casa deve rivolgersi ai servizi sociali del Comune, e, nei casi più gravi, anche al giudice tutelare.

Le legge, infatti, prevede che per lo sfratto per famiglie con bambini o con disabili si debba avere il tempo di trovare abitazioni sostitutive adatte alle loro esigenze, e per disabili con tutti i sistemi loro adatti, e se tale tempo non basti, prima che lo sfratto sia esecutivo il Comune deve provvedere a trovare ad un’altra sistemazione presso abitazioni pubbliche e, se non disponibili subiti, slittano anche i tempi dello stesso sfratto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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